Grifone (mitologia)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Grifone in una allegoria con angeli, Vienna.

Il grifone è una creatura leggendaria con il corpo di leone e la testa d'aquila.

Originimodifica | modifica sorgente

Enlil, il dio del cielo, scaglia fulmini contro Anzû dopo il furto delle Tavolette dei Destini.

Il mito di questa figura nasce dalle mitologie mesopotamiche, nelle quali le creature costituite dall'unione di più animali rapaci o con serpenti sono demoni o divinità dalle caratteristiche nefaste.

L'archetipo del grifone è da ricercarsi nel terribile Anzû, spirito del vento di tempesta, guardiano dell'Ekur, il Tempio della Montagna, rappresentato o citato fin dal III° millennio a.C. nei rilievi sumeri ritrovati presso Telloh[1].

Tale figura si diffuse lentamente nell'immaginario di diverse popolazioni, anche per via del sincretismo che caratterizzava le religioni dell'epoca, raggiungendo l'Anatolia e, tramite dla mitologia fenicia, la Grecia, non senza però differenziarsi e adattarsi al contesto culturale e mitologico. Ad esempio i grifoni della sala del trono di Cnosso (a Creta ma di età micenea) hanno un muso d'aquila sovrastato da piume voluminose, sono privi di ali ed hanno un corpo da generico felino, più simile al leopardo che al leone. Nel complesso, erano abbastanza comuni nell'arte micenea.

Anche nella prima età del ferro i grifoni erano rappresentati in maniera molto diversa da caso a caso: celebri sono i due grifoni di Ascoli Satriano in marmo policromo, presumibilmente opera di un maestro della Daunia o magno greco apulo; questi sono raffigurati con grandi ali colorate e non da rapace, becco d'aquila, collo di serpente o comunque rettiliano, corpo di leone.

Grifone achemenide a Persepoli.

Presso Atene la figura del grifone fu resa popolare anche per via della sua adozione quale simbolo da parte dinastia achemenide.

Trova una forma quasi definitiva nell'immaginario collettivo greco dopo il 400 a.C. con la diffusione di due opere, Le Storie (Ἰστορίαι, Historìai) di Erodoto di Alicarnasso (descritto come abitante dei monti tra gli Iperborei e gli Arimaspi, dove custodiva l'oro del Nord) e con La Storia della Persia ( Περσικά) di Ctesia di Cnido.

« C'è anche oro in India, non rinvenibile però nei fiumi
e slavato, come nel fiume Paktolos,

bensì in molte grandi montagne disabitate a causa dei Grifoni.
Questi sono uccelli a quattro zampe grandi quanto i lupi,
le loro zampe e i loro artigli assomigliano a quelli di un leone;
le piume del loro petto sono rosse,
mentre quelle del resto del corpo sono nere.
Sebbene ci sia abbondanza di oro nelle montagne,
è difficile recuperarlo a causa di questi uccelli. »

(Ctesia di Cnido, La Storia della Persia [2])
Grifone su un sarcofago del 480-470 a.C., Clazomene, Turchia.

Il grifone, in quanto unione tra animale terrestre e animale dei cieli, è stato usato nella cristianità medievale come simbolo della doppia natura, terrestre e divina, di Gesù Cristo[3][4].

Aspettomodifica | modifica sorgente

Molte illustrazioni rappresentano il grifone con le zampe anteriori da aquila, dotate di artigli, mentre le posteriori sono zampe da leone. La sua testa da aquila ha orecchie molto allungate; queste sono a volte descritte come orecchie da leone ma anche da cavallo, a volte anche piumate. Stando ad alcuni autori, la coda sarebbe costituita da un serpente, paragonabile a quella della chimera.

Raramente è dipinto senza ali: nel Quattrocento e anche più tardi in araldica questa creatura veniva considerata un grifone maschio, a differenza delle femmine dotate di ali.

Araldicamodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Grifone (araldica).

Il grifone come figura araldica chimerica simboleggia custodia e vigilanza. Inoltre poiché riunisce l'animale dominante sulla terra, il leone, con quello dominante in cielo, l'aquila, il grifone simboleggia anche la perfezione e la potenza.

Se rappresentato con zampe anteriori leonine, è distinto come Opinicus.

Grifone o Opinicus in una moneta tardo romana, British Museum.

Nelle serie animate e nella videoludicamodifica | modifica sorgente

Benché sia molto meno famoso del drago, il grifone è comunque una figura ampiamente presente nelle opere fantastiche moderne, nelle quali mantiene l'aspetto tradizionale. Tra queste citiamo:

  • Heroes of Might and Magic: in questa popolare serie di videogiochi di ruolo, il grifone è una delle creature che il giocatore può schierare nel suo esercito, e dal terzo episodio in poi è diventato il simbolo della fazione "castello". In genere si tratta di creature di forza media, molto utili all'inizio della partita per la loro capacità di volare, ma che vengono presto sostituite da creature più potenti, come gli angeli.
  • Magic The Gathering: i grifoni sono una categoria di creature comparse molto presto nel gioco. In genere sono bianche, di forza e costituzione media (raramente superano il 3), in grado di volare e dotate spesso di abilità aggiuntive. Tra di esse vi è una creatura leggendaria, Zuberi Piuma d'Oro, in grado di potenziare gli altri grifoni in campo.
  • Golden Sun: in questo videogioco per game boy advance, i grifoni sono delle creature che si incontrano verso la fine del gioco, e ve ne sono di vari tipi, e quelli "tradizionali" sono dei boss segreti che si incontrano nella nave fantasma. Nel secondo episodio della serie, oltre ai normali grifoni nemici, è possibile evocarne uno per attaccare i nemici grazie alla professione "domatore".
Grifoni all'esterno della cattedrale romana di Notre Dame du Port, Clermont Ferrand, Auvergne.
  • I cavalieri dello Zodiaco: lo spettro Minosse, uno dei generali di Ade, possiede l'armatura infernale del grifone.
  • Final Fantasy: i grifoni compaiono in alcuni episodi, come il settimo e il nono. In quest'ultimo, hanno l'aspetto di mostri metà avvoltoi e metà leoni, di colore nero.
  • My Little Pony, l'amicizia è magica: compaiono due grifoni: Gilda, amica di Rainbow Dash e di carattere spocchioso, e Gustave Le Grand, pasticciere molto sicuro di sé. Esiste anche una città dei grifoni, parte del regno di Ponyville.
  • Duck Tales: nel film d'animazione "Zio Paperone alla ricerca della lampada perduta", lo stregone Merlok, in grado di mutarsi in qualunque animale grazie al suo amuleto, si trasforma in grifone ed ingaggia una battaglia aerea con Zio Paperone. Quest'ultimo, alla fine, riesce a sottrargli l'amuleto e Merlok, riprese le sue sembianze, precipita nel vuoto.
  • La spada magica - Alla ricerca di Camelot: un grifone appare come lacchè del malvagio Ruber, inviato a rubare la spada Excalibur del Re Artù.
  • Drakan, the ancient gates: dei grifoni corazzati compaiono verso le ultime fasi di gioco. Sono più forti della maggior parte dei draghi presenti.
  • Drakengard: degli strani grifoni, incrocio tra un leone e un gufo, compaiono come nemici in molti duelli aerei.
  • Skylanders: uno dei personaggi introdotti nella prima serie, Sonicboom, è una femmina di grifone, in grado di combattere insieme ai suoi pulcini.
  • Nell' universo di Warcraft i grifoni costituiscono le cavalcature dei cavalieri alati dei nani.
  • Il Digimon Gryphonmon è chiaramente basato sul grifone.
Illustrazione di Sir John Tenniel raffigurante un grifone per l'Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carroll.

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ (EN) Stephanie Dalley, Anzu in Myths from Mesopotamia. Creation, The Flood, Gilgamesh, and Others, Oxford University Press, 2000, pp. 203-227. ISBN 0199538360.
  2. ^ (EN) Gryphes, Theoi Project. URL consultato il 2009-10-02.
  3. ^ Dante Alighieri in Niccolò Tommaseo (a cura di), La commedia di Dante Alighieri, Stanford University Libraries, p. 232. URL consultato il 2 ottobre 2009.
  4. ^ La Civiltà cattolica, 1881, 6, 11, 749-752, Civiltà Cattolica, p. 718. URL consultato il 2 ottobre 2009.

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Anna Ferrari, Dizionario di mitologia greca e latina, Torino, UTET, 2002 ISBN 88-7750-754-3

Altri progettimodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

Mitologia Portale Mitologia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Mitologia







Creative Commons License