Il trucido e lo sbirro

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Il trucido e lo sbirro
Er Monnezza.jpg
Una scena del film
Paese di produzione Italia
Anno 1976
Durata 95 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2,35 : 1
Genere poliziottesco
Regia Umberto Lenzi
Sceneggiatura Umberto Lenzi, Dardano Sacchetti, Elisa Briganti
Fotografia Luigi Kuveiller
Montaggio Eugenio Alabiso
Musiche Bruno Canfora
Scenografia Giorgio Bertolini
Costumi Silvio Laurenzi
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
« Pe' salva' 'na ragazzina, con un rene un po' malato, Er Monnezza se n'è annato! Cor Tufello e Primavalle, Tor Marancia e Tiburtino, Garbatella e Trionfale, come so' ridotto male... Come so' ridotto male! »
(Er Monnezza, alla fine del film.)

Il trucido e lo sbirro è un film del 1976, diretto da Umberto Lenzi. Tra gli sceneggiatori, compare scritto "Umerto Lenzi", senza la B.

Con questo film nasce il personaggio di Er Monnezza, simpatico ladruncolo dalla battuta volgare, figlio di un ladro e di una prostituta. Il film quindi è un misto di poliziottesco e commedia, anche se qui la lancetta pende ancora verso il poliziottesco, tanto che la censura impose il divieto ai minori di 14 anni.

Nella sceneggiatura originale il titolo del film era "Carta bianca per un poliziotto", titolo poi cambiato da Umberto Lenzi.

La data della prima fu il 28 agosto 1976. Il film incassò complessivamente 509.747.000 lire, in 603 giorni di programmazione, arrivando al 34º posto nella classifica degli incassi del 1976[1].

Da segnalare la sequenza, apparentemente gratuita ma che rispecchia i tempi, di una banda di terroristi che uccide un politico mentre i protagonisti stanno pedinando la donna del bandito.

Tramamodifica | modifica sorgente

Il commissario Sarti fa evadere Er Monnezza, ladruncolo borgataro, con l'intento di farsi aiutare a rintracciare Brescianelli, un pericoloso mafioso che ha rapito una bambina gravemente malata. Oltre ad essere latitante Brescianelli ha anche cambiato i suoi connotati, con un'operazione di plastica facciale.

Er Monnezza, dopo una riluttanza iniziale, decide di collaborare con la giustizia e chiama tre suoi amici rapinatori (Il Calabrese, er Cinico e Vallelunga) per aiutarlo.

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Dati forniti dal libro Quel fenomeno der Monnezza, scritto da Alberto Pallotta.

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