Johannes Burckardt

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Johannes Burckardt
vescovo della Chiesa cattolica
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Incarichi ricoperti Vescovo di Civita Castellana
Vescovo di Orte
Deceduto 1506

Johannes Burckardt, in italiano Giovanni Burcardo, in latino Johannes Burchardus (Niederhaslach, fra il 1445 e il 1450Roma, 16 maggio 1506), è stato un vescovo cattolico tedesco, protonotario pontificio e maestro di cerimonie noto col nome italianizzato di Burcardo. Viene ricordato soprattutto per il suo Liber notarum, che costituisce un'importante fonte storica sulla vita alla corte dei papi del Rinascimento.

Biografiamodifica | modifica sorgente

Di umili origini, ebbe un'istruzione di base e i primi rudimenti di liturgia alla collegiata di San Fiorenzo del suo paese natale. Nel 1467 ottiene il primo incarico come scrivano alle dipendenze di Johannes Wegerauff, canonico di San Tommaso e vicario generale a Strasburgo. Approfittando della sua posizione, quello stesso anno falsifica dei documenti e commette alcuni furti, ed è costretto a lasciare l'incarico [1].

Nel 1467 il Burcardo partì quindi per Roma, dove cominciò una rapida carriera. Nel 1471 ottenne da Paolo II l'aspettativa della cappellania perpetua dell'altare di Sant'Eligio a Strasburgo, che gli garantiva quattro scudi di rendita. In un documento del 1472 il Burcardo è citato fra i commensali e dipendenti del cardinale Marco Barbo a Palazzo Venezia. Nel 1472 Sisto IV della Rovere gli concesse altri due canonicati in Alsazia, nel capitolo di San Tommaso a Strasburgo e nel capitolo di San Fiorenzo ad Haslach.

Nel 1473 il Burcardo era al servizio di un altro cardinale, Giovanni Arcimboldi, che con la sua influenza gli fece ottenere il titolo di familiare e commensale continuo del pontefice.

Nel 1475 passò alle dipendenze del vescovo di Pesaro Tommaso Vincenzi, tesoriere generale pontificio. Approfittando del Giubileo, il Burcardo confessò ed ottenne il perdono dei peccati di falso e di furto che intralciavano lo sviluppo della sua carriera. Da quel momento la sua ascesa fu sempre più rapida.

Nel 1478 fu nominato cappellano pontificio e abbreviatore delle lettere apostoliche. Nel 1481 divenne protonotario apostolico e chierico pontificio. Nel 1484 successe al senese Agostino Patrizi Piccolomini nella carica di cerimoniere della cappella pontificia.

Con la collaborazione dello stesso Agostino Patrizi Piccolomini e di Giacomo de Luciis di Sutri [2] fu autore di una nuova edizione del Liber Pontificalis (Pontificale romano), pubblicato a Roma nel 1485 [3]. Nel 1488 ebbe la carica di maestro del registro delle suppliche. Nel 1489 fu accolto nella confraternita tedesca di Santa Maria dell'Anima di cui ben presto divenne provveditore. Nel 1494 ebbe l'incarico di organizzare le cerimonie per l'incoronazione di Alfonso II di Napoli e per il matrimonio di Goffredo Borgia con Sancha d'Aragona.

Fra il 1491 e il 1500 fece costruire la sua residenza romana su un terreno nel rione Sant'Eustachio, preso in affitto dal monastero di Farfa. Ne nacque una controversia con la potente famiglia dei Cesarini che rivendicava la proprietà di parte del terreno. Il papa Alessandro VI chiamò l'arcivescovo di Ragusa a dirimere la controversia, e questi sentenziò che i Cesarini sarebbero entrati in possesso del palazzo del Burcardo solo dopo la morte di questi.

Nel 1503, a pochi giorni dalla sua salita al soglio pontificio, Giulio II nominò il Burcardo vescovo di Orte e Civita Castellana.

Ammalatosi di gotta nel 1505, Johannes Burckard morì il 16 maggio 1506. La cerimonia funebre fu ufficiata nella chiesa di Santa Maria del Popolo, dove il Burcardo fu sepolto nella cappella del vescovo Giovanni Vera.

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Le vicende furono raccontate da Paride de Grassi (1470-1527), dapprima rivale, poi collaboratore e quindi successore del Burcardo nella carica di cerimoniere pontificio. I suoi giudizi sono molto severi ed hanno contribuito alla cattiva fama del Burcardo.
  2. ^ Giacomo de Luciis di Sutri (Sutri ? - Caiazzo 1494 o il 5 dicembre 1506), dottore in diritto canonico e civile, viene riportato da alcuni studiosi come il Tiraboschi con il nome di Jacopo Lucio, da altri come Jacopo o Giacomo Luzi (in latino Jacobus de Luciis, Jacobus de Lutiis, Jacobus de Luziis). Fu nominato vescovo di Caiazzo il 16 giugno 1480. La data della nomina vescovile è riportata nell'edizione curata da Enrico Celani del Liber Notarum (Cfr. a cura di Enrico Celani, Johann Burchard, Liber notarum, ab anno MCCCCLXXXIII usque ad annum MDVI, Tipi della Casa editrice S. Lapi, Città di Castello 1913, Volume 1, pag. 443). Le fonti riportano invece due date distanti per la morte: il 1494 e il 5 dicembre 1506 (Cfr. Aa.Vv., La diocesi di Caiazzo: storia in età tardo medievale e moderna, arte,. Cronotassi vescovile e bibliografia di riferimento PDF)
  3. ^ Girolamo Tiraboschi, Storia della letteratura italiana, Tomo VI Parte I, Libro II, Firenze 1807, p. 323

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

Operemodifica | modifica sorgente

  • Liber Pontificalis (Pontificale romano), con Agostino Patrizi Piccolomini e Jacopo Lucio, 1485
  • Caeremoniale Romanum, con Agostino Patrizi Piccolomini, 1488
  • Ordo servandus per sacerdotem in celebratione missae, scritto nel 1495 e pubblicato a Roma nel 1502
  • Liber notarum ab anno MCCCCLXXXIII usque ad annum MDVI, a cura di Enrico Celani. In Rerum italicarum scriptores, 2d ed., vol. 32, pt. 1. Città di Castello, 1906
  • Diarium sive Rerum Urbanarum Commentarii (1483 - 1506), texte latin publié intégralement pour la première fois d'après les manuscrits de Paris, de Rome et de Florence avec introduction, notes, appendices, tables et index par L. Thuasne, Paris, Ernest leroux, 1885.

Fontimodifica | modifica sorgente

  • Tobias Daniels. 'Der päpstliche Zeremonienmeister Johannes Burckard, Jakob Wimpfeling und das Pasquill im deutschen Humanismus', in 'Deutsches Archiv für die Erforschung des Mittelalters' 69,1, 2013, pp. 127-140
  • Domenico Gnoli. La torre argentina in Roma, in Nuova Antologia, maggio-giugno 1908, pp. 496 e segg.
  • J. Lesellier. Les méfaits du cérémonier Jean Burckard, in Mélanges d'archéologie et d'histoire, XLIV, 1927, pp. 11–31
  • I. Walter. Burckard Johannes, in Dizionario biografico degli italiani, pp. 405–408
  • L. Oliger, Der päpstliche Zeremonienmeister Johannes Burckard von Straβburg, in Archiv für elsäβiche Kirchengeschichte, 9 (1934), pp. 199–232.
  • L. Jannattoni. Johannes Burckardt, prelato tedesco nella Roma dei Borgia, in La biblioteca e la raccolta teatrale del Burcardo, Roma, 1988
  • Andrea Zanella. Vita di un vescovo: Johannes Burckardt a Roma, in Il palazzo del Burcardo. Testimonianze di un restauro. Roma, SIAE, 1998. p. 21-27

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente








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