Guido Fiorini

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Guido Fiorini (Bologna, 1 luglio 1897Roma, 4 gennaio 1966) è stato un architetto e scenografo italiano.

Biografiamodifica | modifica sorgente

Architetturamodifica | modifica sorgente

Ingegnere, negli anni venti risiedette a Parigi, dedicandosi all'approfondimento dei problemi inerenti alle strutture metalliche nell'edilizia. Nel 1928 progettò e brevettò i primi grattacieli in 'tensistruttura', un nuovo sistema di struttura metallica per edifici a sviluppo verticale che consentiva la costruzione in serie della maggior parte dell’edificio, sorretto al piano terra da pilastri (pilotis): in relazione al loro utilizzo ebbe rapporti con Le Corbusier, interessato all'utilizzo di questa tipologia architettonica nell'ambito del progetto del nuovo piano regolatore di Algeri. Nel 1931 partecipò alla 2ª Esposizione del Movimento Razionalista, avendo già aderito in precedenza al MIAR (Movimento Italiano Architettura Razionale), aderendo ufficialmente al Futurismo tra il 1932 e il 1935. In quegli anni iniziò ad occuparsi professionalmente di scenografia, sia come scenografo che insegnandola dal 1937 al Centro Sperimentale di Cinematografia ed alla Facoltà di Architettura di Roma fino alla sua morte.

Scenografiamodifica | modifica sorgente

Guido Fiorini ha curato le scenografie di vari film di Carmine Gallone, tra i quali Giuseppe Verdi (1938), Marionette (1939), Manon Lescaut (1940), Amami Alfredo (1940), Oltre l'amore (1940), Melodie eterne (1940), L'amante segreta (1941), Primo amore (1941), Le due orfanelle (1942), Odessa in fiamme (1942), Harlem (1943), e Cartagine in fiamme (1953), Tosca (1956). Fu inoltre lo sceneggiatore del film I pirati di Capri (1949).

Ha ottenuto il Nastro d'argento alla migliore scenografia nel 1951 per il film Miracolo a Milano diretto da Vittorio De Sica

Filmografiamodifica | modifica sorgente

Sceneggiatoremodifica | modifica sorgente
Scenografo/architetto/arredatoremodifica | modifica sorgente

Riconoscimentimodifica | modifica sorgente

Nastro d'argento alla migliore scenografia:

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente








Creative Commons License