Il boom

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Il boom
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Alberti (Alberto Sordi) si confronta con l'occhio di vetro
Paese di produzione Italia
Anno 1963
Durata 97 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere commedia all'italiana
Regia Vittorio De Sica
Soggetto Cesare Zavattini
Sceneggiatura Cesare Zavattini
Produttore Dino De Laurentiis
Fotografia Armando Nannuzzi
Montaggio Adriana Novelli
Musiche Piero Piccioni (il brano Wheels è composto da Billy Vaughn)
Scenografia Ezio Frigerio
Costumi Lucilla Mussini
Interpreti e personaggi

Il boom è un film del 1963 diretto da Vittorio De Sica, con soggetto e sceneggiatura di Cesare Zavattini.

Tramamodifica | modifica sorgente

Giovanni Alberti (Alberto Sordi), un piccolo imprenditore edile negli anni del boom economico, è fortemente indebitato a causa delle sue scarse capacità negli affari ma soprattutto del suo elevatissimo tenore di vita, che si sforza di mantenere a tutti i costi anche per le pressioni della bella e frivola moglie Silvia (Gianna Maria Canale), di cui è innamoratissimo. Dopo che Giovanni, impossibilitato a restituire un cospicuo prestito, ha chiesto aiuto finanziario a parenti e presunti amici ricevendo sprezzanti rifiuti (l’unica disposta ad aiutarlo concretamente sarebbe sua madre, ma non è abbastanza ricca per farlo), inaspettatamente la moglie di un ricchissimo costruttore, la signora Bausetti, gli dà un appuntamento privato prospettandogli un affare interessante. Giovanni sospetta perfino che l’attempata signora intenda farne il suo amante; in realtà la Bausetti, abituata ad ottenere tutto ciò che vuole con il suo denaro e con i suoi modi freddi, sbrigativi e solo apparentemente concilianti, vuole che Giovanni venda per una grossa cifra una cornea al marito di lei, che tempo prima era stato reso cieco da un occhio da un incidente con la calce viva. Potendoselo permettere, spiega tranquillamente la donna, non vale la pena di impiantare la cornea di un morto sconosciuto, ma è preferibile proporre un accordo del genere, per quanto ovviamente illegale, a un soggetto giovane, sano e bisognoso di denaro.

Nel frattempo si diffonde la notizia che Giovanni è rovinato; Silvia, sentendosi tradita e vedendosi costretta a rinunciare all’agiatezza, non prende neppure in considerazione l’idea di fare sacrifici per aiutare suo marito, ma torna alla casa paterna con il figlioletto di due anni. Giovanni, disperato per l’abbandono della moglie, finisce per accettare in gran segreto la proposta dei Bausetti e accetta un congruo anticipo, fissando l’operazione per la settimana successiva. Con il denaro, che afferma di aver guadagnato in un fortunato affare, l’uomo organizza un ricevimento faraonico nel suo splendido appartamento dell’EUR, per vendicarsi dei conoscenti che l’avevano umiliato e per riconquistare la stima di Silvia, la quale, allontanato lo spettro della povertà, non esita a riavvicinarglisi e a dichiararsi fiera di lui.

Tutto sembra filare liscio, ma l’asportazione dell’occhio incombe. Giovanni, fingendo con la moglie di partire per un viaggio d’affari, si presenta nella clinica privata di fiducia dei Bausetti come pattuito, ma al momento dell’operazione scappa via disperato. L’intervento della Bausetti, come al solito lucida e controllata, riesce a convincerlo a non venir meno all’accordo: anche ammesso che Giovanni rinunciasse al denaro offerto dalla coppia e restituisse loro l’anticipo, come farebbe in seguito a ovviare alle sue difficoltà economiche, e quindi a mantenere gli affetti familiari? Giovanni, rassegnato, si riavvia verso la clinica.

Il film si chiude con un carosello di insegne pubblicitarie luminose montate su autoveicoli, sequenza simile a quella che aveva accompagnato i titoli di testa: nell’Italia del boom consumare non è un diritto ma un obbligo, anche se per farlo bisogna rinunciare a un occhio.

Luoghi del filmmodifica | modifica sorgente

Giovanni e Silvia abitano in un lussuoso appartamento a un piano alto dell'EUR, uno dei quartieri più signorili di Roma; dalla terrazza appare in primo piano il palazzo ENI, e si ha un panorama dell'intero quartiere (la casa potrebbe essere situata tra viale dell'Arte e via del Poggio Laurentino).

Il padre di Silvia abita in piazza Mincio, nel quartiere Coppedè, altra zona residenziale tipicamente alto-borghese.

In una scena della prima parte del film i personaggi si trovano a villa Borghese per assistere al Concorso ippico internazionale "Piazza di Siena", appuntamento all'epoca considerato irrinunciabile per la cosiddetta "Roma bene".

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

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