Il corazziere

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Il Corazziere
Renato Rascel, Claudia Mori e Tino Buazzelli in una scena del film "Il Corazziere".jpg
Renato Rascel (Urbano), Claudia Mori (Mirella) e Tino Buazzelli (Quirino) in una scena del film.
Titolo originale Il Corazziere
Lingua originale italiano
Paese di produzione Italia
Anno 1960
Durata 100 min
Colore bianco e nero
Audio mono
Rapporto 2.35 : 1
Genere commedia
Regia Camillo Mastrocinque
Soggetto Sandro Continenza e Dino Verde
Produttore Carlo Ponti per Comp. Cinem.Champion
Produttore esecutivo Danilo Marciani
Casa di produzione Titanus
Distribuzione (Italia) Titanus
Fotografia Mario Montuori, Franco Vitrotti, Alvaro Mancori
Sfondi Gianfranco Fini
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il corazziere è un film del 1960 diretto da Camillo Mastrocinque ed interpretato da Renato Rascel.

Tramamodifica | modifica sorgente

Nell'Italia fascista, Urbano Marangoni ambisce di poter diventare Corazziere, come il suo defunto padre, ma si tratta di un sogno destinato a non avverarsi a causa della sua bassa statura. Lavora come batterista in una orchestra di locale notturno, ma un giorno entra senza volerlo in urto con i capi locali del regime e viene licenziato. Conosce Mirella, una giovane vicina di casa, ed i due entrano in simpatia, ma lei è proprio la figlia del locale capo fascista, che lo segnala come elemento indesiderato e lo fa arruolare.

Dopo essersi fatto tutte le guerra dell’Italia fascista - la conquista dell'Etiopia, la Spagna, l’ Albania, la Russia ed il Nordafrica - torna e chiede di riavere la tessera del Fascio, ma la ottiene proprio il giorno della caduta di Mussolini, per cui viene malmenato per strada, mentre il suo futuro suocero nasconde in fretta e furia ogni traccia del suo ruolo nel decaduto regime.

Quando finalmente riesce a sposarsi, il suo matrimonio si celebra proprio il 7 settembre ed il giorno stesso viene rapito da emissari del Re, i quali gli chiedono, data la sua statura, di fare il sosia di Vittorio Emanuele III, in modo da coprirne la fuga. Gli promettono che in cambio egli potrà finalmente ricevere la tanto sospirata nomina a Corazziere. Ma, scampato anche a questa disavventura e finita la guerra, tutti si dimenticano delle promesse. Lui quindi passerà le giornate ad inscenare proteste conto le ingiustizie subìte, sino a che uno di quelli che gli avevano fatto la promessa lo assumerà per fare la pubblicità alla sua azienda di formaggini. Così Urbano nello spot televisivo potrà finalmente indossare la tanto sospirata divisa.

Corazzieri a cavallo veri durante una parata militare

Altre notiziemodifica | modifica sorgente

Nel film Rascel canta la canzone Il piccolo corazziere, composta nel 1948[1] che ebbe in quegli anni una buona notorietà e che fu anche riproposta dal ‘’Piccoletto’’ (nomignolo con cui era conosciuto Rascel) in varie trasmissioni televisive.

Incassomodifica | modifica sorgente

”Il corazziere” ha incassato 163 milioni di lire.[2]

Critica e commentimodifica | modifica sorgente

"Il sacco di Babbo Natale cinematografico - scrisse "Stampa Sera"[3] - ci riserva Rascel, che farà al cinema, come già nella rivista, un film senza problemi e senza sottofondi..."

”Il film procede con una comicità scontata – è scritto sul ”Corriere Lombardo" del 20 giugno 1961[2]- presentando un’immagine grossolana dei gerarchi e del periodo fascista. Rascel sta tra il comico ed il sentimentale, Buazzelli è sciupato nella parte, Claudia Mori, molto carina, si vede volentieri”. Quando interpretò "Il Corazziere" Claudia Mori aveva soltanto 16 anni e fu il suo lancio cinematografico[4], cui seguì anche quello nel campo della rivista, in cui debuttò diciassettenne con la Compagnia di Carlo Dapporto[5]

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ vedi articolo su ‘’”La Stampa”’’ del 25 luglio 1961, consultato presso l’archivio on line del quotidiano.
  2. ^ a b Roberto Poppi e Mario Pecorari:"Dizionario del Cinema Italiano. Volume III (1960-1969)" Gremese Edit. Roma
  3. ^ redazionale del 22 dicembre 1960 consultato presso l'archivio on line del quotidiano
  4. ^ così è scritto in un redazionale su "Stampa Sera" dell'11 febbraio 1961 consultato presso l'archivio on line del quotidiano.
  5. ^ articolo a firma L.Z. su "La Stampa" dell'8 agosto 1961, consultato presso l'archivio on line del quotidiano.

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

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