Italo Foschi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
« Presi accordi con l'Amministratore Delegato On. Igliori e sentito il parere del Presidente Onorario Comm. Guglielmotti, ho concretato le norme esecutive per la Costituzione dell'Associazione Sportiva Roma [...] »
(Italo Foschi, primo presidente dell'A.S. Roma, 22 luglio 1927, Roma)
Italo Foschi

Italo Foschi (Corropoli, 7 marzo 1884Roma, 20 marzo 1949) è stato un politico e dirigente sportivo italiano.

Biografiamodifica | modifica sorgente

Figlio di Maria Addolorata e del maestro elementare Emanuele Foschi, suo fratello Vittorugo divenne ingegnere e professore universitario di meccanica applicata alla facoltà di ingegneria della Sapienza, mentre dal matrimonio della sorella Italia con Mauro Zingarelli nacque Italo Zingarelli, poi affermatosi come produttore cinematografico e regista.

Sportivo praticante (lotta greco-romana in particolare, ma anche scherma e calcio), approdò al fascismo dopo aver militato durante la prima guerra mondiale nelle file dell'interventismo e del nazionalismo, venendo ferito in un paio di occasioni,[1] affrontando numerosi duelli e subendo anche l'arresto prima dell'avvento del regime. Il calcio fu comunque la sua passione dominante e partecipò alla fondazione sia della Sambenedettese (1923, per fusione di altre tre squadre) sia della Società Sportiva Giuliese, la prima società calcistica di Giulianova (1924).

Scelto da Farinacci nel 1923 come federale dell'Urbe,[2] fu tra i finanziatori e direttori del settimanale dei GUF Roma fascista (fondato il 19 luglio 1924) e si distinse nella campagna antimassonica condotta da quel periodico. Nella capitale, però, si dedicò soprattutto alla riorganizzazione e allo sviluppo delle attività sportive istituendo l'Ispettorato Sportivo della Federazione dell'Urbe. Continuò a occuparsi assiduamente del calcio contribuendo, come rappresentante del CONI, all'elaborazione della Carta di Viareggio insieme con il bolognese Paolo Graziani e il presidente degli arbitri Giovanni Mauro. Pubblicato il 2 agosto 1926, il documento ridisegnò l'intera organizzazione calcistica ristrutturando la FIGC e il campionato (riunione delle due leghe, Nord e Sud, in un'unica Divisione Nazionale), introducendo il professionismo, il calciomercato e il blocco degli stranieri (dando così origine al fenomeno degli oriundi).

La ristrutturazione voluta dalla Carta di Viareggio contribuì ulteriormente all'altro fenomeno, già avviato con l'avvento del fascismo, delle fusioni societarie per poter allestire squadre in grado di competere a livello nazionale (come avvenne a Napoli, Firenze, Bari, Taranto, Genova). A Roma, Foschi divenne presidente della Società Fascista Fortitudo Pro Roma e nella primavera del 1927 avviò con l'Alba Audace del deputato Ulisse Igliori e con il Roman Football Club dell'avvocato Vittorio Scialoja le trattative per la fusione di tre squadre capitoline : il 7 giugno a Roma, nella palazzina acquistata dalla Famiglia Foschi nel 1911, sita in Via Forlì 16[3][4] (adiacente a Viale Regina Elena), fu ratificato l'accordo che diede vita all'Associazione Sportiva Roma (ma le firme ufficiali avvennero il 22 luglio 1927, in via degli uffici del vicario 35), di cui venne nominato primo presidente lo stesso Italo Foschi.

Lasciata il 17 dicembre 1926 la carica di federale, nel 1928 dovette rinunciare anche alla presidenza della Roma perché nominato membro del direttorio federale a La Spezia. La carriera politica gli riservò poi incarichi di prefetto a Macerata, Pola (1931-1933, dove si scontrò con il vescovo di Trieste Luigi Fogàr sulla questione linguistica),[5] Taranto (1934-1936), Treviso, Trento (1939-1943) e, dal 24 settembre al 20 ottobre 1943, di commissario prefettizio a Belluno. Venne quindi collocato a "disposizione del Ministero dell'Interno" e, nel 1944, definitivamente messo "a riposo".[6]

Dopo la Liberazione fu condannato per aver servito la Repubblica Sociale Italiana e morì qualche anno più tardi,allo stadio nazionale durante la partita Lazio-Genoa, colpito da infarto nell'apprendere la notizia che la sua Roma, impegnata a Genova, stava perdendo 2-0 contro la Sampdoria.

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Intervista di Massimo Izzi a Vittorio Zingarelli, nipote di Italo Foschi. Consultabile on line.
  2. ^ Salvatore Lupo, Il fascismo. La politica in un regime totalitario, Roma, Donzelli, 2005, p. 167. Consultabile su books.google.it.
  3. ^ Numero di catalogo MF.P. 74 per Il Messaggero e MF.P. 168 per Il Tevere, entrambi disponibili su microfilm nella sala emeroteca della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma.
  4. ^ Sandro: "Il 22 luglio è nato un sogno". Izzi: "Sì, ma il 7 giugno la Roma" in Il Romanista, 2-5-2007.
  5. ^ Guido Botteri, Luigi Fogàr, Pordenone, Studio Tesi, 1995, p. 52. Consultabile su books.google.it.
  6. ^ Intervista di Massimo Izzi a Vittorio Zingarelli, nipote di Italo Foschi. Consultabile on line.
Predecessore Presidente dell'Associazione Sportiva Roma Successore
Nessuno 1927 - 1928 Renato Sacerdoti







Creative Commons License