Joe Quesada

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Joe Quesada, nel corso di una conferenza stampa alla Midtown Comics nel 2010.

Joseph "Joe" Quesada (New York, 1º dicembre 1961) è un fumettista e curatore editoriale statunitense ed è stato Editor-in-Chief (supervisore-capo) della Marvel Comics dal 2000 al 2010[1]. È conosciuto anche come Joey Q.

Scrittore e disegnatoremodifica | modifica sorgente

Quesada esordisce come disegnatore nei primi anni novanta alla Valiant Comics, con le serie X-O Manowar e Ninjak. Poco dopo crea insieme con Dennis O'Neil Azrael, per la DC Comics.

Più tardi fondò la sua casa editrice, la Event Comics, e creò Ash, un vigile del fuoco con superpoteri. Dopo la Event stipulò nel 1998 un contratto con la Marvel Comics per realizzare numerosi albi, per i quali fu fondata appositamente l'etichetta Marvel Knights.

Grazie al successo di questa linea Quesada finì per assumere un ruolo più manageriale all'interno della Marvel, divenendo Editor-in-Chief (supervisore capo o direttore editoriale) di tutte le testate dell'editore nel 2000.

Da quando divenne Editor-in-Chief le sue tavole e le sue sceneggiature spesso furono consegnate con grande ritardo, in particolare nei casi di Daredevil: Father e NYX; Quesada addusse le sue accresciute responsabilità di manager come causa dei suoi ritardi, ma è ancora fortemente criticato per la scarsa puntualità.

Editor-in-Chief alla Marvel Comicsmodifica | modifica sorgente

Joe Quesada è diventato famoso come Editor-in-Chief della Marvel Comics. Ha conseguito questa posizione nel 2000, rimpiazzando Bob Harras. In questo ruolo per uno dei due principali editori dell'industria del fumetto mondiale, le sue decisioni sono state e sono molto influenti. È stato sottoposto sia a molti elogi che molte critiche per il suo operato.

Quesada divenne Editor-in-Chief nello stesso periodo in cui Bill Jemas divenne presidente della Marvel, ma quando Jemas fu licenziato Quesada rimase.

A Quesada è riconosciuto il merito di aver riportato in auge la Marvel dopo la bancarotta e la crisi di vendite alla fine degli anni novanta. Restituì alla Casa delle Idee (così viene anche chiamata la Marvel) la posizione di leader del mercato, tagliando drasticamente titoli che non vendevano e rilanciando, con diverse iniziative e l'arruolamento degli autori più prestigiosi, le serie cardine dell'Universo Marvel e progetti innovativi (come l'universo Ultimate). Nel corso degli anni novanta la Marvel invece aveva seguito una politica differente, puntando sulla fama dei suoi principali personaggi, trascurando l'importanza degli autori.

Quesada diresse la crescita della Marvel come marchio dell'industria dell'intrattenimento al di fuori del campo dei fumetti con film come X-Men e Spider-Man. L'orientamento di Quesada fu di provare a convertire la Marvel dall'essere un'impresa dedicata esclusivamente ai fumetti in un'impresa dell'intrattenimento in generale.

Joe Quesada non ama affatto le morti nei fumetti e impose all'inizio del suo mandato una sospensione del recupero dei personaggi morti. Come prima cosa impedì a Chris Claremont di far risorgere immediatamente Psylocke, uccisa nel 2001. Comunque, nel tempo, la sua "moratoria" si fece più morbida e più personaggi risorsero, come la stessa Psylocke nel 2005. In alcune sue dichiarazioni rilasciate sul forum internet The Unreachable Star nell'agosto 2004 ha spiegato che non c'è una vera e propria politica ufficiale di restrizione delle resurrezioni (Dead Means Dead policy, in italiano si può rendere con "Morto Resta Morto"), affermando invece, a proposito del ritorno di Psylocke e Colosso, che le regole per la resurrezione dei personaggi trapassati erano di esaminare le circostanze della morte di ciascuno e che questo tipo di eventi doveva essere richiesto dallo svolgimento delle trame, non essere usato per far salire le vendite. Il tutto deve avere un motivo logico e una spiegazione convincente, essere chiaramente pianificato ed essere sensato perché possa avvenire. Per esempio, nelle parole di Quesada, la morte di Psylocke non è una "morte classica", cioè una di quelle morti irreversibili (cita ad esempio Gwen Stacy, la defunta fidanzata di Peter Parker) secondo la sua linea, ma la sua resurrezione alla fine è stata consentita perché consentiva di approfondire il personaggio, ovvero c'era una ragione narrativa per consentirla. A proposito del ritorno di Colosso[2] invece il pensiero del supervisore capo è questo: Joss Whedon è stato capace di azzeccare spiegazioni logiche con il suo ritorno di Colosso - sacrificatosi anni addietro per fermare il Virus Legacy - riguardo al perché il personaggio dovrebbe essere ancora vivo e alle ragioni alla base di un suo rientro.

Joe Quesada inizialmente ha inoltre posto al bando le note a piè di pagina (rimandi a storie precedenti), sebbene come nel caso delle morti anche questo bando si sia allentato in tempi più recenti. Altra cosa a lui sgradita su cui è intervenuto è la numerazione degli albi. In casi come La rinascita degli eroi infatti la Marvel (sotto la direzione di Bob Harras) aveva fatto ripartire dal numero uno le sue più celebri testate (quelle dedicate ai principali eroi come Uomo Ragno, Fantastici Quattro e Vendicatori), mentre sotto la sua gestione fu ripristinata la numerazione originale. Ciò malgrado sotto di lui ci sono stati alcuni rilanci dal numero uno come New Avengers, che sostituisce la tradizionale testata dedicata al supergruppo.

Joe Quesada è stato tra i principali artefici della creazione di tre "etichette" di successo:

Quesada ha sostenuto di non essere personalmente a favore dei contratti in esclusiva per gli autori in luogo del libero professionismo, sia con la Marvel sia con la DC, sebbene capisca che è il modo in cui funziona il mercato nel periodo in cui egli si trova ad operare.

Durante la gestione di Quesada la Marvel si è mossa nell'aggressivo mercato dei trade paperback, la qual cosa è stata criticata da alcuni perché avrebbe danneggiato il commercio degli albi tradizionali.[3] D'altro canto, questo permette ai nuovi lettori di recuperare velocemente e facilmente una storia completa e avvicinarsi a una serie favorendone l'acquisto e le vendite. La Marvel ha inoltre precorso i tempi nella pubblicazione di raccolte giganti (volumi di tre, quattro o più centinaia di pagine) con copertina cartonata, elogiate per la qualità editoriale e i contenuti.

Seguendo la tradizione della rubrica di Stan Lee Stan's Soapbox, Joe Quesada scriveva un redazionale mensile, che appare nella maggior parte dei fumetti pubblicati dalla Marvel Comics, intitolato Cup o' Joe in cui illustra e spiega le novità e le scelte editoriali.

All'inizio del 2011 Quesada ha ricevuto l'incarico dalla Marvel di occuparsi maggiormente della parte relativa alla produzione di film, serie TV, merchandising e simili in qualità di Chief Creative Officer; è stato sostituito da Axel Alonso come Editor-in-Chief.[1]

Operemodifica | modifica sorgente

Disegnatoremodifica | modifica sorgente

  • Batman: La spada di Azrael, DC Comics, 1992.
  • X-Factor nn.87-92; Annual n.7, Marvel Comics, 1992-1993.
  • X-Force nn.12-15, Marvel Comics, 1995.
  • Daredevil (Vol.2[4]) nn. 1-11, 13-14, 50 (con altri disegnatori), Marvel Comics, 1998-2003.

Sceneggiatoremodifica | modifica sorgente

  • Painkiller Jane n.0, Event Comics, 1999.
  • NYX, Marvel Comics, 2005.
  • Iron Man (Vol.3[4]), Marvel Comics, 2000.
  • Daredevil (Vol.2[4]) nn. 12, Marvel Comics, 2000.
  • Painkiller Jane n.1, Dynamite, 2006.

Autore completo (testi e disegni)modifica | modifica sorgente

  • Ash, Event Comics, 1994-97.
  • Daredevil: Father, Marvel Comics, 2006.
  • Soltanto un altro giorno (One More Day), Marvel Comics, 2008.

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ a b (EN) Marvel Entertainment Promotes Axel Alonso to Editor-in-Chief, Marvel.com, 4 gennaio 2011. URL consultato il 6 gennaio 2011.
  2. ^ Astonishing X-Men n. 4, ottobre 2004; prima ed. it. in X-Men Deluxe n. 124, Panini Comics, agosto 2005.
  3. ^ Albi spillati di 32 pagine, di cui 20/22 di fumetti.
  4. ^ a b c Il termine volume è usato in lingua inglese, in questo contesto, per indicare le serie, pertanto Vol. 1 sta per prima serie, Vol. 2 per seconda serie e così via.

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Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

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