Heimat

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando il film Heimat, vedi Heimat (film).
bussola Disambiguazione – Se stai cercando la serie di film diretti dal regista tedesco Edgar Reitz, vedi Heimat (serie di film).
Un cartello di protesta -che si rifà al concetto di Heimat- contro la delocalizzazione dell'industria Rheinbraun.

Heimat è un vocabolo tedesco che non ha un corrispettivo nella lingua italiana. Viene spesso tradotto con "Casa", "Piccola patria", o "Luogo natio" e indica il territorio in cui ci si sente a casa propria perché vi si è nati, vi si è trascorsa l'infanzia, o vi si parla la lingua degli affetti.

Heimat in lingue differenti dal tedescomodifica | modifica sorgente

Il vocabolo "Heimat" non ha un corrispettivo in lingue come l'inglese o le lingue neolatine. Esiste invece un corrispettivo in alcune lingue slave: "dòmovina" in sloveno, croato e serbo e "domov" nella lingua ceca[1] e in lingua greca: "πατρίς, πατρίδος" (grc. moderno "πατρίδα")

Storiamodifica | modifica sorgente

Il concetto di Heimat si sviluppò nella cultura tedesca a metà del XIX secolo allorché la nascente industrializzazione si accompagnava in Germania all'esodo massiccio di popolazione dalle aree rurali verso le grandi città, e contemporaneamente l'unificazione politica della Germania comportava il dissolvimento dei piccoli stati in un unico nuovo stato tedesco a egemonia prussiana. L'Heimat venne interpretata come una reazione alla perdita dell'identità della comunità di origine: un aspetto della cultura tedesca inizialmente di significato patriottico e non nazionalistico. Secondo alcuni sociologi, tuttavia, l'amore per la piccola patria e il rifiuto di ciò che le era estraneo, conteneva in nuce i germi del nazista Blut und Boden (Sangue e terra)[2].

Heimatfilmemodifica | modifica sorgente

Nel secondo dopoguerra, dal 1945 al 1965, nei paesi di lingua tedesca ebbe successo un genere cinematografico che si riallacciava direttamente all'Heimat e il cui nome, Heimatfilme, è difficilmente traducibile in altre lingue. Si trattava di film sentimentali, ambientati soprattutto in villaggi di montagna con scenari paesaggistici e panorami molto belli (generalmente Alpi Bavaresi, Foresta Nera o Alpi austriache), di cui erano protagonisti personaggi tedeschi o austriaci. La trama degli Heimatfilme era spesso stereotipata: una ingenua fanciulla contadina tedesca o austriaca era corteggiata sia da un bravo giovane suo compaesano che da un cattivo forestiero; alla fine la fanciulla convolava a nozze col compaesano[3].

Di ben altro spessore la serie cinematografica dell'Heimat creata a partire dal 1984 dal regista tedesco Edgar Reitz. Si tratta di una epopea che illustra l'Heimat su più livelli, mettendo in evidenza il senso di appartenenza alla provincia tedesca e il conflitto esistente tra la vita delle città e quella della campagna.

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Peter Blickle, Heimat: A Critical Theory of the German Idea of Homeland. Rochester : Boydell & Brewer, 2004, p. 2 [1], ISBN 1571133038, ISBN 9781571133038
  2. ^ Peter Viereck, Metapolitics: From the Romantics to Hitler, New York: Alfred A. Knopf, 1941
  3. ^ Christian Strasser, The sound of Klein-Hollywood, Filmproduktion in Salzburg, Salzburg im Film : mit einem Filmlexikon. Wien : Österreichischer Kunst- und Kulturverlag, 1993, ISBN 3854370474

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • (EN) Celia Applegate, A Nation of Provincials: The German Idea of Heimat. Berkeley - Los Angeles - Oxford : Berkeley University of California Press, 1990, ISBN 0520063945.
  • Barnaba Maj, Heimat: la cultura tedesca contemporanea. Roma: Carocci, 2001, ISBN 88-430-2000-5
  • (EN) Elizabeth Boa and Rachel Palfreyman, Heimat: a German dream: regional loyalties and national identity in German culture, 1890-1990, New York: Oxford University Press, 2000, ISBN 0198159234, ISBN 9780198159230 (Google books)

Altri progettimodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente








Creative Commons License