Guardia Sanframondi

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Guardia Sanframondi
comune
Guardia Sanframondi – Stemma
Guardia Sanframondi – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Benevento-Stemma2.png Benevento
Sindaco Floriano Panza (lista civica) dal 30/03/2010
Territorio
Coordinate 41°15′00″N 14°36′00″E / 41.25°N 14.6°E41.25; 14.6 (Guardia Sanframondi)Coordinate: 41°15′00″N 14°36′00″E / 41.25°N 14.6°E41.25; 14.6 (Guardia Sanframondi)
Altitudine 428 m s.l.m.
Superficie 21 km²
Abitanti 5 283[1] (31-12-2010)
Densità 251,57 ab./km²
Frazioni Santa Lucia, Sapenzie, Tre Pietre, Galano, Pineta, San Francesco
Comuni confinanti Castelvenere, Cerreto Sannita, San Lorenzello, San Lorenzo Maggiore, San Lupo, Solopaca, Vitulano
Altre informazioni
Cod. postale 82034
Prefisso 0824
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 062037
Cod. catastale E249
Targa BN
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti guardiesi, guardioli
Patrono san Filippo Neri
Giorno festivo 26 maggio
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Guardia Sanframondi
Posizione del comune di Guardia Sanframondi nella provincia di Benevento
Posizione del comune di Guardia Sanframondi nella provincia di Benevento
Sito istituzionale

Guardia Sanframondi è un comune italiano di 5.341 abitanti della provincia di Benevento in Campania.

Geografia fisicamodifica | modifica sorgente

Territoriomodifica | modifica sorgente

Guardia Sanframondi dista dal suo capoluogo di provincia circa 28 km e fa parte della Comunità Montana del Titerno. Si presenta come un caratteristico borgo medievale dominante l'intera Valle Telesina. Il suo territorio è quasi esclusivamente collinare per cui offre un ottimo clima e suggestivi panorami; solo la parte meridionale, che protende verso il corso del Fiume Calore, è pianeggiante. Le aree in quota sono caratterizzate da boschi di conifere e querce, per il resto il territorio guardiese è dominato da vaste distese di vigneti e oliveti.

Geologiamodifica | modifica sorgente

Il territorio guardiese è caratterizzato da un complesso geolitologico arenaceo-calcareo-argillitico, costituito da una successione di argilliti policrome, calcareniti e calciruditi, e arenarie; tale complesso può includere litologie e/o successioni litologiche prevalentemente argillose e marnose-calcaree.

Classificazione sismica: Zona 1 "Alta sismicità", (Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003, aggiornato al 16/01/2006).

Idrografiamodifica | modifica sorgente

Il comune di Guardia S. è attraversato da diversi corsi d'acqua a carattere torrentizio:

  • Torrente Seneta; affluente del Rio Grassano;
  • Torrente Ratello, a poche decine di metri dalla sua sorgente inizia il suo percorso ipogeo, ritorna in superficie solo dopo aver attraversato l'intero centro abitato nei pressi di Via Costarella, punto in cui è possibile ammirare suggestivi panorami;
  • Rio Capuano.

Storiamodifica | modifica sorgente

Salita Monte dei Pegni.
Portici nel centro storico.

Diverse sono le opinioni degli studiosi circa le origini della cittadina, che alcuni fanno risalire ad epoca romana o sannita, altri ad epoca longobarda, altri ancora al periodo normanno. È certo che questo territorio è stato abitato fin da tempi antichissimi. A testimonianza del fatto diversi ritrovamenti di manufatti litici del paleolitico inferiore in contrada Starze e in contrada Limata nel vicino comune di San Lorenzo Maggiore, (un’“amigdala” di tipo chelleano conservata nel Museo della Società Antropologica di Parigi). Altri manufatti in pietra di età neolitica sono stati ritrovati nella Grotta Sant'Angelo: gli scavi diretti dal locale antropologo Abele De Blasio nel 1896 portarono alla luce cocci di creta, una punta di lancia silicea, frammenti di ossa animali. La suddetta grotta fu dimora dell'uomo anche nella successiva età del bronzo, come dimostra il ritrovamento di asce di bronzo, monili vari, punte di lancia, fibule, un rasoio, uno scarnatoio o scarificatore, un ago da cucire, quattro ciondoli. A testimonianza dell'età del ferro ci sono in particolare un dolmen, cioè un monumento sepolcrale, una punta di lancia di ferro, due fusaiole, dei menhir (questi ultimi purtroppo abbattuti ed andati perduti).

A favore della tesi romana o sannita viene citata la favorevole posizione geografica, ideale per qualsiasi insediamento di carattere militare; di fatti alcuni studiosi pensano di ubicare l’antica città di Fulfulae proprio sulle pendici del Monte Ciesco. L'ipotesi longobarda è strettamente legata alla suddivisione della loro società in liberi, nobili proprietari terrieri, soldati di diritto detti arimanni, i cosiddetti aldii, ed infine i servi; a quest'ultima categoria appartenevano gli abitanti delle campagne obbligati a lavorare per i propri padroni. In ogni contado si ebbero corti, condome, masse, vichi e casali. Tra i vichi, in alcuni vecchi trattati, viene nominato Vico Fremondo o Vico San Fremondo che corrisponderebbe all’odierna Guardia Sanframondi. In seguito la località assunse il nome di Warda, che significarebbe luogo di guardia o di vedetta, in quanto il Vico San Fremondo rispondeva bene a tale scopo: dalla collina guardiese si riesce a controllare l’intera Valle del medio e basso corso del fiume Calore fino alla piana a ridosso Maddaloni.

I Longobardi iniziarono la fortificazione del centro abitato, per attaccare con maggior vigore il nemico e per difendersi altrettanto prontamente. A quest'epoca sarebbe da attribuire la costruzione dell'antico Castello, anche se altre fonti ammettono che la costruzione sia stata commissionata intorno al 1139 da Raone, capostipite dei Sanframondo. Dopo la parentesi saracena, che comportò grave scompiglio anche nel Ducato di Benevento, l'antica Warda longobarda passò sotto il dominio Normanno. Questo popolo, secondo altre ipotesi, diede il nome al paese, in quanto, nel 1151, troviamo signore di Guardia, di Cerreto e di altre terre, tale Guglielmo Sanframondo. Il paese fu, inoltre, teatro della sconfitta dei Normanni ad opera del prode Longobardo Landulfo della Greca (1113). Ai Normanni si avvicendarono prima gli Svevi e poi gli Angioini, che dopo oltre un secolo e mezzo furono scalzati dagli Aragonesi. Parlando della famiglia Sanframondo, che resse tra alterne vicende il paese dal 1088 circa al 1460, alcuni sostengono che siano stati di origine angioina, e cioè che siano venuti in Italia con Carlo I d'Angiò (difatti il paese viene citato nel Catasto del 1268 voluto da Carlo I d'Angiò, in cui viene già chiamata Guardia Sancti Fraymundi); altri studiosi, come De Lellis e De Blasio, ritiengono che siano normanni e che proprio da quel Castello presero il nome Sanframondo.

Nel 1469 alla famiglia Sanframondo succedettero i Carafa, duchi di Maddaloni, e la loro dominazione durerà fino al 1806, anno in cui fu proclamata dai francesi l'abolizione del feudalesimo. Nel corso dei secoli il paese fu colpito anche da alcune catastrofi naturali, tra cui ricordiamo il terremoto del 1456, che comportò notevoli danni e numerose vittime, e quello ancor più disastroso del 1688 che lo distrusse quasi completamente mietendo circa 1200 vittime. Guardia venne ricostruita nello stesso posto, grazie alla tenacia e alla volontà dei suoi abitanti. Nel XVIII secolo divenne un fiorente centro della concia delle pelli, che lo rese celebre tanto da essere appellato Guardia "delle sole". Nel 1810, la commissione feudale riconobbe all'universitas guardiese la proprietà della "montagna di Guardia" e abolì i diritti baronali. Nel 1811, in età murattiana, il paese fece parte del distretto di Piedimonted’Alife, nel 1861 fu annesso alla neonata Provincia di Benevento.

Del XX secolo va ricordato il periodo della Seconda Guerra Mondiale: Guardia Sanframondi come tutti i comuni della zona viene duramente colpito dai bombardamenti. Numerosi sono i caduti sia militari che civili. In loro memoria è posta sulla facciata della Chiesa di San Sebastiano una lapide riportante l’elenco delle vittime. Successivamente è stato costruito in Viale degli Eroi un piccolo sacrario, composto da una cappella alla cui guardia sono stati posti due vecchi cannoni. Negli anni ’60 e ’80 è un paese in continua crescita, tanto da diventare il centro più importante della Valle Telesina. Gli ultimi anni del XX secolo segnano il declino, dovuto ai classici problemi dei paesi del meridione d’Italia: disoccupazione e relativa emigrazione.

Monumenti e luoghi di interessemodifica | modifica sorgente

Il centro storico, sviluppatosi attorno al Castello, è stato in parte abbandonato a seguito del terremoto del 1980, conservando ancora intatti alcuni scorci medievali. Vi sono diverse e pregevoli chiese barocche anche se l'abbandono degli anni passati ha recato qualche danno all'enorme patrimonio artistico del paese, che per il suo aspetto tipicamente medievale rimane uno dei più suggestivi centri della cultura sannitica. Infatti, ad eccezione del Santuario dell'Assunta e della Chiesa di San Sebastiano, le altre architetture religiose sono in gran parte in degrado (Convento e Chiesa di San Francesco, Chiesa di San Rocco, Chiesa di San Leonardo) mentre la Chiesa dell'Ave Gratia Plena, seppur restaurata, è stata oggetto di diversi vandalismi. Lo stesso Museo degli argenti è stato chiuso a seguito dei numerosi furti susseguitisi negli anni.

Architetture religiosemodifica | modifica sorgente

Santuario-basilica dell'Assuntamodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Santuario-basilica dell'Assunta.

È una chiesa in stile barocco, a croce latina e a tre navate. La facciata si presenta in maniera semplice e modesta, mentre l'interno è ricco e maestoso. Alla fine di ciascuna navata si aprono tre cappelle dedicate rispettivamente al SS. Sacramento, a San Filippo Neri e all'Assunta. La navata centrale, ornata da pregevoli stucchi, è delimitata da due ordini di quattro archi sorretti da cinque colonne di pietra. La statua lignea che raffigura la Vergine è un'elegante scultura databile agli inizi del X secolo e rappresenta una Madonna con Bambino. Annesso alla chiesa è l'Oratorio dei Padri Filippini.

Chiesa dell'Annunciata-Ave Gratia Plenamodifica | modifica sorgente

Scorcio del centro storico con in fondo il campanile della Chiesa dell'Annunciata-Ave Gratia Plena.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa dell'Annunciata-Ave Gratia Plena.
Leone scolpito alla base del campanile della Chiesa dell'Annunciata-Ave Gratia Plena.

Antico edificio di culto edificato nel XV secolo e rifatto in periodo barocco. Conserva un pregevole soffitto intagliato e dorato, originariamente anche affrescato. Attualmente non è visitabile ma i diversi dipinti, alcuni del Matteis, sono conservati nell'Oratorio dei Filippini. Il campanile è in pietra locale a cinque ordini con cupolino a cipolla rivestito da embrici maiolicati cerretesi giallo e verdi. Alla base sono delle sculture medievali di riporto.

Chiesa di San Sebastianomodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa di San Sebastiano (Guardia Sanframondi).

Voluta dai fabbricanti di suole nel '500, venne successivamente ampliata ed abbellita. L'attuale struttura ha un aspetto settecentesco con uno sfarzoso interno barocco ricco di stucchi dorati, affreschi del De Matteis nella volta e dipinti di autori locali e napoletani.

Altre architetture religiosemodifica | modifica sorgente

Il Castello visto dall'Oratorio dei Filippini.
L'incuria e l'abbandono dell'antico Convento di San Francesco.
Particolare del portale della Chiesa di San Rocco.

Architetture militarimodifica | modifica sorgente

Castello medievale dei Sanframondomodifica | modifica sorgente

La struttura originaria, presumibilmente voluta dal normanno Raone di Sanframondo nel 1139, fu più volte rimaneggiata e trasformata nei secoli che seguirono. A sud fu eretta la cinta merlata divisa in cortine, con quattro torri merlate e, nella parte centrale, fu costruito il palazzo feudale con il mastio, mentre ad est fu scavato il fossato con il ponte levatoio. Anche se non era di vaste proporzioni, il castello poteva essere considerato come un forte dove una guarnigione bene armata, poteva dare filo da torcere al nemico.

Il tempo, le catastrofi e le intemperie lo hanno deteriorato notevolmente: il terremoto del 1456 arrecò i primi danni che furono rimediati solo parzialmente dalla ricostruzione ad opera degli Aragonesi nel 1461. Nel 1469 il castello fu affidato ai Carafa che lo tennero fino al 1806. Quando il feudalesimo fu abolito, rimase come dimora degli schiavi addetti alla coltivazione delle terre, che non ne ebbero più cura.

Solo nel XX secolo dopo cinque anni di restauro, realizzato in base alle notizie dateci da un manoscritto del Pingue (1702), nonché dallo studio dei ruderi esistenti, la ricostruzione di questa fortezza ha permesso il recupero dalle rovine di due grandi ambienti, dei quali uno è sede del Museo delle Farfalle l'altro di una panoramica sala convegni. Nell'enorme terrazzo, che sovrasta l'intera vallata, è stato allestito un teatro all'aperto, cornice di numerose manifestazioni nel periodo estivo, mentre nella parte inferiore, immediatamente dopo il cancello di ingresso, trova spazio un grazioso giardino pensile e un ulteriore terrazzo che permette di meglio osservare le vallate del Titerno e del medio Volturno e il massiccio del Matese. Oggi il castello è il fulcro della vita culturale del paese in quanto sede di importanti manifestazioni: dalle rassegne teatrali e cinematografiche a quelle musicali, dalle mostre d'arte e quelle fotografiche.

Portemodifica | modifica sorgente

Il centro storico di Guardia Sanframondi, sviluppatosi intorno alla fortezza, era racchiuso all'interno di una cinta muraria. L'accesso al paese fortificato era possibile solo in quattro punti, dove sono ubicate le porte:

  • Porta Francesca, a nord. Ingresso da Via Roma, vicinissima al castello.
  • Porta Dell'Olmo, a ovest. Posta lungo l'omonima strada, permette l'accesso alla zona del centro storico denominata Vaticano.
  • Porta Di Santo, a sud. Domina il sagrato della Basilica dell'Assunta.
  • Porta Ratello, a est. Andata distrutta nel tempo, era ubicata all'inizio di Via Filippo Maria Guidi.

Architetture civilimodifica | modifica sorgente

Palazzimodifica | modifica sorgente

  • Palazzo di Corte Selleroli, sec. XVII
  • Palazzo di Jecco, sec. XVII
  • Palazzo Foschini, sec. XVII
  • Palazzo Ceniccola, sec. XVII
  • Palazzo Mastrocola, sec. XVIII di proprietà della Diocesi
  • Palazzo Nonno, sec. XVIII, per lungo tempo sede della Biblioteca comunale.
  • Edificio Scolastico "Abele De Blasio", in stile razionalista, sec. XX

Fontanemodifica | modifica sorgente

  • Fontana del Popolo, risalente al 1886, è ubicata su Corso Umberto I nei pressi della Chiesa di San Sebastano;
  • Fontana di Piazza Antica, del 1866, posta di fronte alla Chiesa dell’AGP lungo Via Filippo Maria Guidi, in pieno centro storico;
  • Fontanella, posta nell'omonima piazza nella parte bassa del paese all'ombra di un enorme platano;
  • Fontanino, in via Pietralata;
  • Fontana Portella, posizionata alla base nord della massa rocciosa su cui sovrasta il castello;
  • Fontana del Castello, posta all'interno del giardino pensile del Castello medievale;
  • Fontanina del Canalicchio, ubicata in un largo del centro storico, lungo l'omonima strada;
  • Fontana San Filippo, posta nell'omonima piazza all'angolo sottostante le gradinate che salgono verso il centro storico.
Lavatoi
  • Fontana dei Due Mascheroni, sita in Via Fontana;
  • Fontana del Calcare, posta all’incrocio tra Via Morrone, Via Monte Tre Croci e Via Galano, è stata ricavata in grotta al di sotto del livello stradale;
  • Fontana del Canale, sita in Via Comunale San Francesco, necessita di un restauro;
  • Fontana della Sorgenza, posta all’incrocio tra Via Sorgenza e Corso Umberto I, restaurata nel 2008;
  • Le Quattro Fontane, da tempo rimossa. Era ubicata in Piazza Condotto.
Sorgentimodifica | modifica sorgente

In località Pineta è situata la sorgente "Acqua Fabbricata", che sgorga dalla bocca di una faccia di un leone di pietra, scolpito in epoca medioevale.

Aree naturalimodifica | modifica sorgente

Oasi faunistica di Monte Ciescomodifica | modifica sorgente

L'Oasi faunistica si estende per oltre 30 ettari in un crocevia di antichi sentieri sulla sommità del Monte Ciesco. È stata istituita nel 1997 per la salvaguardia di un territorio estremamente caratteristico. Il rimboschimento, essenzialmente conifere, latifoglie, tra cui castagno, acero d'Ungheria, cerro e roverella è in perfetta armonia con la vegetazione spontanea costituita prevalentemente da specie erbacee e arbustive come la ginestra e la rosa canina. La vera attrazione dell'oasi sono i cervi: per poterli ammirare è stato costruito, attraverso opere di ingegneria naturalistica, un percorso adatto a non disturbare la quiete degli animali. La fauna è arricchita dalla presenza di cavalli selvatici e uccelli sia stanziali che migratori. Con il passare del tempo l'oasi è diventata un vero e proprio laboratorio a cielo aperto, meta di scolaresche e amanti della natura. L'area fa parte della rete nazionale CEA (Centri di Educazione Ambientale) gestito dalla locale sezione di Legambiente.[2]

Percorsi naturalisticimodifica | modifica sorgente

Diversi sono i sentieri che si snodano tra i boschi per gli amanti delle passeggiate nel verde e del trekking; i più suggestivi sono quello che porta all'Omo Morto (823 m.s.l.m.), enorme massa rocciosa che rende riconoscibile la collina di Guardia da grandi distanze e quello che giunge nel vicino comune di Cerreto Sannita presso la Morgia Sant'Angelo, massa calcarea dalle sembianze di una leonessa.

Laghettomodifica | modifica sorgente

In località Pineta è presente un piccolo e affascinante bacino idrografico (con una superficie di circa 500 m²) sviluppatosi a seguito dello sbarramento del Rio Capuano. È consigliabile visitare il Laghetto nei mesi primaverili. Il Laghetto, soprattutto nei mesi estivi, è spettatore di tante gare di pesca sportiva.

Corso del Torrente Ratellomodifica | modifica sorgente

Nella vecchia guardia la messa in sicurezza del torrente ad opera di briglie di contenimento ha reso estremamente caratteristico il corso del Ratello in località San Francesco, dove il dislivello viene disegnato da piccole e affascinanti cascate.

Giardini pubblicimodifica | modifica sorgente

  • Villa Comunale, in Piazza Municipio;
  • Giardini "Padre Pio da Pietrelcina", alle spalle della Basilica;
  • Giardino Pensile, trova spazio all'ingresso del Castello, sorretto dalle forti mura in pietra calcarea;
  • Giardinetti "Sant'Antuono", retrostante l'omonima chiesetta;
  • Monte Tre Croci, in via Costarella.

Culturamodifica | modifica sorgente

Educazione e istruzione scolasticamodifica | modifica sorgente

  • Direzione Didattica
    • Scuola dell'Infazia e Scuola Primaria "Abele De Blasio", Via Campopiano.
    • Sezione Primavera, Via Parallela.
  • Istituto Comprensivo Statale "Sebastiano Guidi", Via S. Guidi.
  • Liceo Scientifico Statale, Via Municipio (sezione associata dell'Istituto Galilei-Vetrone di Benevento.
  • Istituto Tecnico Statale per l'Agraria e l'Agroindustria-Articolazione in Viticoltura ed Enologia, Via S.Guidi (sezione associata dell'Istituto Galilei- Vetrone di Benevento.
  • Scuola Materna Privata "Asilo Brizio", Suore Vittime Espiatrici di Gesù Sacramentato, Via S. Guidi.
  • Scuola Materna Privata Paritaria "Babylandia", Via Parallela.

Bibliotechemodifica | modifica sorgente

La piccola biblioteca comunale non ha una propria sede, i testi sono custoditi presso il Palazzo Comunale. Fino a qualche anno fa era ospitata nei locali di Palazzo Nonno, nelle vicinanze del castello medievale, attualmente chiuso in attesa di restauro.

Museimodifica | modifica sorgente

Collezione di farfallemodifica | modifica sorgente

La collezione, donata dagli eredi dell'avvocato Pascasio Parente, appassionato entomologo guardiese, raccoglie ed espone oltre mille esemplari provenienti ad ogni parte del mondo. Gli insetti sono collocati in cinquantasei teche di vetro costruite in modo tale da poter osservare nitidamente l'aspetto e le particolarità mimetiche degli esemplari.

Museo dei "Senza Storia"modifica | modifica sorgente

Ha sede in Corso Umberto, e si tratta di una raccolta di manufatti legati all'arte della tessitura e del ricamo, nonché di eleganti vestiti della fine del XIX secolo, cuciti e ricamati a mano. Si possono ammirare un imponente telaio a mano del XVIII secolo ed altri pregevoli spazi dove sono stati minuziosamente ricostruiti un'antica cucina di campagna collegata ad una camera da letto, l'angolo del ciabattino ed altri ambienti d'epoca.

Museo degli Argentimodifica | modifica sorgente

Inaugurato nel 1979 presso l'Oratorio dei Filippini, a seguito di diversi furti è stato chiuso. Il fondo originario conservava diverse sculture argentee barocche, argenterie napoletane dal XVII al XIX secolo, piatti per elemosina del '400 e '500.

Domus Matamodifica | modifica sorgente

Spazio espositivo in cui vengono allestite mostre tematiche. Il museo è ospitato in via Padre Marzio Piccirillo; il palazzo è reso particolare dalla presenza di un giardino sorretto da mura in pietra.[3]

Cinematografiamodifica | modifica sorgente

Il paese sannita è stato negli anni cinquanta set di due importanti film del cinema italiano: nel 1953 Augusto Genina sceglie la Basilica Santuario dell'Assunta come set per Maddalena, le scene esterne invece sono state girate nel vicino borgo di Cerreto Sannita; nel 1955 Mario Camerini ambienta nei borghi di Guardia Sanframondi, Cerreto Sannita e San Lorenzello La bella mugnaia, film interpretato da Vittorio De Sica, Marcello Mastroianni, Sophia Loren e Yvonne Sanson.

Alla fine degli anni '80 Guardia Sanframondi è stata sede di un importante festival cinematografico: Incontri Cinematografici Internazionali con le tradizioni popolari. Registi provenienti da tutto il mondo presentavano i loro lavori aventi come tema le tradizione e i costumi dei popoli con lo scopo di aggiudicarsi l'ambito premio, il D'uva D'oro. Le proiezioni e i dibattiti avvenivano presso il Castello dei Sanframondo, all'ingresso del quale venne eretta una struttura metallica che stilizzava una macchina da presa, in parte ancora visibile.

Associazionimodifica | modifica sorgente

  • Associazioni culturali-ricreative
    • Anta Club
    • Proloco Guardia Sanframondi, Piazza Castello
    • Associazione culturale "Doxa" - Circolo ARCI, Piazza Condotto
    • Gruppo Scout "La Salle", Via del Vaticano
    • Confraternita di Misericordia, Via Campopiano
    • Associazione teatrale "Il Grifone", via Parallela
    • Arciguardia, Via Municipio
    • Associazione Guardiese Onlus "Gli Amici del Cuore", gemellata con l'Associazione Sammarinese "Cuore Vita".
    • Circolo Viticoltori
    • Associazione Onlus 'icoraggiosi'
    • Centro sociale per anziani, Via Spineto
    • Associazione culturale Guardia Magica, Corso Umberto
  • Associazioni cattoliche

Gemellaggimodifica | modifica sorgente

Flag of Australia.svg Willoughby (Nuovo Galles del Sud - Australia).

Il 6 settembre 2008 una delegazione guardiese recatasi in Australia ha firmato un "Patto d'amicizia" con la locale comunità di Willoughby, sobborgo settentrionale della città di Sydney.

Itinerari Religiosi Internazionali - La Via Francigena del Sudmodifica | modifica sorgente

Il paese è attraversato da uno dei principali Itinerari Culturali Europei, la Via Francigena del Sud, quella variante della Via Francigena oggi chiamata "Via Sacra Langobardorum", rientrando nel percorso individuato in terra sannita. La Via Francigena del Sud ripercorre la Via Sacra dei Longobardi, che da Roma passando per Benevento, la capitale della Longobardia del Sud, nota come Langobardia Minor, attraverso i comuni di Faicchio, San Lorenzello, San Salvatore Telesino, Guardia Sanframondi, San Lorenzo Maggiore, Ponte, Benevento, Paduli, Buonalbergo e Pietrelcina prosegue verso la Puglia lungo l'antica Via Traiana fino a Troia per poi deviare verso il Gargano, in particolare verso Monte Sant'Angelo, cittadina che custodisce il Santuario di San Michele Arcangelo.

Comunicazione & Informazionemodifica | modifica sorgente

  • Carta stampata
    • Bollettino del Santuario dell'Assunta, fondato nel dicembre del 1955. Le pagine del periodico permettono di rivivere la storia del paese e di informarsi sul presente. La stampa della rivista è possibile esclusivamente grazie alle donazioni dei devoti.
    • Senza Filtro, giornale studentesco della sezione Staccata del Liceo Scientifico. Nel 2009 è stato premiato alla VII edizione del "Gran Premio Mirabilandia del Giornalismo scolastico" a Ravenna.
  • Web

Feste religiosemodifica | modifica sorgente

Battentimodifica | modifica sorgente

Riti settennali: processione dei Battenti.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Riti settennali di penitenza in onore dell'Assunta.

Periodicamente si svolge un'inusuale manifestazione religiosa nota come i Riti Settennali[4]. I riti vengono celebrati nella settimana successiva al 15 agosto, dal lunedì alla domenica. I quattro rioni del paese, ogni sette anni, danno vita a processioni ricche di rappresentazioni sacre: duemila partecipanti animano quadri plastici, detti misteri, raffiguranti episodi biblici. Alla processione della domenica prendono parte un numeroso gruppo di penitenti che, in saio bianco e cappuccio, rinnova un antico rito medioevale di flagellazione. I penitenti, con in una mano una croce di legno e nell'altra un cilicio di sughero irto di aculei, oppure con una spugna piena di aghi bagnata di vino, si percuotono il petto fino a sanguinare. Il rito parte dalla Basilica dell'Assunta, procedendo inizialmente all'indietro per non volgere le spalle alla Madonna. La processione, capeggiata da una statua di San Girolamo Penitente si snoda per tutto il paese come se volesse proteggerlo.

Le celebrazioni sono state inserite fra gli otto grandi eventi della regione Campania. L'ultimo rito si è svolto dal 16 al 22 agosto 2010.[5]

Altre feste religiosemodifica | modifica sorgente

  • 17 gennaio: Festa in onore di Sant'Antonio abate con la consueta benedizione degli animali domestici.
  • 26 maggio: Festa in onore di San Filippo Neri, patrono della cittadina. Oltre alla processione, caratteristica è la fiera che si svolge lungo Via San Francesco e Via Cesco Martone e molto rinomati sono i fuochi di San Filippo, manifestazione pirotecnica, dove partecipano importanti ditte del settore.
  • 18 agosto: Processione in onore di San Rocco.
  • Terza domenica di settembre: Festa in onore di Sant'Antonio di Padova.
  • Terza domenica di ottobre: Fiera di San Pascasio da Piazza Municipio a Via Parallela.

Rassegne culturali ed enogastronomichemodifica | modifica sorgente

  • "Il Grifone", Rassegna Nazionale di Teatro Amatoriale organizzata dall'omonima associazione tra giugno e luglio. Le rappresentazioni vengono allestite presso il teatro all'aperto del Castello dei Sanframondo.
  • "Six Day Sonic Madness", festival del indie-rock italiano ed internazionale.
  • "Benvenuta Estate", sul caratteristico laghetto si tiene una gara di pesca amatoriale.
  • "Vinalia", rassegna enogastronomica. Dal 4 al 10 agosto tra le vie del caratteristico centro storico si snoda il "Percorso del Gusto", decine di cantine e aziende agricole fanno degustare i loro prodotti. L'appuntamento si conclude con "Calici di Stelle", manifestazione nazionale promossa dall'Associazione Città del Vino.
  • "Pane e olio in frantoio", nel mese di novembre.
  • "Rassegna dei Presepi", ambientata nelle botteghe antiche del centro storico, si svolge durante il periodo natalizio.
  • Guardia Sanframondi International Art Exhibition, la cui prima edizione si è svolta a luglio 2013, con mostre di dipinti, fotografie e film di autori italiani e stranieri.

Sportmodifica | modifica sorgente

La squadra di calcio locale è la Associazione Sportiva Sporting Guardia, fondata nel 2003. I colori sociali sono il giallo e il rosso. La squadra disputa gli incontri casalinghi presso l'impianto sportivo San Filippo Neri, situato in Viale della Vittoria.

La squadra di ciclismo locale era il Team Liverini-Tribisonna. I colori sociali della squadra erano l'arancio, il bianco e il verde. La società è poi sparita senza chiari motivi nel 2008.

Guardia Sanframondi è stata sede di arrivo di tappa del Giro Donne 2003, con la vittoria della lituana Rasa Polikeviciute.

Fremondo Volley è la squadra di pallavolo under 14, under 16 e Prima divisione fondata nel 2001. Gli allenamenti e le partite casalinghe si tengono presso la Struttura Geodetica "San Filippo Neri", in Viale della Vittoria.

Economiamodifica | modifica sorgente

L'agricoltura è il principale settore su cui si basa l'economia del paese, in particolare la viticultura e l'olivicoltura: diverse sono le aziende agricole legate alla vinificazione e all'Estrazione dell'olio d'oliva. Da sottolineare la presenza di una cooperativa agricola sociale (una delle più grandi in Italia, con una quantità di vino prodotto di circa 240.000 hl per anno).

Evoluzione demograficamodifica | modifica sorgente

Abitanti censiti[6]

Collegamentimodifica | modifica sorgente

auto Rete Stradale

Da Roma:

Uscita Caianello dell'autostrada Autostrada A1 Italia.svg, proseguire lungo la Strada statale 372 Telesina Strada Statale 372 Italia.svg e uscire a Castelvenere e proseguire lungo la ex Strada statale 87 Sannitica Strada Statale 87 Italia.svg, attuale Strada Provinciale 182.

Da Napoli:

Uscita Caserta Sud dell'autostrada Autostrada A1 Italia.svg, proseguire in direzione MaddaloniTelese Terme, fino ad imboccare la Strada Fondovalle Isclero ed uscire a Telese, proseguire per Guardia Sanframondi.

Treno Treno

La Stazione più vicina e meglio servita è Telese-Cerreto, posta sulla Ferrovia Napoli-Foggia.

bus Autobus

Curiositàmodifica | modifica sorgente

Amministrazionemodifica | modifica sorgente

Servizimodifica | modifica sorgente

  • Sezione distaccata del Tribunale di Benevento, Piazza Padre Adolfo De Blasio
  • Ufficio del Giudice di Pace, Piazza Canalicchio
  • Stazione Carabinieri, Via Coste

Persone legate a Guardia Sanframondimodifica | modifica sorgente

  • Timoteo Casillo, Domenicano, filosofo e teologo. Nato a Guardia, divenne Vescovo di Marsico, dove morì nel 1633; è sepolto nel Convento della Sanità in Napoli.
  • Padre Marzio Piccirillo (Guardia Sanfranondi 1598-1656). Fondatore della Confederazione dell'Oratorio di San Filippo Neri di Guardia Sanframondi. Alla sua memoria è intitolato l'Oratorio della Parrocchia e la strada che da Via Nazionale Fontanella porta a Piazza San Filippo, antistante la Basilica
  • Maria Abbas, tra le poche pittrici del XVII secolo. Del suo lavoro a Guardia restano come testimonianza le quattro tele poste nella Cappella del Sangue Sparso, una delle cappelle laterali presenti nella Basilica dell'Assunta.
  • Fabio Golino de Vespasiano. Avvocato del Foro di Napoli nel XVII secolo. Autore di un'importante opera in latino intitolata De procuratoribus tam ad iudicia quam ad negotia. A Fabio Golino è intitolata una delle principali strade del centro storico del paese.
  • Michele Foschini (Guardia S. 14 settembre 1711 - Napoli 1770). Pittore, allievo di Francesco Solimena. Tra le sue opere principali si ricordano: La Vergine del Carmine, San Filippo Neri e San Pasquale Baylonne, tela custodita a Nusco; Santa Maria del soccorso, tela conservata nella Chiesa di Santa Maria del Campanile di Frasso Telesino; La Trinità con l'Immacolata, sovrastante l'altare maggiore della Cattedrale di Cerreto Sannita; altri dipinti e affreschi sono custoditi nelle chiese napoletane di Suor Orsola Benincasa, di San Paolo Maggiore e nel Duomo. Lavorò anche presso la Reggia di Portici e di Caserta.
  • Filippo Maria Guidi, matematico degli inizi del XIX secolo. Professore di matematica presso la Reale Università degli Studi di Napoli, successivamente esule a Parigi. Allo scienziato è attribuita la traduzione del testo Elementi di geometria scritto da Adrien-Marie Legendre. Alla sua memoria è intitolata la principale strada del centro storico.
  • Sebastiano Guidi, (sec. XIX) uno dei padri dell'omeopatia in Italia e in Francia. Fratello di Filippo Maria, fu ispettore presso l'Università di Francia a Parigi. A Sebastiano Guidi è intitolata la locale Scuola Media e la strada su cui essa è ubicata.
  • Filippo de Blasio (Guardia Sanframondi 30 aprile 1820 - Napoli 3 ottobre 1873). Giurista.
  • Abele De Blasio (Guardia S. 5 settembre 1858 - Napoli 5 aprile 1945). Antropologo, compì accurati studi nei quali mise in relazione le caratteristiche psicologiche e sociali di varie popolazioni e categorie di persone con la forma del loro cranio. La sua attività di archeologo, invece, lo vide coordinatore degli scavi presso la Grotta delle Felci a Capri.
  • Pascasio Parente (Guardia S. 31 gennaio 1897, 18 febbraio 1979). Avvocato penalista, podestà di Guardia Sanframondi dal 16/11/1934 al 18/12/1940. Durante la Prima Guerra Mondiale prestò servizio come Ufficiale dei Bersaglieri, mentre durante il secondo conflitto fu aggregato al Servizio Informazione Segreto Militare e fu anche Giudice Istruttore presso il Tribunale Militare di Lecce. Per oltre 30 anni è stato il corrispondente da Guardia S. per il quotidiano Il Mattino ed è stato tra i fondatori del quindicinale sannita Messaggio d'Oggi.
  • Luigi Maria Foschini, senatore del Regno d'Italia.
  • Goffredo Coppola (Guardia Sanframondi, 21 settembre 1898 - Dongo, 27 aprile 1945) filologo, professore universitario, rettore dell'università di Bologna, fucilato a Dongo con Mussolini ed altri gerarchi.
  • Alfredo Parente (Guardia S. 4 luglio 1905 - Napoli 3 aprile 1985). Fratello minore di Pascasio, fu bibliotecario, filosofo, scrittore, critico musicale e letterario. Intimo amico di Benedetto Croce, fondatore della Rivista di Studi Crociani.
  • Alberto Foschini, magistrato di Cassazione e pittore.
  • Emy Valentino, attrice. La sua principale attività nel mondo del cinema è stata quella di interprete. Ha lavorato tra la metà degli anni '80 e l'inizio degli anni '90, scegliendo poi di ritirarsi a vita privata. Tra i suoi lavori più interessanti: "Donne in amore" di Mario Gariazzo (1991); "Bellifreschi" di Enrico Oldoini (1987) con Lino Banfi e Christian De Sica; "Ciao ma'" di Giandomenico Curi (1988); "Il Male oscuro" diretto da Mario Monicelli (1990); "Tolgo il disturbo" di Dino Risi (1990).

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Maggiori informazioni: www.ceasanlupo.it .
  3. ^ Maggiori informazioni: www.domusmata.it .
  4. ^ Fulvio Bufi, I flagellanti in processione tra 150 mila fedeli e turisti, Corriere della Sera, 25/08/03
  5. ^ il sito dei Riti settennali
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Guardia Sanframondi. Passato e Presente. V. Sergi, P.G. Garofano, G. Mancini, P.F. Morone. 1982.
  • ANCeSCAO Sez. di Cerreto Sannita, La Valle del Titerno, ANCESCAO, 2009.
  • Enzo Mazzeo - I riti penitenziali dell'Assunta a Guardia Sanframondi - Edizioni FI, 2013

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

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