Jürgen Klinsmann

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Jürgen Klinsmann
Trainer Klinsmann.JPG
Dati biografici
Nazionalità bandiera Germania Ovest
Germania Germania (dal 1990)
Altezza 181 cm
Peso 75 kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Allenatore (ex attaccante)
Squadra Stati Uniti Stati Uniti
Ritirato 2004 - giocatore
Carriera
Giovanili
1972-1974
1974-1978
1978-1981
Flag of None.svg TB Gingen
Flag of None.svg SC Geislingen
Stuttgarter Kickers Stuttgarter Kickers
Squadre di club1
1981-1984 Stuttgarter Kickers Stuttgarter Kickers 41 (22)
1984-1989 Stoccarda Stoccarda 156 (79)
1989-1992 Inter Inter 123 (40)
1992-1994 Monaco Monaco 65 (29)
1994-1995 Tottenham Tottenham 41 (21)
1995-1997 Bayern Monaco Bayern Monaco 65 (31)
1997 Sampdoria Sampdoria 8 (2)
1997-1998 Tottenham Tottenham 15 (9)
2003-2004 OC Blue Star OC Blue Star 8 (5)
Nazionale
1980-1981
1984-1985
1987-1988
1987-1998
Germania Ovest Germania Ovest U-16
Germania Ovest Germania Ovest U-21
Germania Ovest Germania Ovest
Germania Germania
3 (0)
8 (3)
14 (8)
108 (47)
Carriera da allenatore
2004-2006 Germania Germania
2008-2009 Bayern Monaco Bayern Monaco
2011- Stati Uniti Stati Uniti
Palmarès
Bandiera olimpica  Olimpiadi
Bronzo Seul 1988
UEFA European Cup.svg  Europei di calcio
Argento Svezia 1992
Oro Inghilterra 1996
W.Cup.svg  Mondiali di calcio
Oro Italia 1990
Bronzo Germania 2006
FIFA Confederations Cup.svg  Confederations Cup
Bronzo Germania 2005
CONCACAF - Gold Cup.svg  Gold Cup
Oro USA 2013
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate all'8 ottobre 2008

Jürgen Klinsmann (Göppingen, 30 luglio 1964) è un allenatore di calcio ed ex calciatore tedesco, da giocatore attivo nel ruolo di attaccante, attuale commissario tecnico degli Stati Uniti e consulente tecnico e sportivo del Toronto FC.

Fece parte della nazionale tedesca che vinse il mondiale nel 1990 (come Germania Ovest) e l'europeo nel 1996.

Nelle vesti di allenatore portò la sua nazionale al terzo posto nel Mondiale casalingo del 2006. Il 12 luglio dello stesso anno, dopo aver allenato la squadra per due anni, annunciò le sue dimissioni e fu sostituito dal suo assistente Joachim Löw. Klinsmann prese il posto di allenatore del Bayern Monaco nel luglio del 2008, quando Ottmar Hitzfeld si ritirò per assumere il ruolo di CT della nazionale svizzera. Il 27 aprile 2009 fu esonerato,[1] nonostante avesse vinto cinque delle precedenti sette partite e si fosse classificato solamente a tre punti di distanza dal Wolfsburg, primo in classifica.[2]

Carrieramodifica | modifica sorgente

Calciatoremodifica | modifica sorgente

1973-1981: Esordimodifica | modifica sorgente

Jürgen Klinsmann è uno dei quattro figli del maestro panettiere Siegfried Klinsmann (deceduto nel 2005) e di sua moglie Martha. All'età di otto anni debuttò giocando per il TB Gingen, una squadra di calcio amatoriale del comune Gingen an der Fils. Sei mesi dopo segnò 16 goal in un solo incontro per il suo nuovo club. A dieci anni si trasferì al SC Geislingen. Quando aveva quattordici anni suo padre comprò un panificio a Stoccarda, dove si trasferì con la famiglia. Klinsmann continuò a giocare per il SC Geislingen an der Steige, nonostante fosse stato visto in una selezione giovanile del Württemberg. A sedici anni il giocatore firmò un contratto con il Stuttgarter Kickers, con il quale divenne un professionista due anni dopo. I suoi genitori decisero che prima avrebbe finito l'apprendistato da panettiere nell'impresa familiare, per il quale superò l'esame finale nel 1982.

1981-1989: Stuttgarter Kickers e Stoccardamodifica | modifica sorgente

Jürgen Klinsmann cominciò la sua carriera professionale nel 1982 con gli Stuttgarter Kickers, allora un club di seconda divisione.[3] Horst Buhtz, un precedente allenatore degli Stuttgarter Kickers, ricorda che Klinsmann beneficiò di un allenamento intensivo di sprint che ricevette da Horst Allman, a quell'epoca uno dei migliori allenatori di sprint in Germania. All'inizio della nuova stagione aveva migliorato il suo tempo nei 100 metri da 11,7 a 11,0 secondi.[4] Nel 1984 si trasferì allo Stoccarda in Bundesliga. Nella prima stagione, Klinsmann riuscì a segnare 15 goal e si proclamò insieme a Karl Allgöwer (16 reti) miglior cannoniere e la squadra si piazzò al decimo posto. Nelle stagioni 1985-86 e 1986-87 segnò rispettivamente 16 goal e raggiunse la finale della Coppa di Germania, persa però contro il Bayern Monaco per 2-5. Klinsmann segnò l'ultimo goal della partita. Nella stagione 1987-88 segnò altre 19 reti – tra cui una rovesciata contro il Bayern Monaco – e fu nominato capocannoniere del campionato. Nel 1987 esordì in nazionale contro il Brasile, che si concluse con un pareggio 1-1. Nel 1988, a 24 anni, Klinsmann fu nominato giocatore dell'anno in Germania. Dopo aver raggiunto la finale della Coppa UEFA 1988-1989 (persa contro il Napoli guidato da Maradona per 1-2 e 3-3; in quest'ultimo risultato marcò anche la rete dell'1-1) Klinsmann passò all'Inter dove militavano i suoi compagni di nazionale, Lothar Matthäus e Andreas Brehme.

1989-1992: il triennio all'Inter e campione del Mondo in Italiamodifica | modifica sorgente

Il trio tedesco: Jürgen Klinsmann (al centro) con Lothar Matthäus (a sinistra) e Andreas Brehme (a destra) nel 1989

Nel 1989 Klinsmann firmò un contratto di tre anni con l'Inter: la società nerazzurra pagò 3,2 miliardi l'acquisto[5]. Nella stagione 1989-1990, sotto la guida di Giovanni Trapattoni, vinse la Supercoppa italiana e segnò 13 gol in campionato dove l'Inter arrivò terza. Klinsmann fu convocato nella Germania Ovest che vinse il campionato del mondo 1990 in Italia: nell'incontro degli ottavi di finale contro l'Olanda, che aveva sconfitto i tedeschi nella finale dell'Europeo due anni prima, segnò la prima rete contribuendo al successo della sua squadra per 2-1.

Nell'annata 1990-1991 vinse la Coppa UEFA contro la Roma, segnando 14 gol in campionato (che vide l'Inter seconda, superata dalla Sampdoria). I risultati raggiunti gli fruttarono un rinnovo del contratto, fino al 1994. Tuttavia la disastrosa stagione 1991-1992, in cui l'Inter fu allenata da Corrado Orrico e Klinsmann segnò 7 reti, fece saltare i piani: l'Inter arrivò ottava in campionato, mancando la qualificazione alle coppe europee, e il tedesco decise di rescindere il contratto. Inizialmente non convocato per l'Europeo 1992 fu poi scelto per sostituire Völler, infortunatosi ad un braccio: nel corso del torneo segnò una rete nella fase a gironi, approdando poi alla finale persa contro la Danimarca.

1992-1994: Monacomodifica | modifica sorgente

Dopo la finale di Euro 1992, Klinsmann si trasferì al Monaco di Arsene Wenger e raggiunse il secondo posto in campionato alle spalle del Marsiglia. Lo scandalo che coinvolse proprio i marsigliesi catapultò il Monaco in Champions League al posto dei campioni di Francia. Il Monaco arrivò fino alle semifinali, perdendo contro i futuri campioni del Milan. Al termine della stagione seguente, il Monaco occupò solamente il nono posto nella Ligue e Klinsmann, che si era assentato due mesi dai campi di gioco per una lesione al legamento, fu assegnato come unico attaccante. In questa situazione cominciò a esprimere critiche sul comportamento dei suoi compagni di squadra. Nel 1995 lasciò la squadra in anticipo, un anno prima dalla fine del contratto.[6] Nonostante esser stati sconfitti dalla Bulgaria nei quarti di finale dei Mondiali del 1994, questo torneo fu un successo per Klinsmann, durante il quale poté segnare cinque reti e fu nominato per la seconda volta miglior giocatore tedesco dell'anno.

1994-1995: Tottenhammodifica | modifica sorgente

Sorprendentemente, Klinsmann si trasferì nella stagione del 1994/95 al Tottenham Hotspur, FA Premier League, cosa che i fans e la stampa recepirono con molte critiche, da un lato perché aveva giocato per la Germania, squadra che eliminò l'Inghilterra ai Mondiali, e, dall'altro, per la sua reputazione di “re dei tuffi”. Fu comprato dall'AS Monaco nel luglio del 1994 per la somma di due milioni di sterline.[7] Nel suo debutto contro lo Sheffield Wednesday segnò con un colpo di testa e festeggiò immediatamente con un tuffo scherzoso in campo.[8] Un giornalista del “Guardian”, che aveva scritto precedentemente un articolo intitolato “Perché odio Klingsmann”, scrisse due mesi dopo un altro articolo dal titolo “perché amo Klinsmann”.[9] Klinsmann fu proclamato nel 1995 giocatore dell'anno della FWA (Football Writers' Association).[10]

Grazie alla sua ironia , alla sua prestanza atletica e alla qualità del suo gioco divenne molto popolare in Inghilterra. Più di 150.000 magliette con il suo nome furono vendute in poco tempo.[11] Nel 1995 vinse il trofeo di miglior giocatore dell'anno in Inghilterra. Klinsmann conserva uno status leggendario nel club Hotspur e il museo delle cere Madame Tussaud gli ha dedicato una statua.[12]

1995-1998: Altre tappe in squadre internazionalimodifica | modifica sorgente

Il suo periodo di successo continuò con il FC Bayern Monaco durante le stagioni 1995/96 e 1996/97, in entrambe fu il miglior goleador della sua squadra, con la quale vinse la coppa Uefa e migliorò il record di goal segnati durante la competizione a 15 goal in dodici partite.[13] Un anno dopo divenne il campione della Germania con il primo posto nella Bundesliga. Klinsmann si trasferì in Italia per giocare nella Sampdoria (Genova), ma in inverno lasciò la squadra per tornare al Tottenham Hotspur. Durante la seconda stagione al Tottenham, i suoi goal salvarono il club dalla retrocessione, particolarmente le quattro reti che segnò contro il Wimbledon FC, incontro che finì con una vittoria 6 a 2.[14] L'ultima partita della sua carriera fu nel 1998, precisamente l'ultimo giorno di gioco della Premier League, nell'incontro contro il Southhampton.[15]

Decise di ritirarsi dalla carriera di giocatore professionista nell'estate del 1998, dopo la conclusione del campionato mondiale. Klinsmann continua a essere ancor oggi uno dei giocatori più celebrati da parte dei tifosi del White Hart Lane, lo stadio del Tottenham.

Più tardi si trasferì in California e, sotto lo pseudonimo Jay Goppingen, Klinsmann riapparse nel 2003 come giocatore dell'Orange County Blue Star, squadra della United Soccer League's Premier Development League, nel quarto livello del calcio maschile statunitense. All'età di 39 anni riuscì a segnare cinque goal in otto apparizioni, facilitando l'arrivo della squadra alle eliminatorie (playoffs). Lo pseudonimo deriva da Göppingen, la città natale di Klinsmann.

Nazionalemodifica | modifica sorgente

Klinsmann godette di una brillante carriera internazionale, debuttando per la Germania Occidentale nel 1987 e partecipando a 108 partite internazionali, poche meno di Lothar Matthäus. Klinsmann segnò 47 reti per la Germania Occidentale / Germania in incontri internazionali di livello superiore, condividendo con Rudi Völler il terzo posto assoluto nella classifica dei migliori goleador, superato solamente da Miroslav Klose, con 62 goal, e Gerd Müller, con il record di 68 reti per la squadra nazionale.[16]

Participò anche ai Giochi Olimpici nell'estate del 1988, ottenendo la medaglia di bronzo, ai Campionati Europei del 1988, 1992 e 1996, arrivando fino alla finale nel 1992 e proclamandosi campione nel 1996. Klinsmann fu il primo giocatore che riuscì a segnare in tre differenti campionati europei della UEFA. Lo fece nei tornei del 1988, 1992 e 1996. In tutta la storia, solo altri tre giocatori – Vladimír Šmicer, Thierry Henry e Nuno Gomes – riuscirono a eguagliare questo record.[16]

Fu anche un giocatore importante della squadra di calcio della Germania Occidentale nelle finali dei Mondiali del 1990 (dove segnò tre reti) e della Germania del 1994 (con cinque reti) e del 1998 (con tre reti), vincendo la Coppa del Mondo nel 1990. Fu il primo giocatore in assoluto che riuscì a segnare almeno tre reti in ciascuno dei tre Mondiali consecutivi, raggiunto più tardi dal brasiliano Ronaldo. Con undici goal, è il terzo goleador per la Germania nelle finali della Coppa Mondiale, dopo Miroslav Klose e Gerd Müller, che ne hanno segnate quattordici l'uno.[16]

Allenatore e consulenza professionalemodifica | modifica sorgente

Dopo essersi ritirato dal calcio giocato, Klinsmann cominciò la sua carriera dirigenziale. Fu nominato vicepresidente di una società di consulenza sportiva negli Stati Uniti e fu coinvolto nella Major League Soccer (MLS) come parte della squadra Los Angeles Galaxy.

Allenatore della squadra nazionale tedescamodifica | modifica sorgente

Il 26 luglio 2004 rientrò in Germania per occupare il posto di allenatore della squadra nazionale tedesca, succedendo a Rudi Völler, suo vecchio compagno di squadra e attaccante. Klinsmann intraprese in seguito un progetto ambizioso e aggressivo per modernizzare la gestione della squadra. Portando a sé Oliver Bierhoff, altro attaccante tedesco, ricevette l'appoggio nella diffusione di compiti di relazioni pubbliche previste. Creò, inoltre, un nuovo movimento per rianimare la invecchiante squadra dopo la prestazione disastrosa durante gli Europei del 2004. Durante i preparativi per i Mondiali del 2006, Klinsmann fu criticato dai fans tedeschi e dai media per i risultati mediocri ottenuti, come la sconfitta 4 a 1 contro l'Italia. Una critica in particolare riguardava la commutazione di Klinsmann dagli Stati Uniti, presa di mira dal quotidiano tabloid tedesco “Bild”. Deve essere sottolineato che Klinsmann aveva soppresso, in precedenza, alcuni dei privilegi storici che “Bild” aveva con la squadra nazionale, ad esempio ricevere la formazione di gioco il giorno antecedente il match e un accesso esclusivo al team 24 ore al giorno e 7 giorni su 7. La sua tattica, in gran parte offensiva, irritò coloro che lamentavano l'ignoranza di Klinsmann sul calcio difensivo. Annunciò una formazione di giovani giocatori per il Mondiale del 2006, basando la sua selezione sulle singole prestazioni e non sulla reputazione.

Durante la Coppa delle Confederazioni FIFA del 2005 Klinsmann alternò regolarmente la presenza in campo dei suoi portieri, indipendentemente dalle loro prestazioni, cosa che scatenò l'ira di Oliver Kahn, giocatore del Bayern Monaco. Il 7 aprile del 2006, Klinsmann decise infine di relegare Kahn in panchina e designò Jens Lehmann dell'Arsenal primo portiere.

Jürgen Klinsmann mentre era allenatore della Germania
Coppa del Mondo 2006modifica | modifica sorgente

Nei Mondiali del 2006 le prestazioni della squadra di Klinsmann fecero tacere le critiche. Nella prima fase il team ottenne tre vittorie consecutive, contro la Costa Rica, la Polonia e l'Ecuador, portando la Germania al primo posto nella classifica del girone A. Nel primo incontro degli ottavi di finale vinse contro la Svezia per 2 a 0 e nei quarti di finale sconfisse l'Argentina per 4 a 2 ai rigori. Dopo la rete segnata da Miroslav Klose all'80º minuto, le squadre erano al 120º minuto di gioco ancora in parità.[17]

Nella semifinale del 4 luglio, la Germania affrontò l'Italia, perdendo per 2 a 0 a seguito delle reti di Fabio Grosso e Alessandro del Piero, segnate negli ultimi minuti dei tempi supplementari.[18] Al termine dell'incontro, Klinsmann elogiò la performance della sua giovane squadra. Batterono il Portogallo 3-1 nella qualificazione per il terzo posto, incoltro nel quale Kahn giocò in porta al posto di Jens Lehmann.[19] La vittoria scatenò, il giorno seguente, un'enorme parata a Berlino, durante la quale il pubblico rese onore a Klinsmann e alla sua squadra.

Successivamente, Franz Beckenbauer, che era stato all'inizio estremamente critico nei confronti di Klinsmann, dichiarò che desiderava avere ancora Klinsmann come allenatore. Anche da parte del pubblico ebbe grande appoggio per la sua tattica offensiva e per la sua abilità nel motivare il team. L'elevato rendimento del team alimentò un nuovo orgoglio nazionale e restituì alla Germania la reputazione di nazione con una squadra di calcio ai vertici. Per il suo lavoro da allenatore, a Klinsmann fu conferito il “Bundesverdienstkreuz” (l'Ordine al Merito di Germania), decorazione e unica onorificenza di carattere generale esistente in Germania e, pertanto, massima espressione di riconoscimento della Repubblica Federale tedesca per meriti contratti per il bene comune, firmata dal cancelliere tedesco Angela Merkel. In diverse occasioni fu chiamato dal pubblico “Kaiser”, l'equivalente di “imperatore”, titolo riservato e assegnato a giocatori leggendari come Franz Beckenbauer.

Dimissione da allenatore della squadra nazionalemodifica | modifica sorgente

Nonostante le lodi e il riconoscomento ottenuto per la prestazione nei Mondiali, Klinsmann non rinnovò il contratto, informando il DFB della sua decisione il giorno 11 luglio 2006. La notizia fu diramata ufficialmente dal DFB il giorno seguente. Joachim Löw, suo assistente, fu designato nuovo allenatore nella stessa conferenza stampa.[20][21] Klinsmann commentò: “Il mio più grande desiderio è di tornare dalla mia famiglia e di riprendere una vita normale con loro. Dopo due anni dedicati con tanta energia alla squadra, sento che mi mancano le forze per poter continuare allo stesso modo”.[22]

Periodo post tedescomodifica | modifica sorgente

Dopo aver lasciato la nazionale in Germania, Klinsmann ricevette proposte di lavoro da allenatore per diverse squadre. Tra queste ci fu quella di occupare il posto vacante di allenatore della nazionale statunitense. Diversi negoziati ebbero luogo tra lui e la federazione statunitense di calcio, la U.S. Soccer Federation, che aveva deciso di non rinnovare il contratto di Bruce Arena dopo i Mondiali del 2006. A ogni modo Klinsmann non ottenne un accordo con la federazione sul controllo della struttura del team nazionale e il posto fu assegnato a Bob Bradley.

Nell'aprile del 2007 il quotidiano inglese “The Sun” scrisse che Roman Abramovich voleva che Klinsmann allenasse il suo Chelsea FC.[23] A quanto sembra Klinsmann rifiutò l'offerta.[24] Klinsmann ricevette anche proposte per la gerenza del Tottenham Hotspur e Los Angeles Galaxy,[25] ma alla fine i contratti furono firmati da Juande Ramos e Ruud Gullit. Klinsmann mantenne anche contatti con il Liverpool FC, quando cominciarono a sorgere speculazioni sul futuro di Rafael Benítez. Tom Hicks ammise in una dichiarazione che il Liverpool aveva contattato Klinsmann a proposito del posto a Anfield nel caso in cui Rafael Benítez fosse andato al Real Madrid o all'Inter. Franz Beckenbauer affermò che Klinsmann sarebbe stato l'allenatore ideale per la squadra nazionale inglese, dopo il licenziamento di Steve McClaren nel novembre del 2007 e prima della nomina del sostituto Fabio Capello.[26]

Bayern Monacomodifica | modifica sorgente

Il 1º luglio 2008 prese il posto di allenatore del Bayern Monaco, succedendo a Ottmar Hitzfeld.[27] Questa fu per Klinsmann la prima posizione di gestione a livello di squadra. Pensando di poter implementare cambi nello stile di gioco e allenamento, poté nominare nuovi membri come gli assistenti Martín Vasquez e Nick Theslof, l'allenatore del portiere Walter Junghans, i preparatori atletici Oliver Schmidtlein, Thomas Wilhelmi, Marcelo Martins e Darcy Norman, così come lo psicologo sportivo Philipp Laux. Klinsmann contribuì al progetto di un nuovo centro per lo sviluppo delle prestazioni dei giocatori del Bayern e preparò la squadra per la Bundesliga e la UEFA Champions League. Sotto la sua guida, il Bayern raggiunse i quarti di finale della Champions League, perdendo contro i campioni FC Barcelona.

I record del Bayern nella UEFA Champions League del 2008/09 furono: 6 vittorie, 3 pareggi e una partita persa (contro il Barcelona). Nella Bundesliga, mancavano al Bayern solo tre punti per il primo posto e cinque partite da giocare, quando il 27 aprile 2009 fu destituito da allenatore capo per la differenza di opinioni con la dirigenza del club. Sotto la direzione di Klinsmann nella stagione 2008/09 il Bayern ottenne 16 vittorie, 6 pareggi e 7 sconfitte.[28]

Torontomodifica | modifica sorgente

Il 29 ottobre 2010 si diffuse la notizia che Klinsmann era stato contattato per reimpostare il Toronto FC dalla base.[29] Il 3 novembre Klinsmann e la sua società di marketing e business sportivo, la SoccerSolutions, furono dichiarati ufficialmente consulenti del Toronto FC.[30][31]

Stati Unitimodifica | modifica sorgente

Dal 29 luglio 2011 è inoltre il nuovo commissario tecnico della nazionale statunitense.[32]

Opinionista televisivomodifica | modifica sorgente

Klinsmann fu opinionista in studio, insieme ad altri giocatori quali Ruud Gullit, Steve McManaman e Alexi Lalas, così come il commentatore Martin Tyler per il reportage in lingua inglese del campionato mondiale di calcio 2010 per l'emittente ESPN.[33] Ha lavorato anche come co-commentatore per la rete televisiva tedesca RTL[34] per 9 delle partite trasmesse del Mondiale 2010.

Statistichemodifica | modifica sorgente

Numerimodifica | modifica sorgente

  • Ha giocato 506 partite di campionato (445 di prima divisione) segnando 226 reti (204 in prima divisione) in tutta la sua carriera.
  • Ha giocato in 4 dei massimi campionati europei: in Germania (221 partite e 110 gol in Bundesliga), in Italia (103 partite e 36 reti in Serie A), in Francia (75 gare e 29 gol in Ligue 1) e in Inghilterra (56 gare e 29 reti in Premier League).
  • In Nazionale ha giocato 108 gare (secondo solo a Lothar Matthäus) segnando 47 reti, come Rudi Völler e secondo solo a Gerd Müller (terzo se si considera Joachim Streich che con la maglia della Germania Est segnò 56 gol).
  • Ha disputato 3 campionati mondiali, con 17 partite (7 in Italia, 5 negli Stati Uniti e 5 in Francia, segnando in totale 11 reti (3 nel 1990, 5 nel 1994 e ancora 3 nel 1998)

Cronologia presenze in Nazionalemodifica | modifica sorgente

Palmarèsmodifica | modifica sorgente

Onorificenzemodifica | modifica sorgente

Cavaliere dell'Ordine al Merito dello Stato di Baden-Wuerttemberg - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine al Merito dello Stato di Baden-Wuerttemberg
— 2001

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Coach Klinsmann sacked by Bayern in BBC Sport, 27 aprile 2009. URL consultato il 27 aprile 2009.
  2. ^ (DE) "Ich hätte Bayern zum Titel führen können" "I could have won the league" in Stern TV, 22 maggio 2009. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  3. ^ (DE) Jürgen Klinsmann Biographie in wissen.de. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  4. ^ (DE) Klinsi stand heulend vor mir Klinsmann stood crying in front of me in 11freunde.de, 15 settembre 2010. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  5. ^ Calciatori ‒ La raccolta completa Panini 1961-2012, Vol. 6 (1989-1990), Panini, 11 giugno 2012, p. 10.
  6. ^ Thürmer/Götting: Jürgen Klinsmann - Vom Weltmeister zum Superstar. 1996, p. 75f
  7. ^ Blickensdörfer: Jurgen Klinsmann, 1995, p. 55f
  8. ^ Jürgen Klinsmann Bio in TalkFootball, 10 febbraio 2011.
  9. ^ Andrew Anthony, Klinsmann: the rise...and the falls (London), Guardian.co.uk, 7 marzo 2004. URL consultato il 24 marzo 2010.
  10. ^ Observer Klinsmann: The rise...and the falls (London), guardian.co.uk, 7 marzo 2004. URL consultato il 19 marzo 2008.
  11. ^ Thürmer/Götting: Jürgen Klinsmann - Vom Weltmeister zum Superstar. 1996, p. 99
  12. ^ Jürgen Klinsmann Bio in Chicago Tribune, 1º giugno 1998.
  13. ^ Ian Ridley, Club-by-club guide: The prospects, the players to watch, the arrivals and departures in The Independent (London), 13 agosto 1995.
  14. ^ Brave Barnsley go down as Klinsmann saves Spurs, Agence France-Presse, 2 maggio 1998.
  15. ^ Klinsmann The Player - Official Website in Official Website, 10 febbraio 2011.
  16. ^ a b c Dati aggiornati ad agosto 2011.
  17. ^ Germany 1-1 Argentina in BBC Sport, 30 giugno 2006. URL consultato il 3 novembre 2009.
  18. ^ Germany 0-2 Italy (aet) in BBC Sport, 4 luglio 2006. URL consultato il 3 novembre 2009.
  19. ^ Germany 3-1 Portugal in BBC Sport, 8 luglio 2006. URL consultato il 3 novembre 2009.
  20. ^ Klinsmann quits due to 'burned out' feeling, CBS SportsLine.com wire reports, 11 luglio 2006. URL consultato il 12 luglio 2006.
  21. ^ Shock for Germany - Klinsmann quits as German coach, Spiegel Online, 12 luglio 2006. URL consultato il 12 luglio 2006.
  22. ^ Klinsmann quits as Germany coach, BBC Sport - World Cup 2006, 11 luglio 2006. URL consultato il 16 luglio 2006.
  23. ^ Shaun Custis, Chelsea target Juergen as boss (London), The Sun Online, 14 aprile 2007. URL consultato il 19 marzo 2008.
  24. ^ Mike Anstead, Jurgen in final Blues rejection (London), The Sun Online, 26 aprile 2007. URL consultato il 19 marzo 2008.
  25. ^ (ES) Cristian Echeverría, Klinsmann heredará el Galaxy, La Opinion Digital, 25 agosto 2007. URL consultato il 19 marzo 2008.
  26. ^ England role 'fascinates' Capello in BBC, 23 novembre 2007. URL consultato il 19 marzo 2008.
  27. ^ Jürgen Klinsmann to succeed Hitzfeld at Bayern in FC Bayern homepage, 11 gennaio 2008. URL consultato il 19 marzo 2008.
  28. ^ Jürgen Klinsmann, klinsmann.com, 29 ottobre 2010.
  29. ^ Gerry Dobson, The candidates, sportsnet.ca, 30 ottobre 2010. URL consultato il 9 novembre 2010.
  30. ^ Toronto FC Finalizes Klinsmann Deal, Toronto FC, 3 novembre 2010. URL consultato il 9 novembre 2010.
  31. ^ Toronto FC hires legend Klinsmann as advisor, National Post, 3 novembre 2010. URL consultato il 6 dicembre 2010.
  32. ^ (EN) Klinsmann Named Head Coach of US Men's National Team, ussoccer.com, 29 luglio 2011. URL consultato il 29 luglio 2011.
  33. ^ Jürgen Klinsmann, ESPN MediaZone, 13 maggio 2010. URL consultato l'11 luglio 2010.
  34. ^ Fußball-WM: Klinsmann komplettiert RTL-Team Football World Cup: Klinsmann complements RTL Team, dwdl.de, 1º dicembre 2009. URL consultato l'11 luglio 2010.

Altri progettimodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

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