Ingegneria per l'ambiente e il territorio

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L'ingegneria per l'ambiente e il territorio, o ingegneria ambientale, è nata per soddisfare quell'esigenza, propria di ogni paese industriale ed avanzato, di professionisti capaci di operare in un contesto delicato e dall'importanza sempre crescente come quello ambientale: in particolare l'ingegneria ambientale fornisce metodi e strumenti per la gestione dell'ambiente costruito e dell'ambiente naturale e la difesa delle sue componenti, per valutazioni di impatto ambientale ovvero d'inquinamento e per il monitoraggio ambientale delle risorse naturali.

Descrizionemodifica | modifica sorgente

È una disciplina intersettoriale che si pone a metà strada tra l'ingegneria civile, l'ingegneria edile e quelle appartenenti alla classe del settore industriale, principalmente la vecchia ingegneria mineraria di cui è la diretta discendente, l'ingegneria chimica, con cui ha molti punti in comune, ma anche l'ingegneria meccanica, comprendendo competenze proprie anche di discipline non specificatamente ingegneristiche come le scienze agrarie, biologiche, ambientali e si integra con l'ingegneria naturalistica.

Fonte di inquinamento industriale.

Le tematiche che vengono studiate principalmente da questa disciplina sono le varie fasi dell'utilizzo dell'acqua, o meglio della risorsa idrica, (ricerca, captazione, distribuzione, depurazione), la raccolta, il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti, la bonifica di siti inquinati, i fenomeni di inquinamento del suolo, dell'acqua, dell'aria, la valutazione di impatto ambientale riguardo ad opere infrastrutturali e non, la ricerca, lo sfruttamento e il trattamento di materie prime (inerti, petrolio e gas naturale), la costruzione di strutture in cemento armato, la progettazione e il calcolo strutturale di edifici e strutture di qualunque tipo perfettamente integrate con l’ambiente circostante e in modo da minimizzarne l'impatto, analisi meccanica dei terreni per costruzione di fondazioni superficiali e profonde e di discariche. L'esame di Stato permette l'iscrizione all'Albo degli Ingegneri Civili e Ambientali.

Gli studi di base per questa disciplina sono fondamentalmente materie come: idraulica, geologia, geotecnica, ecologia, chimica, biochimica, impiantistica depurativa, diritto ambientale, pianificazione territoriale, telerilevamento, topografia, fotogrammetria, scienza delle costruzioni, tecnica delle costruzioni, infrastrutture di viabilità e trasporto, fondazioni, idrogeologia e geomorfologia, ecc.

Problemi tipicimodifica | modifica sorgente

Di seguito sono riportati alcuni dei tipici problemi che un ingegnere ambientale si trova ad affrontare a seconda della sua specializzazione, in particolare le problematiche possono essere dei seguenti tipi:

Telerilevamento: esempio di problema tipicomodifica | modifica sorgente

Lago Aral, Kazakistan, 29 maggio 1973.

Il telerilevamento si occupa dello studio della superficie terrestre a partire da immagini riprese da aerei o satelliti artificiali. La distanza dell’osservatore dalle informazioni raccolte può andare da alcuni metri (Proximal Sensing) fino a migliaia di chilometri (Remote Sensing), come nel caso delle osservazioni effettuate dai satelliti. Queste immagini possono avere diverse caratteristiche, ma sono accomunate dalla capacità di cattura delle informazioni contenute nello spettro elettromagnetico. Le immagini sono riferite a diverse zone dello spettro elettromagnetico (ad esempio visibile, infrarosso vicino, infrarosso termico, microonde). In tal modo esse forniscono descrizioni del territorio esplorato assolutamente inaspettate rispetto alla nostra visione umana: è come se, attraverso delle macchine, avessimo la possibilità di estendere le caratteristiche dell’occhio umano. Solitamente il rilievo di una superficie effettuato con tecniche di telerilevamento prevede tre fasi distinte: la ripresa dei dati (da aereo, da satellite o da terra), la loro elaborazione e l'analisi.

Lago Aral, Kazakistan, 29 luglio 2000.

Il telerilevamento consente di poter realizzare delle mappe tematiche del territorio, mappe cioè dove è descritta la natura delle superfici esplorate: così troveremo mappe della vegetazione, del territorio urbanizzato, delle acque, dei suoli nudi, della distribuzione della temperatura superficiale, dell’umidità dei suoli e così via. Un’altra caratteristica fondamentale di queste tecniche è la possibilità del controllo multitemporale, nel senso che un aereo o un satellite può osservare la stessa zona in tempi diversi, ed è quindi possibile tenere sotto controllo le variazioni intervenute fra una osservazione e l’altra. A tale proposito è da notare che dal 1972 il nostro pianeta è visto regolarmente con cadenza circa bisettimanale da satelliti della serie Landsat.

L’ingegnere ambientale dispone quindi di un potentissimo mezzo di indagine per poter valutare a priori ed in maniera quantitativa il territorio sul quale è chiamato ad operare, e per poter controllare gli effetti che vengono prodotti sull’ambiente da interventi antropici o meno. Per esempio in caso di inondazioni è possibile conoscere la vastità e la distribuzione del fenomeno con osservazione in banda radar. In altri casi è possibile valutare - prima del raccolto - la quantità di prodotti agricoli di primaria importanza, quali mais, frumento, riso, orzo. In altri casi ancora vengono mappati e tenuti sotto controllo fenomeni di inquinamento delle acque senza bisogno di imbarcazioni che esplorino la superficie delle acque: non solo si localizza in maniera geografica l’origine della causa inquinante, ma si segue l’evoluzione dell’espandersi del fenomeno e si possono quindi prendere i provvedimenti richiesti di caso in caso.

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

Altri progettimodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente








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