Liceo delle scienze umane
Il liceo delle scienze umane[1][2] è una delle scuole secondarie di secondo grado nate con la riforma Gelmini, che entrerà a pieno regime nell'anno scolastico 2014/2015, in cui si diplomeranno i primi iscritti a questo indirizzo liceale. Dopo il conseguimento del diploma di maturità, si potrà accedere a qualsiasi università.
Il liceo nasce dalle basi dell'istituto magistrale, poi divenuto liceo delle scienze sociali nel 1998, e dalle sperimentazioni socio-psico-pedagogico e pedagogico-sociale che si sono sviluppate nel tempo.
È ormai un liceo al pari del Liceo classico e scientifico.
Come i predecessori, le materie caratterizzanti di questo liceo sono le scienze sociali, o appunto scienze umane, quali antropologia, psicologia, pedagogia, sociologia, metodologia della ricerca nel indirizzo economico-sociale, e in minor parte il diritto e l'economia.[2] Sarà obbligatorio lo studio di due lingue straniere nell'opzione economico-sociale, mentre nell'indirizzo ordinario allo studio di una sola lingua straniera si affianca quello del latino. Esistono dibattiti sulla difficoltà di questo indirizzo liceale,soprattutto rispetto agli altri licei preesistenti come quello classico,scientifico e linguistico,ma secondo alcuni sondaggi gli studenti che frequentano il liceo delle scienze umane studiano dalle 3 alle 4 ore al giorno e sviluppano un reale interesse nei confronti delle materi liceali già dal primo anno,essendo iniziati allo studio della filosofia e dei sui autori con la disciplina pedagogica.Il triennio comune è uguale per tutti gli indirizzi:nonostante le materie principali siano le scienze umane(5 ore settimanali nel triennio per l'indirizzo tradizionale e 3 ore per quello economico sociale),nel triennio non mancherà lo studio liceale della letteratura(Latina,Inglese e di un'altra lingua straniera),della Filosofia,della Fisica e della Storia dell'arte.
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Storia modifica
Scuola normale modifica
La Legge Casati del 1859, che creava le scuole elementari (obbligatorie solo per i primi due anni), istituiva altresì le scuole normali per la formazione dei maestri elementari, sul modello austriaco. Le scuole normali pubbliche erano 18 in tutto il territorio nazionale, 9 maschili e 9 femminili, alle quali si accedeva a 15 anni per le femmine e a 16 per i maschi. Il corso di studi durava tre anni e non comprendeva né l'insegnamento del latino, né quello della filosofia e della pedagogia.
Istituto magistrale modifica
Riforma Gentile modifica
L'Istituto Magistrale fu istituito con la riforma Gentile (R.D. 1054 del 1923) in sostituzione delle scuole normali[3].
Era suddiviso in due corsi: l'istituto magistrale inferiore, quadriennale, a cui si accedeva dopo la scuola elementare, e l'istituto magistrale superiore, triennale, a cui si accedeva dal precedente. Era previsto un esame di ammissione (dopo l'esame di licenza elementare) per iscriversi al 1' anno dell'istituto inferiore.
Il diploma che rilasciava, oltre all'abilitazione all'insegnamento elementare, consentiva l'iscrizione all'istituto superiore (poi facoltà) di Magistero.
L'istituto magistrale fu pensato per essere contemporaneamente una scuola formativa e professionale. In linea con i principi della riforma Gentile, era dominato dalle materie umanistiche e non prevedeva né il tirocinio né l'insegnamento della pedagogia, che fu accorpata alla filosofia. Era però prevista l'esistenza di un giardino d'infanzia all'interno degli edifici che ospitavano le varie scuole.
La creazione di questo corso di studi, assolutamente innovativo per l'epoca, rispondeva alle esigenze della nuova scuola elementare quinquennale (anch'essa istituita con la riforma Gentile), considerata come base dell'intero sistema scolastico italiano, e che quindi richiedeva una classe di maestri più preparati dei precedenti.
L'istituto magistrale ha formato i maestri elementari per settantacinque anni.
Quadro orario
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Riforma Bottai modifica
Nel 1940, con l'istituzione della scuola media unificata triennale (Legge 889/1940), l'istituto magistrale perse il primo triennio e fu trasformato in un corso unico quadriennale. Vi si accedeva, appunto, dopo la scuola media.
Gli inevitabili ritocchi al quadro orario non ne intaccarono l'impianto generale. La facoltà di magistero rimaneva l'unico sbocco universitario per coloro che intendevano proseguire gli studi.
A causa degli eventi bellici, la riforma Bottai fu pienamente attuata solo qualche anno più tardi. L'orario definitivo entrò in vigore nel 1952.
Nel 1969, con la liberalizzazione dell'accesso all'università, fu creato un 5º anno di corso per gli studenti che intendevano iscriversi ad altra facoltà e fu confermata la possibilità di accedere al magistero dopo il 4º anno di corso.
È importante precisare che il Diploma di Maturità Magistrale conseguito entro il biennio 2001/02 è titolo di abilitazione all'insegnamento nella scuola primaria, così come previsto dall'art. 15, comma 7 del Decreto del Presidente della Repubblica 23 luglio 1998, n. 323: "I titoli conseguiti nell’esame di Stato a conclusione dei corsi di studio dell’istituto magistrale iniziati entro l’anno scolastico 1997/98 conservano in via permanente l’attuale valore legale e abilitante all’insegnamento nella scuola elementare. Essi consentono di partecipare ai concorsi per titoli ed esami a posti di insegnante nella scuola materna e nella scuola elementare".
Il Ministero della Pubblica Istruzione, non riconosce all'oggi tale titolo abilitante, confinando i diplomati magistrali nelle Graduatorie d'Istituto di III fascia. Sono stati avviati ricorsi, promossi da associazioni e sindacati di base, al fine di ottenere il riconoscimento dell'abilitazione contenuta nel titolo, per l'accesso alle Graduatorie ad Esaurimento.
Il 6 febbraio 2013 la VII Commissione Cultura della Camera dei Deputati, esprimendo parere favorevole all'approvazione dei percorsi abilitanti speciali per i docenti con almeno tre anni di servizio (cosiddetti "TFA speciali"), ha posto come condizione che "sia chiaramente riconosciuto nel provvedimento governativo il pieno valore abilitante dei diplomi di istituto magistrale conseguiti entro l’anno scolastico 2001-02"[4].
Quadro orario
| Istituto magistrale (1952 - 1998) | I | II | III | IV |
|---|---|---|---|---|
| Italiano | 4 | 4 | 4 | 4 |
| Latino | 5 | 3 | 4 | 3 |
| Lingua straniera | 4 | 4 | - | - |
| Storia, educazione civica e geografia | 4 | 4 | 4 | 3 |
| Matematica e fisica | 4 | 3 | 4 | 4 |
| Canto corale | 1 | 1 | 1 | 1 |
| Filosofia e pedagogia | - | 3 | 3 | 4 |
| Psicologia | - | 1 | 1 | - |
| Scienze naturali, chimica e geografia | 3 | 3 | 3 | 3 |
| Disegno | 2 | 2 | 2 | 2 |
| Esercitazioni didattiche | - | - | 2 | 4 |
| Educazione fisica | 2 | 2 | 3 | 3 |
| Religione o attività alternativa | 1 | 2 | 2 | 1 |
| Totale delle ore settimanali | 30 | 32 | 33 | 32 |
Sperimentazioni modifica
I corsi sperimentali più diffusi nacquero dopo la fine degli anni '80, quando si delineò il progetto di laurea anche per l'insegnamento elementare.
Le sperimentazioni più comuni al momento della riforma Gelmini erano la sperimentazione liceo pedagogico-sociale (prevista dalla c.m. 27/1991),[5] la sperimentazione liceo socio-psico-pedagogica (prevista dal progetto Brocca), la sperimentazione liceo delle scienze della formazione, e infine la sperimentazione liceo delle scienze sociali. Entrambe tendevano a trasformare l'istituto magistrale in un vero e proprio liceo di durata quinquennale, caratterizzato però dallo studio delle scienze umane (psicologia, sociologia, etc). La pedagogia veniva valorizzata e scorporata dalla filosofia. Il titolo rilasciato equivaleva a quello dell'istituto magistrale ma si otteneva solo al quinto anno.
Sperimentazione pedagogico-sociale modifica
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Sperimentazione Brocca socio-psico-pedagogica modifica
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Sperimentazione scienze della formazione modifica
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Sperimentazione scienze sociali modifica
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Riforma Gelmini modifica
Il liceo delle scienze umane è entrato in vigore dal 1 settembre 2010, andando a sostituire in pianta stabile tutte le sperimentazioni, gli indirizzi liceali e i progetti assistiti esistenti in Italia, (i quali ammontavano a 700 corsi e oltre). Con la nuova riforma, sono presenti due distinti indirizzi di studio, che trattano le scienze umane secondo due approcci differenti. Il primo indirizzo rappresenta la soluzione base, che prevede uno studio più approfondito della materia caratterizzante: le scienze umane (4 ore nel biennio e 5 nel triennio), declinate in antropologia, psicologia, pedagogia e sociologia. L'indirizzo economico-sociale (che, formalmente, è chiamato "opzione" nel regolamento che l'ha istituito) affronta fra le scienze umane l'antropologia, la sociologia e la metodologia della ricerca; pari spazio è consacrato alle discipline economico-giuridiche; come risulta evidente l'assenza del latino (sostituito da una seconda lingua straniera) e l'assenza della pedagogia;[2] Di seguito i due indirizzi con gli orari settimanali standard:[6]
Indirizzo tradizionale modifica
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Opzione economico-sociale modifica
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- * Antropologia, Pedagogia, Psicologia e Sociologia.
- ** con Informatica al primo biennio.
- *** Biologia, Chimica, Scienze della Terra.
- **** Antropologia, Metodologia della ricerca, Psicologia e Sociologia.
È previsto l'insegnamento, in lingua straniera, di una disciplina non linguistica (CLIL) compresa nell'area delle attività e degli insegnamenti obbligatori per tutti gli studenti o nell'area degli insegnamenti attivabili dalle istituzioni scolastiche nei limiti del contingente di organico ad esse annualmente assegnato.
Note modifica
- ^ Comunicati stampa - MIUR - 18 dicembre 2008. URL consultato in data 21-10-09.
- ^ a b c Comunicati stampa - MIUR - 12 giugno 2009. URL consultato in data 21-10-09.
- ^ Regio Decreto 1054/1923 (testo integrale, da Eduscuola.it)
- ^ Camera dei Deputati - Commissione Cultura, scienza e istruzione. 6 febbraio 2013. URL consultato in data 14 febbraio 2013.
- ^ Circolare Ministeriale 27/1991 (testo integrale, da Eduscuola.it)
- ^ Indire, sito ufficiale. URL consultato in data 09-02-2010.
Voci correlate modifica
Liceo Statale delle Scienze Umane "Carlo Montanari"










