Grand Hotel Miramare di Genova

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Coordinate: 44°24′59.59″N 8°55′03.65″E / 44.416553°N 8.917681°E44.416553; 8.917681

L'ingresso del Grand Hotel Miramare al tempo del suo splendore
« Il Miramare di Genova inghirlandava la curva oscura della spiaggia con festoni di luce e la sagoma delle montagne faceva spicco sullo sfondo nero grazie al riverbero delle finestre degli alberghi più in alto ... »
(Francis Scott Fitzgerald, L'età del jazz)

L'Hotel Miramare - o Grand Hotel Miramare - è stato costruito tra il 1906 e il 1908 su disegno dell'arch. Gino Coppedè e l'ing. Giuseppe Perasso. È uno degli storici alberghi che in inizio di XX secolo - e per almeno tre decadi, dagli anni dieci agli anni trenta - accolsero i più illustri visitatori di Genova.

Adattato alla fine della seconda guerra mondiale a caserma della Pubblica Sicurezza e della Polizia Ferroviaria (poco distante sorge la stazione ferroviaria di Genova Piazza Principe), venne a lungo lasciato in abbandono finendo quasi completamente rovinato dal degrado.

La sua struttura, solo in parte recuperata dopo un lungo periodo di restauro, campeggia sulla collina situata poco sopra la stazione ferroviaria, a poca distanza dal Palazzo del Principe che fu di Andrea Doria.

Verso la fine degli anni novanta è stato acquisito da una società che ha effettuato l'opera di ristrutturazione e recupero, mantenendone l'estetica originale, per adibirlo a sede di appartamenti privati, di un supermercato, di una banca. Al piano terra è stata aperta una sala da gioco per il Bingo.

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Utilizzo nella cinematografia
L'Hotel in una cartolina di inizio Novecento.
Il fascino per certi versi lugubre che questo imponente albergo riveste, come del resto accade a quasi tutti gli hotel lasciati in abbandono, è valso a garantirgli, se non altro, un ruolo di appropriata location, particolarmente nel cinema horror. Nel 1976 l'edificio venne infatti usato come set dal regista Daniel Mann per il suo film Viaggio nella paura (A Journey into the Fear), interpretato da Vincent Price. Nel 1992 vi sono state ambientate alcune scene del film Gangsters di Massimo Guglielmi.

Progettato nei primi anni del Novecento dall'architetto svizzero Arnold Bringolf, che si occupò peraltro delle linee essenziali - l'Hotel Miramare - duecento stanze disposte su sette piani, una grande estensione in senso orizzontale e soluzioni tecnologiche almeno per l'epoca di assoluta innovazione - spiccava soprattutto per la sua facciata ricca di decorazioni neogotiche opera dell'architetto Gino Coppedè (che fu coadiuvato dall'ingegnere Giuseppe Predasso). L'inaugurazione di quello che era il Gran Hôtel Miramare & de la Ville (questo il nome ufficiale) avvenne il 12 dicembre 1908. Se fino ai primi anni dell'era moderna ad essere gettonata da parte della nobiltà anglosassone o mitteleuropea era soprattutto la riviera di ponente, fino all'estrema periferia di Pegli, con i suoi palmizi e le passeggiate lungo il mare, dal 1920 lo spostamento del flusso di illustri visitatori verso il centro di Genova si fece più massiccio.

Una descrizione dell'Hotel diverrà materia letteratura nelle parole di Francis Scott Fitzgerald che qui vi trascorse una notte del 1924 assieme alla moglie Zelda e che dieci anni dopo, nel 1934, vi farà cenno in L'eta del Jazz.

Al Grand Hotel Miramare sarebbero transitati negli anni seguenti nomi d'alto bordo della cultura e dello spettacolo come quelli di Prampolini, Piacentini, Sarah Bernhardt, Eleonora Duse, gli attori del cinema Douglas Fairbanks Sr. assieme a Mary Pickford, ma anche Stan Laurel e Oliver Hardy (all'epoca popolari Cric e Croc), e, infine, Isa Miranda. Fra gli statisti, i militari ed i sovrani furono ospiti del Miramare Winston Churchill, Luigi Cadorna, Pietro Badoglio, Margherita di Savoia, i duchi di Windsor e i nobili del Giappone, ma anche emiri, sultani, grandi industriali, scrittori: insomma, quanto di meglio il jet-set di allora potesse offrire.

Una piccola curiosità riguarda Guglielmo Marconi. Lo scienziato vi soggiornò nel 1906 per diverse settimane e trasformò la propria suite in un vero e proprio laboratorio di elettrotecnica.

Con lo scoppio della prima guerra mondiale, verso la fine del 1916 l'imponente edificio fu riadattato a ospedale ed ospitava ben 500 feriti e successivamente trasformato in caserma a disposizione delle truppe del 332º Fanteria americana che vi mantennero il quartier generale sino al marzo del 1919. Un anno dopo l'hotel tornò agli antichi fasti.

Con lo scoppio del secondo conflitto mondiale la struttura venne requisita a più riprese e da entità diverse: dapprima l'Esercito italiano, poi le Brigate Nere, quindi le truppe dell'esercito nazista, quindi dai partigiani che intorno alle colline sopra il porto combattevano la guerra di resistenza, infine dalle truppe anglo-americane giunte nell'Italia del nord all'alba del 25 aprile. Il Grand Hotel Miramare non riaprirà più i suoi battenti come tale.

Nel 1951 i nuovi proprietari del fabbricato intentano causa alle Ferrovie dello Stato per i danni reali e d'immagine arrecati alla costruzione dalla galleria San Rocco e, onde evitare un lungo e complesso procedimento giudiziario, di comune accordo le parti decisero di vendere l'immobile alle ferrovie dello Stato che lo acquistò per il prezzo di 400.000.000 di Lire.

Negli anni successivi si avvicendarono numerosi tentativi da parte delle Ferrovie dello Stato di rivendere l'immobile o riutilizzarlo adibendolo a struttura di servizio tuttavia gli ingenti costi di ristrutturazione hanno sempre scoraggiato gli eventuali acquirenti.

Soltanto nel 1998 l'ex hotel ha trovato un acquirente al costo di 7 miliardi di Lire ed è stato ristrutturato con una spesa di circa 30 miliardi di Lire.

Galleriamodifica | modifica sorgente

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Bibliografia su Genova.

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