Ian Rush

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Ian Rush
Ian Rush in Singapore.jpg
Ian Rush nel 2010
Dati biografici
Nome Ian James Rush
Nazionalità Galles Galles
Altezza 181[1] cm
Peso 79[1] kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Allenatore (ex Attaccante)
Ritirato 2000 - giocatore
Carriera
Squadre di club1
1979-1980 Chester City Chester City 34 (14)
1980-1987 Liverpool Liverpool 224 (139)
1987-1988 Juventus Juventus 29 (7)
1988-1996 Liverpool Liverpool 245 (90)
1996-1997 Leeds Leeds 36 (3)
1997-1998 Newcastle Newcastle 10 (0)
1998 Sheffield Utd Sheffield Utd 4 (0)
1998-1999 Wrexham Wrexham 18 (0)
1999-2000 Sydney Olympic Sydney Olympic 2 (1)
Nazionale
1980-1996 Galles Galles 73 (28)
Carriera da allenatore
2004-2005 Chester City Chester City
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Ian James Rush (St Asaph, 20 ottobre 1961) è un allenatore di calcio ed ex calciatore gallese, di ruolo centravanti.

Carrieramodifica | modifica sorgente

Clubmodifica | modifica sorgente

Inizimodifica | modifica sorgente

Cresce nella piccola città di Flint, nella contea di Flintshire, nord-est del Galles. Inizia a giocare a calcio a livello scolastico presso la San Richard Gwyn Catholic High School di Flint dove, con 79 reti, stabilisce il record di gol del campionato scolastico del Galles settentrionale. Tale record viene superato soltanto nel 1988 da Michael Owen che ne realizzerà 92.[2]

Chestermodifica | modifica sorgente

Dopo aver lasciato la San Richard Gwyn Catholic High School, nel 1978 si trasferisce al Chester. Dopo aver giocato per un periodo nelle giovanili, viene promosso in prima squadra che allora disputava il campionato di Third Division. Fa il suo debutto, come centrocampista,senza fonte nell'aprile del 1979 nella partita pareggiata per 2-2 contro lo Sheffield Wednesday. Nella stagione successiva viene schierato come centravanti e il 15 settembre 1979 segna il suo primo gol contro il Gillingham.

Il 5 gennaio 1980, a 18 anni, segnò uno dei due gol che consentirono al Chester di sconfiggere il Newcastle, allora militante in Second Division, nel terzo turno di FA Cup.[3]

Nell'aprile del 1980 Bob Paisley, manager del Liverpool, decide di puntare sul giocatore e Rush viene acquistato dai Reds per 300 000 sterline. Si trattava della cifra più alta pagata fino ad allora per il trasferimento di un giocatore così giovane.[4]

Lascia il Chester dopo aver segnato 14 gol in 34 partite.

Liverpoolmodifica | modifica sorgente

Debutta con la maglia dei reds il 13 dicembre 1980 entrando al posto dell'infortunato Kenny Dalglish nel corso della partita pareggiata per 1-1 contro l'Ipswich. Nel corso della sua prima stagione ad Anfield disputa 9 partire, tra le quali il replay della finale di Coppa di Lega contro il West Ham, senza mettere a segno nessuna rete. Al termine della stagione chiede di essere ceduto, ma il tecnico Bob Paisley decise di continuare a puntare su di lui.[4] Il 30 settembre 1981, nel corso della gara di ritorno del primo turno di Coppa campioni contro i finlandesi del Oulun Palloseura, segna la sua prima rete con la maglia del Liverpool.[5][6] Entrato in campo al 67' al posto dell'infortunato David Johnson, dopo tre minuti mette a segno la rete del momentaneo 5-0. Segna subito dopo una doppietta sia contro l'Exeter in Coppa di Lega che contro il Leeds in campionato. Entra in pianta stabile nell'undici titolare e a fine stagione ha collezionato 30 reti in 49 partite complessive, inclusa la prima delle sedici triplette con la maglia del Liverpool, che mette a segno a Meadow Lane nel 4-0 contro il Notts County. Segna anche nella finale di Coppe di lega vinta per 3-1 ai tempi supplementari contro il Tottenham.[7]

La stagione successiva, 1982-1983, segna 31 reti tra cui un poker nel derby contro l'Everton; sono reti che consentono alla squadra di conquistare il secondo "double" consecutivo: campionato e Coppa di lega. Al termine della stagione vince il premio come miglior giocatore giovane del campionato.senza fonte In questa stagione si cementa l'intesa calcistica con Kenny Dalglish; lui stesso scriverà poi nella sua autobiografia: «Rushie was perceptive and had two good feet. He is one of the most instinctive finishers football has ever seen. My partnership with Rush proved so good because he could run and I could pass. I would just try to put the ball in front of him. Rushie said that he made runs knowing the ball would come to him. That was true but only because his runs were so clever. His run was more important than my pass. Rushie was a good passer himself. He could have been a midfielder because his range of passing was great. Rush was easily the best partner I've ever had. We could have been made for each other».[8]

Nella stagione seguente, 1983-1984, vince il "treble" (campionato, Coppa di lega e Coppa dei Campioni), nonché diversi titoli a livello individuale. Va a segno 47 volte in 65 gare complessive, battendo il precedente record di reti in una sola stagione con la maglia del Liverpool; il record che apparteneva a Roger Hunt (41 gol). Con questi gol vince la Scarpa d'oro, il premio di Giocatore dell'anno della FWA e quello di Giocatore dell'anno della PFA. Vince, con 32 reti, anche il titolo di capocannoniere del campionato, contribuendo alla vittoria del terzo titolo consecutivo della sua squadra. Segna inoltre 5 reti in Coppa campioni, contribuendo alla vittoria ai calci di rigore contro la Roma, ed è decisivo anche nella vittoria della Coppa di lega.

All'inizio della stagione 1984-1985 si infortuna,senza fonte saltando così le prime 14 gare. Al termine della stessa mette a segno 26 reti, una sola in meno del capocannoniere della squadra John Wark. La stagione del Liverpool è caratterizzata, oltre che dalla mancanza di vittorie finali (non accadeva da dieci anni), anche dalla tragedia dell'Heysel.

La stagione seguente, 1985-1986, va meglio sia per Rush che per il Liverpool. Rush va a segno 33 volte, tra cui una doppietta nella finale di FA Cup contro l'Everton.[9] Anche in campionato la lotta per il titolo è con l'Everton: i reds agganciano i rivali alla trentatreesima giornata, per poi superarli a una giornata dal termine. All'ultima giornata i reds sconfiggono il Chelsea a Stamford Bridge per 1-0 e si aggiudicano il sedicesimo titolo della loro storia, nonché il primo "double" campionato-FA Cup.[4]

All'inizio della stagione 1986-1987 Rush annuncia ai propri tifosi che al termine della stessa lascerà il club di Anfield per trasferirsi alla Juventus.senza fonte Nonostante ciò va a segno per 40 volte, di cui 30 in campionato, senza aver disputato alcuna partita nelle competizioni europee a causa dell'esclusione dei club inglesi a seguito della tragedia dell'Heysel. Segna nella finale di coppa di lega persa per 2-1 contro i Gunners. Per la prima volta, dopo 144 gare, Rush va a segno e la squadra perde la partita.[6]

Juventusmodifica | modifica sorgente

Rush in azione con la maglia della Juventus nella stagione 1987-1988

Lascia il Liverpool dopo sette anni e 207 gol segnati in 331 partite fra coppe e campionato. Arrivato in Italia, John Charles, gallese e juventino come lui, dichiara: «Ian è più bravo di me e segnerà di più. Non esiste al mondo un cannoniere che conosca come lui l’arte di andare in rete».[10] Fu acquistato per 3,2 milioni di sterline da pagarsi in due anni, pari a 7 miliardi di lire.[11] Viene accolto dai tifosi juventini con un entusiasmo pari a quello riservato cinque anni prima a Michel Platini.[12]

Debutta ad agosto in Coppa Italia contro il Lecce e si infortuna subito: uno stiramento dei muscoli della coscia che lo tiene lontano dai campi di gioco per cinque settimane.[13] Rientra alla seconda partita di campionato persa per 1-0 contro l'Empoli; la giornata successiva contro il Pescara segna una doppietta. Il 30 settembre 1987 torna a giocare nelle Coppe europee dopo ventotto mesi di assenza per la squalifica internazionale dei club inglesi.[14] A Torino segna 14 gol complessivi, di cui 7 in campionato. Rush non riesce ad adattarsi all'Italia, sono molti i ritardi accumulati nel presentarsi agli allenamenti (gli costeranno alcuni milioni di multa),[15] e accusa pure continui malanni che ne rallentano l'inserimento.senza fonte Non imparò bene la lingua, tanto da dichiarare che: «è vero, l'unico con cui mi trovo è Laudrup, lui e la sua fidanzata parlano bene l'inglese, così Tracy e io non ci sentiamo mai soli».[16] Soffre oltremodo le "attenzioni" dei difensori italiani, ben più duri di quelli inglesi.[17] Non molto aiutato dal resto della squadra,[18] i bianconeri si qualificarono per la UEFA con lo spareggio vinto ai rigori contro il Torino (lui segnò l'ultimo rigore, quello decisivo). Giampiero Boniperti, deluso dalle sue prestazioni,[19] lo cedette nuovamente al Liverpool dopo un anno, incassando 2,8 milioni di sterline.[20]

A posteriori, Rush ammetterà di aver tratto comunque giovamento, sul pianto tecnico, dalla difficile annata in bianconero: arrivato in Italia come cannoniere puro, attivo quasi esclusivamente in area di rigore, in Serie A imparò a sacrificarsi maggiormente per la squadra, iniziando a dare una mano anche in zone diverse del campo e diventando così, per sua stessa ammissione, un giocatore più completo e, globalmente, migliore di quello che era stato fin lì.[21]

Il ritorno a Liverpoolmodifica | modifica sorgente

Nell'agosto del 1988 il Liverpool indice una conferenza stampa per annunciare il ritorno di Rush dopo un anno di lontananza da Anfield. La maggior parte della stagione di Rush è caratterizzata da infortuni e da panchine.senza fonte Terminerà la stagione con 11 reti in 32 partite complessive. Tra queste la doppietta nei tempi supplementari della finale di FA Cup vinta contro gli storici rivali dell'Everton.

La stagione seguente, 1989-1990, si apre con la cessione di John Aldridge alla Real Sociedad, nonostante Kenny Dalglish li aveva provati più volte assieme nella stagione precedente. Rush segna complessivamente 26 volte, di cui 18 in campionato, e spinge la squadra alla conquista del 18º titolo, il quinto per lui.

Rush si ripete anche nella stagione successiva, andando a segno 26 volte di cui 16 in campionato. Le sue reti non sono sufficienti a far vincere il titolo alla squadra che arriva seconda dietro l'Arsenal. La stagione è caratterizzata anche dalle dimissioni di Dalglish il 20 febbraio 1991.

Nella stagione successiva, a causa dei frequenti infortuni,senza fonte Rush disputa 18 gare complessive andando a segno 9 volte in totale. Tra queste la rete del 2-0 nella finale di FA Cup, vinta contro il Sunderland, che consente ai Reds, ora guidati dallo scozzese Graeme Souness, di vincere il loro 5º titolo (il 3° per il giocatore). Mentre in campionato per la prima volta dal 1980-1981 la squadra non finisce nei primi due posti, terminando la stagione al 6º posto.

Nella stagione 1992-1993 la squadra si trova al 15º posto alla fine di marzo, per poi concludere il campionato al 6º. Rush al termine della stagione segna 22 reti in 32 presenze complessive; tra queste un poker nella gara di andata dei sedicesimi di finale di Coppa delle Coppe contro i ciprioti dell'Apollon Limassol. Rush porta così il suo bottino europeo a 20 reti, abbattendo il record di 17 appartenente a Roger Hunt. Record che sarà poi superato il 24 settembre 2003 da Michael Owen.[22] Il 18 ottobre 1992 segna contro il Manchester United il suo 287º gol con la maglia del Liverpool, superando il precedente record appartenente sempre a Hunt.[23]

All'inizio della stagione successiva Graeme Souness gli affida la fascia di capitano.senza fonte Il 28 ottobre 1993 segna contro il Leeds il suo 200º gol in campionato. Chiude la stagione con 19 reti, tra cui una tripletta in Coca Cola Cup contro l'Ipswich Town. Nel corso della stagione gioca in coppia col giovane Robbie Fowler: il 13 marzo 1994, per la prima volta, segnano entrambi in una partita: quella di campionato contro l'Everton.

All'inizio della stagione successiva, 1994-1995, sotto la guida di Roy Evans Rush disputa 36 partite tutte da titolare, andando a segno 19 volte complessivamente. La stagione si conclude con la vittoria della Coppa di lega: si tratta della 5ª vittoria sia per il club che per il giocatore, la prima di Rush come capitano.senza fonte Il 30 novembre 1984, durante il 4º turno della competizione, mette a segno contro il Blackburn Rovers la sua ultima tripletta con la maglia dei Reds.

Nell'estate del 1995 il Liverpool acquista Stan Collymore dal Nottingham Forest e ciò assieme all'età di Rush e la crescita di Robbie Fowler fa sì che la storia tra il giocatore e il Liverpool volga al termine, difatti nel mese di marzo del 1996 viene annunciato che al termine della stagione Rushie abbandonerà Anfield.senza fonte Nel corso della stagione disputa 29 partite, di cui 14 da titolare, andando a segno 7 volte. Il 6 gennaio 1996, nel corso della partita di FA Cup contro il Rochdale, mette a segno il 42º gol nella storia del torneo, battendo così il precedente record di 41 appartenente a Denis Law. Dopo la partita d'addio ad Anfield contro il Middlesbrough segna il suo ultimo gol per i Reds a Maine Road nel contro il Manchester City nell'ultima giornata della stagione. Lascia definitivamente il club di Anfield dopo aver segnato 346 gol in 660 gare disputate.

Viene inoltre nominato membro dell'MBE dalla Regina Elisabetta.senza fonte

Gli ultimi anni della carrieramodifica | modifica sorgente

Dopo aver lasciato il Liverpool, si trasferisce al Leeds United. Resta una stagione nello Yorkshire e segna 3 gol in 36 partite di campionato.

A fine stagione si trasferisce a parametro zero al Newcastle dove ritrova Kenny Dalglish come allenatore. Trova spazio soltanto inizialmente a seguito dell'infortunio subito da Alan Shearer.senza fonte Con la maglia dei Magpies non va mai a segno in campionato, ma due volte nelle coppe. Segna il suo 43º gol in una partita di FA Cup che consente alla squadra di vincere la partita del 3º turno contro l'Everton. Segna poi nella partita di League Cup contro l'Hull City, eguagliando così il record di gol nella competizione appartenente a Geoff Hurst (49 reti). Nel corso della stagione viene ceduto in prestito allo Sheffield United con il quale disputa 4 gare.

Nell'estate del 1998 lascia il St James' Park e firma per i gallesi del Wrexham. Disputa 18 gare di Second Division senza segnare mai e verso la fine della stagione viene spostato a centrocampo.senza fonte

Nel luglio del 1999 rifiuta un ruolo nello staff tecnico dei Robins al fianco di Brian Flynn,senza fonte e decide di concludere la carriera.

Torna successivamente in campo per due partite con la maglia dei Sydney Olympic, segnando anche una rete, per poi ritirarsi definitivamente dal calcio giocato nel 2000 a 39 anni.

Nazionalemodifica | modifica sorgente

Dal 1980 al 1996 ha collezionato 73 presenze nella Nazionale di calcio del Galles, segnando 28 gol che lo rendono il maggior realizzatore nella storia di tale Nazionale.

Gioca la sua prima partita con la maglia della Nazionale il 21 maggio 1980 contro la Scozia, prima ancora di aver debuttato con la maglia del Liverpool.

Il 4 giugno 1988, a Brescia, segna un gol che consente al Galles di sconfiggere l'Italia,[24] mentre il 5 giugno 1991 segna il gol che da alla Nazionale gallese la vittoria contro la Germania campione del mondo in carica, nelle qualificazioni a Euro 1992.[25]

Dopo il ritiromodifica | modifica sorgente

Ian Rush (al centro) nel 2012, durante una sessione d'allenamento del Liverpool.

Nel gennaio 2003 torna ad Anfield con l'incarico di allenatore degli attaccanti, coadiuvando il manager Gérard Houllier.[26]

Nell'agosto 2004 è nominato manager del Chester City che partecipa al campionato di Football League Two.[27] Debutta con una sconfitta per 3-1 in casa del Boston United, poi la squadra inanella un periodo di due mesi senza sconfitte e si qualifica per il terzo turno di FA Cup, a ottobre viene nominato manager del mese.[28] A partire da novembre la squadra subisce una serie sconfitte e Rush viene fortemente criticato.[28] All'inizio di marzo 2005, dopo la sconfitta per 5-0 in casa dello Shrewsbury Town[28] il presidente Stephen Vaughan chiede a Rush di dimettersi, ma l'ex calciatore si rifiuta.[29] Nell'aprile del 2005, dopo la sconfitta per 1-0 contro il Darlington,[28] Vaughan licenzia il vice di Rush il quale a sua volta rassegna le proprie dimissioni.[30]

Nel giugno 2005 Mike Harris, amministratore delegato dei The New Saints, gli propone di tornare in campo per disputare il primo turno preliminare di Champions League contro il Liverpool campione in carica,[31] offerta che Rush in seguito declina.

Nel 2006 entra a far parte della Hall of Fame del calcio inglese.[32]

Nel 2007 è nominato "elite performance director" nell'ambito della Welsh Football Trust, con il compito di affiancare il direttore tecnico nello sviluppo della nuova generazione di calciatori gallesi.[33]

Il 21 agosto 2008 viene pubblicata la sua autobiografia.[34]

In seguito ha ricoperto l'incarico di ambasciatore delle scuole calcio del Liverpool con l'incarico, inoltre, di coadiuvare il team commerciale del club nello sviluppo di partnerships con altri brand di livello mondiale.[35][36]

Palmarèsmodifica | modifica sorgente

Clubmodifica | modifica sorgente

Competizioni nazionalimodifica | modifica sorgente

Liverpool: 1980, 1982, 1986, 1988, 1989, 1990
1980-1981, 1981-1982, 1982-1983, 1983-1984, 1994-1995
1981-1982, 1982-1983, 1983-1984, 1985-1986, 1989-1990
Liverpool: 1985-1986, 1988-1989, 1991-1992

Competizioni internazionalimodifica | modifica sorgente

Liverpool: 1980-1981, 1983-1984

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ a b Calciatori ‒ La raccolta completa Panini 1961-2012, Vol. 4 (1987-1988), Panini, 28 maggio 2012, p. 39.
  2. ^ meraviglia di ragazzo Gazzetta.it
  3. ^ (EN) Liverpool legend Ian Rush's greatest day? An FA Cup tie for Chester at Newcastle in 1980, Dailymail.co.uk.
  4. ^ a b c (EN) Ian Rush, Liverpoolfc.tv.
  5. ^ (EN) Liverpool 7 - 0 Oulu Palloseura, lfchistory.net.
  6. ^ a b (EN) The Ian Rush story: Part one, .Liverpoolfc.tv.
  7. ^ (EN) Liverpool 3 - 1 Tottenham Hotspur, lfchistory.net.
  8. ^ Kenny Dalglish, Kenny Dalglish Autobiography, Coronet Books, 1987
  9. ^ (EN) Liverpool 3 Everton 1, fa-cupfinals.co.uk.
  10. ^ Angelo Caroli, Ho conosciuto la Signora. Juventus intima, Graphot, 1990
  11. ^ Calciatori ‒ La raccolta completa Panini 1961-2012, Vol. 4 (1987-1988), Panini, 28 maggio 2012, p. 10.
  12. ^ E RUSH È GIA' SALITO SUL TRONO DI PLATINI Repubblica.it
  13. ^ VISITA MEDICA PER RUSH: IN CAMPO FRA 40 GIORNI Repubblica.it
  14. ^ UN POMERIGGIO TUTTO PER RUSH Repubblica.it
  15. ^ IL GRANDE ASSENTE Repubblica.it
  16. ^ UN GIORNO RUSH FARA' LA JUVE Repubblica.it
  17. ^ Cristian Vitali, Ian Rush in Calciobidoni - Non comprate quello straniero, Piano B Edizioni, 2010.
  18. ^ LASCIATEMI IN PACE Repubblica.it
  19. ^ Calciatori ‒ La raccolta completa Panini 1961-2012, Vol. 5 (1988-1989), Panini, 4 giugno 2012, p. 10.
  20. ^ (EN) The Joy of Six: Terrible transfers, guardian.co.uk.
  21. ^ Ian Rush: "Alla Juve sono diventato un giocatore completo" in fourfourtwo.com, 13 gennaio 2014.
  22. ^ (EN) Michael Owen, mirror.co.uk.
  23. ^ (EN) Rush sets new scoring record, liverpoolfc.tv.
  24. ^ TROPPI PECCATI CARA ITALIA... Repubblica.it
  25. ^ MA ANCHE LA GERMANIA RISCHIA DI USCIRE Repubblica.it
  26. ^ (EN) Legends back Rush appointment, liverpoolfc.tv.
  27. ^ (EN) Determined to be successful at Chester, Liverpoolecho.co.uk.
  28. ^ a b c d (EN) Chester City Fixtures 2004/05, Chester-city.co.uk.
  29. ^ (EN) Rush future at Chester uncertain, news.bbc.co.uk.
  30. ^ (EN) Rush walks out as Chester manager, news.bbc.co.uk.
  31. ^ (EN) Rush coy on turning out for TNS, news.bbc.co.uk.
  32. ^ (EN) [1] Nationalfootballmuseum.com
  33. ^ (EN) Rush handed Trust coaching role, news.bbc.co.uk.
  34. ^ Rush: The Autobiography eburypublishing.co.uk
  35. ^ (EN) Rush re-signs for Reds, liverpoolfc.tv.
  36. ^ (EN) Rush: Why I'm back, liverpoolfc.tv.

Altri progettimodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

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