Gli amori di Ercole

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Gli amori di Ercole
Hargitay Mansfield.jpg
Jayne Mansfield e Miklós Hargitay in una scena del film
Titolo originale Gli amori di Ercole
Paese di produzione Italia, Francia
Anno 1960
Durata 102 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere avventura, peplum
Regia Carlo Ludovico Bragaglia
Soggetto Sandro Continenza
Luciano Doria
Sceneggiatura Sandro Continenza
Luciano Doria
Produttore Alberto Manca per Grandi Schermi Italiani
Distribuzione (Italia) Interfilm
Montaggio Renato Cinquini
Musiche Carlo Innocenzi
Scenografia Alberto Boccianti
Costumi Dario Cecchi Maria Baronj
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Gli amori di Ercole è un film peplum del 1960 di Carlo Ludovico Bragaglia.

Tramamodifica | modifica sorgente

Megara, la moglie di Ercole, viene uccisa da Eurito re di Ecalia, e si mette in viaggio per andare a vendicarla. Ercole ignora che Eurito è morto e al suo posto ora regna la figlia Deianira. Arrivato al suo cospetto la fanciulla si offre al muscoloso eroe perché si vendichi su di lei e non infligga dolore al suo popolo.

Ercole si innamora della ragazza e rinuncia alla sua vendetta. Nel frattempo il malvagio Lico, un ministro del padre di Deianira, trama e complotta per prendere il potere. Lico ordina al suo sicario Filottete di uccidere Achelo, il promesso sposo di Deianira, per poi far ricadere la colpa su Ercole. Ercole scopre la verità e cerca di uccidere il sicario, ma questi nel tentativo di sfuggirgli viene divorato dall'Idra. Anche Ercole subisce l'attacco della leggendaria creatura e ingaggia una dura battaglia dal quale esce vincitore ma gravemente ferito.

Ercole viene soccorso dall'amazzone Nemea che lo trasporta nel palazzo della regina delle amazzoni Ippolita. Ippolita vorrebbe trasformare Ercole in un Albero Vivente ma Nemea si ribella e ridesta Ercole aiutandolo a fuggire. Nemea paga con la vita il tradimento verso la sua regina, la quale viene a sua volta stritolata dagli Alberi Viventi, i suoi antichi innamorati. Nel frattempo Lico si è impossessato del trono ed ha rinchiuso Deianira nelle prigioni. Ercole se ne va in cerca di un esercito, quando lo trova torna indietro ma scopre che il popolo si è ribellato e ha detronizzato Lico, che è fuggito portando Deianira con sé verso la tana del ciclope. Il ciclope uccide Lico, ma Ercole uccide il ciclope e salva la sua amata.

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Catalogo Bolaffi del cinema italiano 1956/1965
  • AA.VV, La città del cinema, Napoleone Roma 1975

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

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