Gli orrori del castello di Norimberga

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Gli orrori del castello di Norimberga
Paese di produzione Italia, Germania Ovest, USA
Anno 1972
Durata 98 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1,85:1
Genere horror
Regia Mario Bava
Soggetto Vincent Fotre
Sceneggiatura Vincent Fotre
Produttore Alfredo Leone
Fotografia Mario Bava
Montaggio Carlo Reali
Effetti speciali Franco Tocci
Musiche Stelvio Cipriani
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Gli orrori del castello di Norimberga è un film horror italiano diretto dal regista Mario Bava nel 1971. Nonostante il titolo è ambientato e girato in Austria. In Italia è entrato in distribuzione 25 febbraio 1972.

Indice

Trama modifica

Un aereo atterra all'aeroporto di Vienna, in Austria. Peter Kleist incontra suo zio, Karl Hummel, che è venuto a prenderlo. Peter vuole scoprire la storia di un suo antenato, il Barone Otto von Kleist, noto come "il Barone sanguinario". Suo zio, prima di portarlo a casa, lo porta a visitare il castello del barone e lì conoscono Eva Arnold, studentessa d'architettura che fa la tesi di laurea sul castello, intenta a parlare con il signor Dortmundt di importanti modifiche da apportare. Dal dialogo viene subito fuori la figura del "barone sanguinario" e delle feroci torture che applicava ai suoi nemici.

Qualcuno si diverte anche a scherzarci su, come ad esempio il guardiano Fritz, che fa prendere un bello spavento ad Eva.
In seguito Karl invita Eva ad andare da loro e cenano insieme alla moglie, Martha, e alla figlia, Gretchen, la quale sostiene di aver visto il Barone. Durante il pasto parlano anche di Elisabeth Hölle, strega mandata al rogo dal barone, che, in punto di morte lo maledì, lanciando un incantesimo per farlo rivivere e soffrire. Peter aveva trovato infatti la pergamena con la maledizione.
Una volta che tutti sono andati al letto, dice ad Eva di tornare al castello, pronunciare la formula magica e vedere quello che succede. Detto fatto: due rintocchi di campana e vari passi spaventano i due giovani ed Eva convince Peter a recitare la formula per far ritornare tutto come prima.

A mente fredda sospettano che sia stato il solito Fritz, ma il giorno dopo vengono a sapere che era già stato licenziato. Peter non ce la fa a resistere e sostiene che la notte seguente vorrebbe rievocare lo spirito del barone. Così fanno e un forte vento fa volare la pergamena sul fuoco; di nuovo due tocchi di campana (il barone era morto alle 2) e di nuovo passi: non possono però più recitare la formula per farlo ritornare tra i morti, perché la pergamena è bruciata. Il barone ora è libero, vaga nel bosco e raggiunge la casa, con annesso studio, di un certo Dottor Hessler: ha il volto completamente sfigurato e il dottore fa quello che può, ma a un certo punto, data la gravità della situazione, decide di chiamare l'ambulanza per portarlo all'ospedale. Il barone non ci sta e lo uccide; a poco servono le urla dell'infermiera Madeleine.

Fuggendo, incontra un contadino e lo uccide e, ritornato al castello, uccide anche l'inserviente, simulando un suicidio per impiccagione. Fritz, intento a rubare nel suo vecchio posto di lavoro, vede l'impiccato e, mentre prova a sfilargli l'anello da un dito, il barone lo colpisce e lo porta nelle segrete, dove viene chiuso in uno strumento di tortura, chiamato Vergine di Norimberga.
Il giorno dopo Peter racconta tutto allo zio e si svolge un'asta nel castello: tra i beni all'asta c'è il castello stesso, che viene acquistato da un misterioso signore sulla sedia a rotelle, Alfred Becker, il quale vuole restaurarlo e andarci a vivere. Fa amicizia con Eva e la invita più volte.

Dopo varie peripezie subite dalla studentessa ad opera del misterioso barone, Eva riesce a raggiungere la casa di Karl. Decidono così di contattare una medium, Christine Hoffmann, che dice loro che il barone li ucciderà e che soltanto Elisabeth Hölle potrà aiutarli.
Si recano nel luogo in cui la strega fu arsa viva e la medium riesce a entrare in contatto con Elisabeth, la quale le dice che il barone può essere distrutto solo da chi lui ha distrutto.

Vanno da Becker ad avvisarlo dei rischi che corre a vivere nel castello, ma lui sembra essere molto tranquillo; anzi, annuncia che ha terminato il restauro e li invita per la cena.

Ritornati a casa la piccola Gretchen dice loro che Becker è il barone e spiega che il potere di distruggerlo sta nell'amuleto.
La sera vanno al castello e, dopo una rapida visita con Becker, vengono lasciati soli e, mentre complottano un piano, il proprietario del castello li sente ed esce allo scoperto, mettendosi in piedi e facendo vedere che lui è il Barone von Kleist. Per vendicarsi decide di portarli nella camera delle torture, dove Eva, inavvertitamente, fa cadere l'amuleto sul cadavere di Fritz, il quale si risveglia. Nello stesso momento il barone comincia a trasformarsi in un mostro. Ben presto anche altri cadaveri risorgono dalla tomba, legano il barone e lo sfregiano di nuovo con il fuoco; le urla del barone si sovrappongono a quelle di Eva e compagni che scappano spaventati. Si sentono infine le risate di felicità di Elisabeth Hölle.

Produzione modifica

Il film è stato girato a Vienna e in Bassa Austria a Burg Kreuzenstein, frazione di Leobendorf e a Korneuburg.

Distribuzione modifica

  • Uscita in Italia Italia: 25 febbraio 1972
  • Uscita negli USA Stati Uniti: 27 ottobre 1972

Voci correlate modifica

Collegamenti esterni modifica

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