Jimmy Nicol

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Jimmy Nicol
Jimmy Nicol (ultimo a destra) coi Beatles
Jimmy Nicol (ultimo a destra) coi Beatles
Nazionalità Regno Unito Regno Unito
Genere Pop
Pop rock
Rock and roll
Folk rock
Beat
Periodo di attività 1957 – ?
Strumento batteria
Gruppi The Beatles
Georgie Fame and the Blue Flames
Colin Hicks And His Cabin Boys
Vince Eager
Oscar Rabin
Cyril Stapleton
Charlie Katz
The Shubdubs

Jimmy Nicol (Battersea, 3 agosto 1939) è un batterista britannico, noto per avere suonato per poche settimane nel 1964 con i Beatles, sostituendo il malato Ringo Starr.

Dieci giorni da Beatlemodifica | modifica sorgente

La mattina del 3 giugno 1964, il giorno prima di partire per un tour mondiale, Ringo Starr stette male durante una seduta fotografica. Svenne e fu portato all'ospedale con una forte febbre: gli venne diagnosticata una tonsillite e imposto un ricovero per qualche giorno (le tonsille gli sarebbero state asportate a Natale). I Beatles, soprattutto George Harrison, avrebbero voluto rimandare il tutto, ma era troppo tardi per cancellare in piena Beatlemania un tour che avrebbe toccato tre continenti. Il manager Brian Epstein e il loro produttore George Martin dopo una telefonata convulsa decisero di utilizzare un session man che sostituisse provvisoriamente Ringo.

Martin suggerì Nicol, che lui conosceva e che aveva da poco suonato la batteria in un album chiamato Beatlemania. Nicol venne chiamato ed emozionatissimo accettò subito. Venne presentato come in un sogno agli altri Beatles e dovette imparare tutte le canzoni del loro repertorio per suonare alla Ringo in un solo pomeriggio, tagliarsi i capelli nel loro stile (detto top-mop) e farsi fare un abito su misura.

Quando i Beatles gli chiedevano durante le prove come stava andando, la sua risposta era sempre «It's getting better» (sta andando meglio). Anni dopo Paul McCartney, vedendo comparire il sole dopo la pioggia, esclamò «It's getting better!», gli venne in mente Nicol e scoppiò a ridere. La frase poi venne utilizzata in Getting Better, canzone contenuta nello storico album del 1967 Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band. Anni dopo confessò che l'avrebbe fatto anche gratis, ma Epstein gli propose 2.500 sterline a esibizione e un bonus di 2.500 sterline. «Quella notte non riuscii a dormire, ero uno dei fottuti Beatles!», disse in una intervista del 1988.

Il giorno dopo, il 4 giugno 1964, ci fu uno show a Copenaghen, in Danimarca e con i Beatles fece altri show, sino a quando Starr, ristabilitosi, raggiunse il gruppo a Melbourne, Australia, il 14 giugno.

Nicol, dal carattere molto timido, non riuscì a salutare il gruppo e se ne andò di notte mentre dormivano. All'aeroporto, Brian Epstein gli consegnò 500 sterline e un orologio d'oro con la scritta "From The Beatles and Brian Epstein to Jimmy - with appreciation and gratitude" (Dai Beatles e Brian Epstein a Jimmy - con apprezzamento e gratitudine). Nel viaggio di ritorno sull'aereo fu molto triste, si sentiva "come un bambino bastardo rifiutato dalla nuova famiglia".

Il 1º dicembre 1969, durante le registrazioni di Let It Be, Paul disse «Non andremo all'estero, Ringo non vuole andare all'estero. Lo sapete, lui non si sposta mai... Però Jimmy Nicol ci va all'estero!»

Nicol ricevette in seguito circa 40.000 sterline per la sua esperienza con i Beatles. Una cifra per lui enorme, che gli consentì di vivere bene per qualche anno. Dopo però altre brevi e non molto fortunate esperienze musicali con gli Shubdubs, un divorzio e una bancarotta, andò a vivere in Australia, ma da qualche anno, dopo la falsa notizia della sua morte nel 1988, è ritornato a Londra.

Nicol nel 1988 disse che John Lennon, che secondo lui nascondeva la sua sensibilità dietro una maschera di cinismo e che beveva troppo, in quei giorni del 1964 gli rivelò che probabilmente suonava meglio di Ringo. Purtroppo, continuò, «you missed the ship» (hai perso la nave).

Concerti con i Beatlesmodifica | modifica sorgente

Curiositàmodifica | modifica sorgente

Il fumettista Sergio Algozzino ha dedicato un libro a fumetti sulla vicenda di Nicol, dal titolo Dieci Giorni da Beatle, edito da Tunuè.

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente








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