Il signor Robinson, mostruosa storia d'amore e d'avventure

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Il signor Robinson, mostruosa storia d'amore e d'avventure
Il signor Robinson, mostruosa storia d'amore e d'avventure.png
Zeudi Araya e Paolo Villaggio in una scena del film
Titolo originale Il signor Robinson, mostruosa storia d'amore e d'avventure
Lingua originale italiano
Paese di produzione Italia
Anno 1976
Durata 107 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1,78:1
Genere avventura, commedia
Regia Sergio Corbucci
Soggetto Sergio Corbucci, Paolo Villaggio, Castellano e Pipolo
Sceneggiatura Sergio Corbucci, Paolo Villaggio, Castellano e Pipolo
Produttore Franco Cristaldi
Produttore esecutivo Bruno Altissimi
Casa di produzione Vides
Distribuzione (Italia) United Artists
Fotografia Marcello Gatti
Montaggio Amedeo Salfa
Musiche Guido De Angelis, Maurizio De Angelis
Interpreti e personaggi

Il signor Robinson, mostruosa storia d'amore e d'avventure è un film del 1976 diretto da Sergio Corbucci.

Tramamodifica | modifica sorgente

Robinio, benestante ma nevrotico abitante della "giungla d'asfalto", operato da un'ulcera e una moglie attivista e aggressiva, parte in crociera con la consorte. Una notte suona l'allarme a bordo, ma credendola un'ennesima e noiosissima esercitazione rimane a dormire; così al risveglio si ritrova solo e naufrago in un'isola deserta. Tutt'altro che abbattuto ed assicuratosi il sostentamento, Robinio improvvisa con del materiale locale surrogati dei comfort della vita moderna, come un sasso con una pagliuzza con cui mimare una radio a transistor, o una cornice di canne con la vista sul mare a guisa di schermo di cinema.

Un giorno sopraggiunge in canoa un'avvenente e radiosa ragazza di colore mandata dalla sua gente di un'isola vicina, per conseguire un periodo di ritiro per il passaggio alla vita adulta. La giovane diviene la dolce, remissiva e affascinante compagna che il naufrago ha sempre sognato e viene chiamata Venerdì.

Nonostante ciò il rapporto fra i due non viene consumato.

Robinio attende paziente ma invano perché nel frattempo sopraggiunge il promesso sposo della ragazza, che porta i due nella loro isola. Le autorità concedono comunque, dopo una serie di prove in cui Robinio perde sempre, il matrimonio tra Robinio e Venerdì, che viene celebrato ma mai consumato perché l'usanza locale di congiungersi per la prima volta di fronte all'intera tribù turba il naufrago. Il loro ultimo momento di intimità in cui sarebbero stati capaci di unirsi viene interrotto dal ritrovamento nella pancia di uno squalo della radio a transistor da polso che trasmette una partita di calcio ed una lattina di Coca Cola da lui perse nel naufragio. Per Robinio è il legame ritrovato con il suo mondo. La ragazza si sente ignorata e gli pone delle condizioni,o lei o la civiltà, ma alla vista di una nave giunta in suo soccorso l'uomo non esita a partire, così la giovane lo congeda con male parole dicendo che lei è nera e lui un "cruboa" ( stronzo in lingua locale). Salito sulla nave Robinio ha quasi un ripensamento e cerca di sfuggire ai richiami della civiltà tuffandosi in mare ma, individuato dalla legittima consorte, viene letteralmente "preso alla rete" e ricondotto a forza nella civiltà occidentale. La "mostruosa" storia d'amore e avventure del "fantozziano" Robinson Crusoe finisce in una totale disfatta.

Commentomodifica | modifica sorgente

Rivisitazione minimale e "fantozziana" di Robinson Crusoe, la pellicola vede il goffo e moderno naufrago non rinunciare all'opulenza del suo mondo d'origine, a costo di doverle "improvvisare" con mezzi di fortuna (vedasi la "macchina" costruita con canne e palme, al volante della quale Villaggio finge di correre addirittura il Gran Premio di Montecarlo, o la scena del "cinema"); questo "inestricabile consumismo", ormai connaturato nell'uomo moderno, ne intacca per converso gli istinti più vitali e primitivi (sentimenti e sessualità) che la letteratura del genere vorrebbe invece veder "risvegliati" dal contatto con la natura.

Sopra questa struttura di "critica" un po' psicologica e un po' sociologica, la commedia si dipana inanellando le gag tipiche della comicità macchiettistica di Villaggio, qualche luogo comune dell'epoca e titillando lo spettatore con qualche scorcio della nudità esotica dell'eritrea Zeudi Araya.

Rispetto ai film "di Fantozzi" dove il carattere di "eterno perdente" del protagonista è rimarcato anche dai disagi economici e dal basso tenore di vita del povero travet, in quest'opera il protagonista vive in una casa modernamente arredata con pezzi di design in puro stile anni settanta, consuma grandi quantità di cibo (la scena della frenetica e bulimica colazione della coppia è frastornante e un po' sgradevole), dispone di giochi elettronici televisivi (allora quasi un gadget da fantascienza) ma nonostante il suo benessere è comunque un perdente e uno sconfitto.

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