Grandi elettori

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Con il termine di grandi elettori si è indicato, nel tempo, un gruppo selezionato e limitato di persone che hanno il potere di eleggere qualcuno a una carica politica o di potere.

Medioevo: Sacro Romano Imperomodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Principe elettore e Sacro Romano Impero.

Nel Medioevo si chiamavano Grandi Elettori (Kurfuersten) i duchi ed altri nobili che eleggevano l'imperatore. Il loro numero nei secoli è variato. Risalenti al tempo di Federico Barbarossa, furono istituzionalizzati dalla Bolla d'oro nel 1356. Dal 1644 gli fu riconosciuto il trattamento regio e il diritto di precedenza su tutti gli altri principi dell'impero.

Erano distinti in ecclesiastici e secolari; nel XVIII secolo erano:

Stati Uniti d'Americamodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Collegio Elettorale degli Stati Uniti d'America.

Negli Stati Uniti d'America si chiamano grandi elettori i delegati che si riuniscono poi per eleggere il presidente degli Stati Uniti. Essi sono eletti su base statale e il loro numero è 538 pari alla somma dei senatori (100 - due per ogni Stato), dei deputati (435 - assegnati proporzionalmente alla popolazione residente nello Stato) più tre rappresentanti del Distretto di Columbia in cui si trova la capitale Washington (il XXIII emendamento prevede che il loro numero sia uguale a quello che le spetterebbe se fosse uno Stato ma comunque non superiore a quello degli elettori designati dallo Stato meno popoloso). Il Distretto della Columbia infatti non fa parte di nessuno Stato perché i Padri fondatori volevano evitare che uno qualunque dei tredici Stati che si federarono potesse essere in un qualche modo avvantaggiato per il fatto di avere sul proprio territorio la capitale federale. I grandi elettori sono distribuiti nei 50 Stati su base demografica. Per diventare presidente serve la metà di questo numero più uno: 270.

Per questo motivo i residenti in quel territorio non eleggono alcun rappresentante al Senato e alla Camera dei Rappresentanti. L'elezione del Presidente è quindi, tecnicamente, una elezione di secondo grado. Va rilevato che all'effetto distorsivo dovuto alla sottorappresentazione degli elettori del Distretto di Columbia (e alla sovrarappresentazione di alcuni Stati scarsamente popolati), se ne aggiunge un altro ben più rilevante che può portare ad esiti divergenti da quelli espressi dalla maggioranza degli elettori. Infatti in gran parte degli stati i "grandi elettori" vengono assegnati in blocco al partito che ottiene più consensi in quello Stato, senza criteri di proporzionalità, e questo perché gli stati possono legiferare con larga autonomia sul sistema elettorale locale dei grandi elettori.

Ciò significa che il Presidente che poi verrà eletto (cioè colui che raccoglie il consenso di almeno 270 grandi elettori) potrebbe non essere quello a favore del quale si sono espressi la maggioranza degli elettori statunitensi, in ragione sia della distorsione esistente nelle proporzioni tra numero di abitanti dei singoli stati e numero di grandi elettori assegnati a quello stato, ma anche (e soprattutto) in ragione del fatto che quasi nessuno stato elegge i suoi grandi elettori col sistema proporzionale. Questa ipotesi si è storicamente realizzata in alcune occasioni, l'ultima delle quali nel 2000 quando il candidato democratico Al Gore ottenne circa mezzo milione di voti in più rispetto al candidato repubblicano George W. Bush, ma tali consensi erano distribuiti in modo più uniforme sul territorio della Federazione così che il numero di grandi elettori democratici fu inferiore a quello dei repubblicani.

Inoltre i grandi elettori di ogni Stato, benché si impegnino sulla parola a votare per uno dei due candidati, teoricamente potrebbero poi rifiutarsi di farlo, preferendogli un altro candidato: L'obbligo di "fedeltà" al mandato popolare infatti si traduce in obbligo giuridico solo in alcuni stati, in cui l'eventuale infedeltà è vietata e punita penalmente, ma anche ove avesse luogo il voto non verrebbe invalidato. Se nessun candidato ottiene la maggioranza assoluta dei voti dei grandi elettori, (come successe nel 1820 e 1824) la scelta spetta alla Camera dei rappresentanti.

Repubblica italianamodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Presidente della Repubblica Italiana.

In Italia possono essere definiti grandi elettori i membri del collegio che elegge il Presidente della Repubblica. Tale collegio è costituito dai senatori, dai deputati e da 58 rappresentanti delle Regioni (tre per ogni Regione ad eccezione della Valle d'Aosta che ne ha uno).

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

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