Italia Suburbicaria (diocesi)

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Italia suburbicaria

L' Italia suburbicaria ("sotto il governo di Roma") era una diocesi dell'Impero romano costituita all'incirca del IV secolo.

Suddivisione e cenni storicimodifica | modifica sorgente

Era composta dalle dieci province seguenti:

  1. Tuscia et Umbria
  2. Picenum Suburbicarium
  3. Valeria (Sabina)
  4. Campania (Campania litoranea)
  5. Samnium (Abruzzo e Irpinia)
  6. Apulia et Calabria (Puglia)
  7. Lucania et Brutii (Cilento, Basilicata e Calabria)
  8. Sicilia
  9. Sardinia
  10. Corsica

Comprendeva l'Italia centro-meridionale ed era retta da un vicarius urbis Romae, la massima autorità civile della diocesi, residente a Roma, la capitale della diocesi.

Anche dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente, sembra che la diocesi sia sopravvissuta: infatti ancora a fine del VI/inizi VII secolo (epoca bizantina) vengono citati in epistole papali dei vici dei prefetti del pretorio, ovvero vicarii, a Genova e Roma. Comunque, la carica di vicarius sembra che alla fine del VI secolo avesse perso molto prestigio, sia a causa della crescente importanza rivestita dagli ufficiali militari, che spesso si arrogavano competenze che normalmente sarebbero spettate agli ufficiali civili, che per le conquiste dei Longobardi. Già in epoca ostrogota, il vicarius urbis Romae aveva perso il governo della diocesi, divenendo un collaboratore del praefectus urbi; la giurisdizione del vicario era stata ridotta alla città di Roma e ai suoi dintorni fino a 40 miglia di distanza dalla città eterna. A fine VI secolo, in epoca bizantina, sembra che i vicarii si occupassero solo della gestione delle finanze, avendo perso molta della loro antica autorità. Il vicarius urbis Romae sembra essere divenuto a fine VI secolo addirittura meno importante del praefectus urbi per poi sparire definitivamente dalle fonti.

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Charles Diehl, Exarchat, pp. 161-165.







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