Guido Bergamo

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Guido Bergamo (Montebelluna, 26 dicembre 1893Roma, 26 giugno 1953) è stato un medico, politico e antifascista italiano.

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Figlio di Luigi e di Virginia Callegher, studiò presso l'Istituto "Cavanis" di Possagno e poi al liceo "Canova" di Treviso.

Si interessò di politica sin dalla giovinezza prendendo parte al movimento giovanile repubblicano al seguito Teodorico Tessari. Nel 1913, con Eugenio Chiesa, Giuseppe Chiostergi e Napoleone Porro, aderì alle prime battaglie per l'organizzazione dei contadini del Montello e fu uno dei protagonisti dello sciopero al Canapificio Veneto di Crocetta del Montello. L'anno successivo promosse con altri il periodico La riscossa.

Mentre frequentava la facoltà di medicina presso l'università di Bologna si avvicinò agli ambienti sindacali e fu tra i più convinti interventisti. Partecipò alla Grande Guerra nel 7º Reggimento alpini e ottenne quattro medaglie d'argento e tre croci di guerra, nonché la promozione a capitano; per questi motivi ebbe l'onore di accompagnare la salma del milite ignoto da Aquileia a Roma..

Assieme al fratello Mario, nel 1919, fondò il Fascio di combattimento di Bologna; ma, insofferente alla svolta a destra del movimento, nel giro di qualche mese dopo si candidò a Treviso in una lista di repubblicani e reduci di guerra. La sua elezione non venne tuttavia convalidata in quanto non aveva l'età minima prevista dalla legge.

Nel 1921 e nel 1924 fu però eletto alla Camera sempre tra le file dei Repubblicani. Membro della corrente di sinistra, rimase molto attivo nella terra di origine tanto da rendere Montebelluna e dintorni una roccaforte del partito: tra il 1919 e il 1925 i repubblicani ressero gli undici comuni del circondario e vi organizzarono una vasta rete di cooperative.

La sua attività politica fu però sempre più avversata dai fascisti che, d'altra parte, Bergamo attaccava mediante pubblicazioni e articoli di giornali. Nel 1922, dopo uno scontro tra fascisti e repubblicani a Treviso, questi ultimi avallarono il bando di Bergamo dalla città per evitare rappresaglie.

Pur avendo sottoscritto il documento con cui i deputati repubblicani aderivano alla secessione dell'Aventino, si dichiarò contrario a rinunciare alle possibilità di lotta offerte dal Parlamento. Frattanto, gli attacchi fascisti continuavano e raggiunsero il loro apice nel novembre del 1926, quando fu incendiata la sua clinica; negli stessi giorni fu pubblicato un comunicato sulla Voce fascista in cui veniva bandito dalla vita politica. Il 9 novembre, infine, fu fatto decadere dal mandato parlamentare.

Dopo aver trascorso un breve esilio in Egitto, fu obbligato a vivere a Mestre. Qui vi trascorse tutto il resto del Ventennio, ormai lontano dalla politica.

Dopo l'Armistizio di Cassibile prese parte al convegno di Bavaria durante il quale fu organizzata la Resistenza del Triveneto e vennero costituiti i primi nuclei partigiani; nel 1945 diresse l'Insurrezione a Mestre.

Nel 1946 si candidò alla Costituente, ma non fu eletto. Nel 1948 lasciò i repubblicani entrando nel Fronte Democratico Popolare.

Quanto alla sua attività di medico, Bergamo si distinse come esperto tisiologo, pubblicando vari saggi sulla tubercolosi. Aveva fatto largo uso della radiologia e morì per le sue conseguenze.

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