John Carew

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John Carew
John Carew close.jpg
Dati biografici
Nome John Alieu Carew
Nazionalità Norvegia Norvegia
Altezza 193[1] cm
Peso 88[1] kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Attaccante
Ritirato 2013
Carriera
Giovanili
1995-1997 Lorenskog Lørenskog
Squadre di club1
1997-1999 Valerenga Vålerenga 33 (14)
1999-2000 Rosenborg Rosenborg 18 (18)
2000-2003 Valencia Valencia 84 (20)
2003-2004 Roma Roma 20 (6)
2004-2005 Besiktas Beşiktaş 24 (13)
2005-2007 O. Lione O. Lione 35 (10)
2007-2011 Aston Villa Aston Villa 113 (37)
2011 Stoke City Stoke City 10 (1)
2011-2012 West Ham West Ham 19 (2)
Nazionale
1995
1996
1996-1997
1997
1997-2000
1998-2011
Norvegia Norvegia U-15
Norvegia Norvegia U-16
Norvegia Norvegia U-17
Norvegia Norvegia U-18
Norvegia Norvegia U-21
Norvegia Norvegia
7 (5)
2 (2)
3 (1)
5 (5)
24 (8)
91 (24)
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 1º luglio 2012

John Alieu Carew (inglese: /dʒɒn kəˈru/; norvegese /jon ˈkɑrəv/), (Lørenskog, 5 settembre 1979) è un ex calciatore norvegese, di ruolo attaccante.

Suo padre è originario del Gambia, oltre che ex portiere della Nazionale,[2] mentre la madre è norvegese.

Soprannominato Lille-John, la Jirafa e Gulliver,[3][4][5] ha vinto per tre volte il Kniksenprisen, il titolo di calciatore norvegese dell'anno. Il 2 gennaio 2013, l'International Federation of Football History & Statistics (IFFHS) lo ha collocato al 106º posto nella classifica degli attaccanti più prolifici del XXI secolo, esaminando le marcature in campo internazionale.[6]

Biografiamodifica | modifica sorgente

Carew nacque e crebbe in Norvegia, figlio del gambiano Ousinou Alieu e della norvegese Josunn.[7] Ha una sorella minore, di nome Elisabeth, che è una musicista.[8]

Durante la stagione 2004-2005, Carew fu al centro dell'attenzione dei media per una causa di paternità: inizialmente, infatti, rifiutò di riconoscere un figlio nato da una sua precedente relazione con una donna norvegese, di nome Susan Namaddu, prima di cambiare idea al momento del test del DNA, che dimostrò che il bambino, chiamato Tyrese, era effettivamente suo figlio.[9][10] Al termine della stagione, quindi, decise di avvicinarsi geograficamente al bambino per poterlo conoscere meglio e chiese la cessione ai dirigenti del Beşiktaş.

Secondo alcuni periodici inglesi, ha avuto una relazione con la cantante inglese Alesha Dixon, come riportato dal Sun.[11] I due però, dopo circa tre mesi di frequentazione, si sono lasciati.[12] Come riportato dallo stesso giornale, nel mese di settembre 2009 Carew è stato visto in compagnia di Lauren Budd, ex-fidanzata dell'attore David Walliams.[13]

È stato inserito nella classifica degli uomini norvegesi più eleganti, precisamente al terzo posto[14] e al quarto posto tra gli uomini più sexy, sempre nei confini nazionali.[15] È considerato un calciatore metrosessuale e, secondo quanto riportato da una fonte anonima al tabloid The Sun, ha preso il posto di Cristiano Ronaldo come calciatore più attento al look nella Premier League.[16]

Ha investito parte dei suoi guadagni in dieci appartamenti situati ad Oslo, oltre ad altri edifici in diversi paesi.[17] È anche proprietario di una Dodge Challenger.[17] Nel 2010, è risultato essere lo sportivo norvegese più pagato, grazie ad uno stipendio annuo di 35.000.000 di corone.[17]

Il 14 novembre 2010, ha rivelato davanti ad un giudice di essere stato truffato da un uomo di nome Richard Esprit per una cifra di circa 200.000 sterline, che sarebbero servite ad acquistare una Porsche Cayenne Gemballa, mai ricevuta dal norvegese.[18] Esprit fu arrestato il 28 gennaio 2011 e condannato a 40 mesi di carcere.[19]

Carew è noto per essere religioso e per aver spesso fatto delle opere di carità.[20] Inoltre è un sostenitore di movimenti come Soccer Against Crime, MOT e Ungdom mot Vold[21] e nel periodo di militanza all'Aston Villa si è reso protagonista di diverse visite ai bambini degli ospedali di Birmingham e dintorni, sostenendo anche economicamente le campagne della sua squadra in loro favore, attraverso Acorns Children's Hospice.[22] Il 24 maggio 2011 fu resa nota la sua donazione di 200.000 corone alla Cattedrale di Oslo, per far sì che restasse aperta anche nei mesi estivi.[23]

Nel mese di maggio 2012, Carew ha dichiarato bancarotta, a causa di un mancato pagamento di tasse al governo francese.[24][25] Il suo agente, Per Arne Flod, ha dichiarato che il tutto fu soltanto frutto di un'incomprensione, poiché il governo ha continuato a mandare la relativa documentazione alla residenza francese del calciatore, dove non abitava più da tempo, piuttosto che a quella inglese.[25] Flod ha precisato così che Carew non si stava rifiutando di pagare, ma che è stato proprio il governo francese a considerare il norvegese come insolvente, spingendo per una dichiarazione di bancarotta a sua insaputa.[25] Il procuratore sportivo ha aggiunto che il centravanti avrebbe pagato quanto dovuto, poiché non si trovava in alcun modo in una situazione di ristrettezza economica.[25] Nel mese di luglio, Flod ha annunciato il ritiro dell'istanza di fallimento, da parte delle autorità competenti.[26]

Appassionato di pittura e d'arte in generale, fu oggetto di un'opera d'avanguardia realizzata da Roderick Buchanan, agli inizi degli anni 2000.[27]

A luglio 2013, ha firmato un contratto di sponsorizzazione con la società di scommesse ComeOn! e ha partecipato alle World Series of Poker 2013.[28][29] Il 20 novembre 2013, fu reso noto che sarebbe stato un inviato dal Brasile per il campionato del mondo 2014, lavorando per l'emittente televisiva norvegese TV2.[30]

Caratteristiche tecnichemodifica | modifica sorgente

È un calciatore molto forte fisicamente, con una buona tecnica di base e con una velocità notevole per un giocatore della sua stazza.[31] A proposito della sua rapidità, ha spesso dichiarato di dover ringraziare l'atleta John Ertzgaard, che lo ha aiutato a migliorare nello sprint.[32] Fu definito da Gérard Houllier "un giocatore di livello internazionale: abile tecnicamente, potente, rapido".[33] Elegante e generoso,[34] rendendosi spesso utile per la propria squadra, che ha sfruttato le sue doti di colpitore di testa per le sponde.

Carrieramodifica | modifica sorgente

Clubmodifica | modifica sorgente

Lørenskogmodifica | modifica sorgente

Carew, nelle interviste, ricorda sempre il Lørenskog come sua prima squadra.[32] Vi arrivò in giovanissima età e se ne andò a sedici anni.[32] In questi anni, divenne noto in patria per essere uno dei giovani più promettenti del panorama calcistico nazionale.[35] Nel 1993, vinse un torneo giovanile nazionale con questa squadra.[36]

Vålerengamodifica | modifica sorgente

John Carew ai tempi del Vålerenga.

John Carew giocò la sua prima stagione da professionista al Vålerenga, nel 1997. In questa annata, la squadra fu iscritta alla 1. divisjon, seconda divisione del campionato norvegese. Il Vålerenga si classificò primo, ottenendo così la promozione.[37] Contemporaneamente, la squadra si aggiudicò anche la Coppa di Norvegia, che le garantì l'accesso all'edizione successiva della Coppa delle Coppe.[38] Il debutto in campionato arrivò il 14 luglio 1997, quando sostituì Kjell Roar Kaasa nella partita contro il Sarpsborg.[39] Il 6 agosto dello stesso anno, segnò la rete del definitivo 3-2 ai danni del Sogndal nei quarti di finale dell'edizione stagionale della coppa nazionale.[40] Il 31 agosto realizzò le sue prime reti ufficiali in campionato per il Vålerenga, siglando una doppietta ai danni dello Hødd.[41] Il 14 settembre contribuì alla vittoria per 0-6 sull'Eik-Tønsberg, segnando la rete del momentaneo 0-1.[42] Il suo campionato si concluse a quota 5 reti, grazie alla doppietta contro il Runar in data 19 settembre.[43] Cinque giorni dopo, realizzò una tripletta ai danni del Viking nella semifinale di andata della Coppa di Norvegia; nell'incontro di ritorno, andò nuovamente a segno e contribuì a consentire al Vålerenga di giocarsi il trofeo nella finale contro lo Strømsgodset.[44][45] In questa partita, fu schierato titolare dall'allenatore Vidar Davidsen e fornì l'assist per la rete del vantaggio di Kaasa, dopo quattro minuti di gioco: la sfida si concluse con una vittoria per 4-2.[46]

Il doppio successo permise al Vålerenga di essere promosso nell'Eliteserien e di giocarsi la Coppa delle Coppe 1998-1999. La prima rete di Carew nella massima divisione norvegese arrivò ai danni dello Strømsgodset, in una partita terminata 1-1 e giocata il 13 luglio 1998.[47] Il 2 agosto siglò una rete contro il Lillestrøm, nella sconfitta del Vålerenga per 1-5.[48] Il 17 settembre esordì nelle competizioni europee della UEFA, nel pareggio in trasferta per 2-2 contro il Rapid Bucarest: fu proprio Carew il marcatore di entrambe le segnature.[49] Segnò le ultime due reti in campionato per la stagione 1998 ancora contro lo Strømsgodset, in un match giocato il 25 ottobre.[50] Contemporaneamente proseguì la stagione nella Coppa delle Coppe, con il sorteggio che accoppiò il Vålerenga al Beşiktaş: Carew fu l'autore del gol del definitivo 3-3 della partita di ritorno, che qualificò il club norvegese al turno successivo della competizione in virtù del successo per 1-0 nel match d'andata.[51] Nei quarti di finale, fu il Chelsea a terminare l'avventura europea del Vålerenga: l'andata si disputò a Stamford Bridge e si concluse 3-0 in favore dei Blues; la squadra inglese si impose anche nel ritorno, con il punteggio di 2-3 (con Carew che segnò la seconda rete per la formazione di casa).[52]

Iniziò anche la stagione 1999 con la maglia del Vålerenga e la prima rete arrivò alla terza giornata di campionato, nel successo in trasferta per 0-3 sullo Strømsgodset.[53] Il 24 maggio segnò la rete del momentaneo pareggio per 1-1 contro lo Stabæk, ma il club di Bærum si impose poi per 1-3.[54] Realizzò due reti nelle successive due gare, contro l'Odd Grenland e il Lillestrøm, contribuendo ad altrettanti successi per la sua squadra.[55][56] L'11 luglio, ha realizzato l'ultima rete per il Vålerenga, ai danni dello Skeid: il gol fu quello del 2-1, poi pareggiato da André Schei Lindbæk.[57]

Rosenborgmodifica | modifica sorgente

Nell'estate 1999, Carew passò dal Vålerenga al Rosenborg in cambio di 23.000.000 di corone norvegesi.[58] Il Rosenborg lo ingaggiò con l'intento di sostituire Sigurd Rushfeldt, ceduto al Racing Santander.[58] Esordì con la nuova squadra il 22 agosto, siglando una doppietta ai danni dello Strømsgodset e permettendo al Rosenborg di imporsi per 1-3.[59] Il 3 settembre, venne elogiato da Gianluca Vialli, che pronosticò per lui un importante futuro nel panorama calcistico mondiale.[32] Il 14 settembre debuttò nella massima competizione continentale per club: giocò infatti nel successo per 0-3 del club norvegese in casa del Boavista nella Champions League 1999-2000.[60] Il 19 settembre, durante la vittoria esterna per 1-7 del Rosenborg sullo Skeid, Carew segnò una quaterna.[61] Nel turno di campionato successivo, siglò una doppietta al Viking, realizzando così 6 reti in 2 gare.[62] Tra queste due sfide si disputarono la seconda e la terza giornata del girone di Champions League, con il Rosenborg che ospitò prima il Feyenoord: Carew pareggiò i due vantaggi della squadra olandese ad opera di Jon Dahl Tomasson e Bonaventure Kalou, permettendo al suo club di ottenere un punto da questa sfida.[63] Nel turno seguente, fu il Borussia Dortmund a giocare al Lerkendal Stadion di Trondheim: Carew segnò nuovamente, fissando il punteggio sul definitivo 2-2 e mise ripetutamente in difficoltà il centrale tedesco Jürgen Kohler.[64][65] L'ultima rete del campionato 1999 arrivò contro l'Odd Grenland, nella sconfitta casalinga del Rosenborg per cinque a tre, in data 24 ottobre.[66] La sconfitta in quest'ultima giornata fu ininfluente: il Rosenborg si aggiudicò infatti la vittoria in campionato con due giornate d'anticipo e Carew poté festeggiare la seconda medaglia della sua carriera.[67] Contemporaneamente a questo successo, la squadra arrivò a contendersi con il Brann la coppa nazionale: la finale terminò con un altro successo per il Rosenborg, grazie ad una vittoria per 2-0: Carew giocò titolare ma non andò a segno.[68] Nel frattempo proseguì l'avventura europea di Carew e del suo Rosenborg, che si qualificò alla seconda fase a gironi della Champions League: il 7 dicembre il centravanti andò a segno allo stadio Santiago Bernabéu contro il Real Madrid, ma le merengues si imposero per 3-1.[69] Il 14 marzo 2000, segnò l'ultima rete in questa edizione della Champions League, ai danni del Bayern Monaco: i bavaresi vinsero poi l'incontro per 2-1.[70]

Iniziò il campionato 2000 ancora con la maglia del Rosenborg: realizzò una doppietta contro il Brann il 16 aprile.[71] Tre giorni dopo arrivò un'altra doppietta, stavolta contro il Lillestrøm.[72] Fu decisivo anche il 3 maggio, quando segnò il gol della vittoria per 0-1 in trasferta sul campo del Viking, partita in cui fu vittima di cori razzisti da parte della tifoseria di casa.[73] Il 16 maggio 2000 firmò l'ultimo gol con la maglia del Rosenborg contro il Tromsø.[74] Infatti, diversi club europei si avvicinarono a Carew, approfittando del desiderio del calciatore di viaggiare e di lasciare la Norvegia.[58]

Valenciamodifica | modifica sorgente

Il Valencia riuscì ad aggiudicarsene le prestazioni durante la sessione di mercato estiva, con un investimento di circa 8.000.000 di euro.[27] Arrivò con l'obiettivo di sostituire Claudio López.[27] Debuttò in campionato nella partita contro il Real Madrid, disputata il 9 settembre 2000 e vinta dalle merengues per 2-1: il norvegese sostituì Juan Sánchez negli ultimi minuti dell'incontro.[75] La prima rete arrivò, invece, il 1º ottobre, nella vittoria per 5-1 del Valencia sul Las Palmas, in quello che fu il suo esordio da titolare.[76] Il 29 ottobre siglò la rete della vittoria ai danni dell'Osasuna, quando nei minuti finali del match trasformò in gol una palla vagante dentro l'area avversaria.[77] Il 21 novembre segnò la prima rete in Champions League con la maglia della squadra spagnola: fu infatti sua la marcatura valida per il vantaggio contro lo Sturm Graz, arrivata sugli sviluppi di un calcio d'angolo battuto da Gaizka Mendieta.[78] Il 7 gennaio 2001 una sua rete permise al Valencia di imporsi 1-0 sul Racing Santander: approfittò infatti di un intervento non impeccabile del portiere avversario Erwin Lemmens per segnare la marcatura decisiva per la vittoria finale.[79] Il 25 febbraio 2001, siglò una tripletta, al Mestalla, contro il Villarreal, nel successo per 3-1 dei padroni di casa sul Submarino Amarillo.[80] Nella cavalcata in Champions League, intanto, Carew segnò un'altra rete ai danni dello Sturm Graz in data 7 marzo, nella vittoria del Valencia in casa degli austriaci per 0-5.[81] Il 17 aprile segnò la rete che sancì il passaggio alla semifinale della competizione da parte del suo club: dopo la sconfitta per 2-1 del Valencia a Highbury contro l'Arsenal, infatti, siglò la rete che consentì la vittoria per 1-0 al Mestalla, permettendo alla sua squadra di superare il turno in virtù delle reti segnate in trasferta. Uno scambio sulla fascia tra Gaizka Mendieta e Jocelyn Angloma permise al francese di andare al cross e Carew poté battere con un colpo di testa il portiere dei Gunners David Seaman.[82][83] Il Valencia arrivò fino alla finale della Champions League, contendendo il trofeo al Bayern Monaco: Carew giocò la partita da titolare. Il pareggio nei tempi regolamentari portò prima ai supplementari e successivamente ai calci di rigore, con il norvegese che segnò il secondo penalty per la sua squadra. I tedeschi vinsero però la coppa con il punteggio di 5-4.[84] Dal punto di vista individuale, la stagione del norvegese fu irregolare, ma soddisfacente.[27]

Il campionato 2001-2002 cominciò il 25 agosto, quando fu schierato titolare nella partita contro il Real Madrid e fu poi sostituito nel secondo tempo da Salva Ballesta.[85] Dopo quasi un mese di assenza, tornò in campo sostituendo Mista contro il Černomorec, gara che segnò il debutto del centravanti in Coppa UEFA.[86] Venne schierato titolare anche nella partita di Coppa del Re del 10 ottobre contro il Novelda: la partita balzò agli onori delle cronache internazionali perché il tecnico del Valencia Rafael Benítez schierò quattro calciatori extracomunitari, quando il limite massimo era fissato a tre; questo errore causò la sconfitta a tavolino per Carew e compagni, nonostante la vittoria sul campo per 0-1.[87][88] Complessivamente, per Carew fu una stagione segnata da alcuni infortuni, tra cui quello al ginocchio che gli impedì il passaggio al Fulham nel gennaio del 2002 per 12.000.000 di euro.[31] I Cottagers, infatti, si tirarono indietro all'ultimo momento, facendo saltare il trasferimento del calciatore proprio a causa di questi problemi fisici: il Valencia denunciò così il club inglese alla FIFA, che diede ragione alla società spagnola e condannò il Fulham a versare un risarcimento di 650.000 euro per i danni.[89] Alla fine della stagione giocò 15 partite di campionato e mise a segno una singola rete, nella vittoria per 1-2 in casa del Deportivo Alavés.[90] La stagione, a livello personale, fu negativa, ma al contempo fu positiva per il Valencia che vinse il campionato.[27] Per questa stagione, per l'unica volta in carriera, fece scrivere sulla maglia il suo patronimico, Alieu.[27]

Il successo in campionato permise al club di contendere al Deportivo la Supercoppa di Spagna, vinta poi da quest'ultima formazione, nell'estate del 2002: Carew giocò soltanto il match d'andata (che il Depor si aggiudicò per 3-0), subentrando al posto di Francisco Rufete.[91][92] Fu schierato titolare alla prima giornata contro il Mallorca, in data 1º settembre. Nel turno seguente realizzò una doppietta contro il Recreativo Huelva, nei minuti finali.[93] Contribuì anche al successo nella partita di Champions League contro il Basilea con una doppietta, dove gli spagnoli si imposero per 6-2 sugli svizzeri.[94] Siglò altre due marcature al Villarreal, il 14 dicembre 2002.[95] Il 18 gennaio 2003 contribuì al successo al Camp Nou sul Barcelona, andando in gol per la rete del momentaneo 0-2 (la partita si concluse poi con il punteggio di 2-4).[96] Esattamente un mese dopo, fu protagonista del successo in Europa contro la Roma, realizzando la rete dello 0-1 finale allo stadio Olimpico: un suo cross fuori misura, infatti, superò un colpevole Ivan Pelizzoli.[97] Il 2 marzo 2003, segnò quello che diventò poi il suo ultimo gol nella Liga con la maglia del Valencia: fu lui infatti a portare in vantaggio la sua squadra in casa del Celta Vigo, sebbene il risultato sia stato poi portato sul punteggio di 1-1 da Edu.[98] Il 19 marzo siglò una doppietta all'Arsenal al Mestalla, permettendo al Valencia di imporsi per 2-1 sulla formazione londinese: la prima rete la realizzò sfruttando un assist di Pablo Aimar e batté Stuart Taylor con un rasoterra dal limite dell'area; la seconda marcatura arrivò con un colpo di testa, dopo un cross dalla fascia sinistra di Vicente.[31][99] Il 15 giugno giocò l'ultima partita della sua carriera per il Valencia, nella sfida casalinga contro il Barcelona, senza andare a segno.[100] Nel successivo mercato estivo, a causa dei problemi con Rafael Benítez e delle difficoltà sul piano economico del Valencia, venne messo sul mercato.[101][102] L'ultima stagione del norvegese al Valencia fu positiva: partito da calciatore appena sopportato (strascichi della vicenda Fulham), diventò prima un'alternativa in attacco e successivamente fu titolare inamovibile.[27]

Romamodifica | modifica sorgente

Proprio negli ultimi giorni di mercato, precisamente il 30 agosto 2003, Carew fu acquistato dalla Roma, in prestito con diritto di riscatto in favore dei giallorossi.[103] Scelse la maglia numero 23.[104] Il norvegese arrivò dopo la presentazione ufficiale della squadra allo Stadio Olimpico, perciò fece il suo esordio direttamente nella seconda partita di campionato, contro il Brescia. Al suo debutto in Serie A, segnò su rigore il gol del 5-0 ai danni dei lombardi: entrò in campo in sostituzione di Vincenzo Montella a circa metà del secondo tempo.[105] Il 24 settembre, realizzò una rete nel successo per 4-0 sul Vardar.[106] Il conduttore radiofonico Riccardo "Galopeira" Angelini, gli dedicò una canzone che parla delle imprese sportive del calciatore norvegese con la maglia della Roma, dal titolo "John Carew".[107]

Lasciò un buon ricordo di sé agli altri membri dello spogliatoio, grazie alla sua allegria e all'impegno che mise nelle partite in cui fu impiegato.[108][109] Il suo secondo gol in campionato arrivò contro la Reggina; per esultare, colpì con un calcio un bidone pieno d'acqua posto sulla pista d'atletica dell'Olimpico, rovesciandolo.[110] Segnò poi contro il Lecce e, per festeggiare, prese in braccio un raccattapalle della Roma, gesto che lo fece entrare definitivamente nelle grazie della Curva Sud.[111][112] Il 14 gennaio 2004 fu l'autore del gol del momentaneo 1-1 in casa del Milan, sebbene poi Massimo Ambrosini abbia deciso l'esito dell'incontro con una rete nei minuti di recupero.[113] Il 18 gennaio segnò di testa la rete del pareggio contro la Sampdoria, nella sfida vinta dai capitolini per 3-1, nonostante il vantaggio blucerchiato di Fabio Bazzani.[114] Dopo diversi mesi di prestazioni in calo e di rare presenze in campo, tornò al gol il 10 aprile 2004, nella vittoria contro il Chievo per 3-1.[115] Il 25 aprile realizzò, appena entrato in campo, l'ultima rete con la maglia della Roma, ai danni dell'Empoli.[116] Pochi minuti dopo, però, venne espulso insieme a Jorge Vargas per reciproche scorrettezze.[116] Il 15 maggio 2004 rimase vittima di un maxi-tamponamento lungo via di Trigoria, strada che porta al campo di allenamento della Roma.[117] L'urto provocò seri danni alla sua Ferrari 575M Maranello e gli causò un colpo di frusta cervicale che lo costrinse a saltare la trasferta a Marassi, dove era in programma la sfida tra la Roma e la Sampdoria. Questo incidente fece concludere anticipatamente la sua avventura in Italia: il suo risultato finale fu di 20 partite giocate, con 6 gol all'attivo.

Beşiktaşmodifica | modifica sorgente

Rientrato al Valencia, fu poi ceduto a titolo definitivo ai turchi del Beşiktaş.[118] Carew fu ingaggiato in cambio di 3.500.000 euro e firmò un contratto dalla durata triennale (con opzione per il quarto anno) da un 1.600.000 euro a stagione.[119] L'acquisto del norvegese fu accolto con soddisfazione dal tecnico del club turco Vicente del Bosque, poiché il suo arrivo contribuì a dare nuova potenza all'attacco.[119][120] Debuttò in campionato contro il Malatyaspor, il 7 agosto 2004, giocando in attacco assieme a Daniel Pancu ed Ahmed Hassan.[121] La prima rete arrivò il 29 agosto, quando realizzò una doppietta al Gaziantepspor, sebbene la sua squadra uscì sconfitta dall'incontro per 3-4.[122] Siglò poi una doppietta ai danni del Sakaryaspor, nel match vinto dal Beşiktaş per 1-4.[123] Il 30 ottobre fu titolare nella partita tra Beşiktaş e Fenerbahçe, siglando la marcatura del momentaneo 1-0 (partita conclusasi poi con una vittoria per 2-1).[124] A queste reti va aggiunta la marcatura ai danni dell'Athletic Bilbao durante la Coppa UEFA 2004-2005, nella vittoria dei turchi per 3-1, datata 4 novembre.[125] L'8 aprile 2005 realizzò un'altra doppietta, contro l'Ankaragücü, in un'altra vittoria per 4-1;[126] esattamente una settimana dopo segnò nel successo in trasferta per 3-4 del Beşiktaş sul Fenerbahçe.[127] L'ultimo gol con la maglia del Beşiktaş arrivò l'8 maggio, nella vittoria per 2-0 sul Samsunspor.[128] In questa annata, inoltre, venne insignito del Kniksenprisen, riconoscimento assegnato al miglior calciatore norvegese dell'anno.[129] La stagione del Beşiktaş, comunque, non fu considerata positiva[120] e secondo una parte dei tifosi, Carew non contribuì adeguatamente in termini di realizzazioni.[9]

Il 2 maggio 2005 partecipò alla partita per l'addio al calcio di Lucas Radebe, organizzata all'Elland Road di Leeds.[130] L'incontro fu disputato tra Leeds United XI e International XI: Carew giocò per i secondi e realizzò il gol del momentaneo 1-2 in favore della sua squadra, con il match che si concluse poi con una vittoria per 3-7.[131]

Olympique Lyonnaismodifica | modifica sorgente

« Carew ha dimostrato quanto questo premio sia odioso. »
(Gérard Houllier, in riferimento al Pallone d'Oro vinto da Fabio Cannavaro, una settimana dopo la sfida tra Lione e Real Madrid.[132])
John Carew, accanto ai calciatori Dacourt e Donati, in una serata di beneficenza a Lione.

Il 27 giugno 2005 l'Olympique Lyonnais ufficializzò l'ingaggio del norvegese, ottenuto versando 5.000.000 di euro nelle casse del Beşiktaş.[133] Esordì ufficialmente con la nuova squadra il 27 luglio dello stesso anno, debuttando nella Supercoppa di Francia che si disputò tra l'Auxerre e la sua squadra: fu il Lione ad imporsi per 1-4 e Carew realizzò una tripletta, prima di essere sostituito da Nilmar.[134] Il 31 luglio giocò la prima partita nella Ligue 1, venendo schierato titolare nel successo per 1-2 in casa del Le Mans: Carew riportò in vantaggio l'Olympique Lyonnais dopo il momentaneo pareggio di Túlio de Melo, decidendo così l'incontro.[135] Si ripeté anche alla seconda giornata di campionato, segnando la rete del definitivo 1-0 sullo Strasburgo.[136] Il suo score arrivò poi a 3 gol in altrettante giornate dopo la realizzazione ai danni dell'Olympique Marsiglia.[137] Nel frattempo, Carew e la sua squadra parteciparono alla Champions League 2005-2006: il 13 settembre realizzò la rete del vantaggio nel successo per 3-0 sul Real Madrid, battendo Iker Casillas con un preciso colpo di testa, su un assist su calcio di punizione battuto dallo specialista Juninho Pernambucano.[138] Il positivo inizio di stagione gli fece guadagnare i pubblici elogi del tecnico Houllier.[33] Il 22 ottobre fu Carew a realizzare la rete del momentaneo 0-1 sul Metz, con la partita che si concluse poi con un successo del Lione per 0-4.[139] Il 1º novembre siglò una doppietta in casa dell'Olympiakos: la prima rete arrivò dopo che il norvegese raccolse una palla vagante al limite dell'area e batté con un tiro potente il portiere avversario Kleopas Giannou; la seconda arrivò con un colpo di testa sugli sviluppi di un calcio di punizione battuto da Juninho.[140] Il quarto gol stagionale nella massima competizione europea per club arrivò ai danni del Real Madrid, quando pareggiò la rete del vantaggio di Guti con un colpo di tacco che beffò con un tunnel Roberto Carlos e poi un immobile Iker Casillas, gesto tecnico che fu definito dai giornalisti come "geniale" e "magico".[141][142] Il 3 dicembre fu lui a realizzare il definitivo 2-0 sul Paris Saint-Germain, ma rimase poi a secco di marcature per oltre quattro mesi, quando tornò al gol in data 11 marzo 2006, andando a segno ai danni del Metz.[143][144] L'ultima marcatura stagionale arrivò il 23 aprile, nel recupero dell'incontro della ventiquattresima giornata tra Monaco e Lione, conclusosi 2-1 in favore dei monegaschi.[145] Il suo bilancio finale fu di 26 partite, suddivise in 1567 minuti giocati, con 7 gol all'attivo e 4 ammonizioni subite.[146] Oltre a queste, si è aggiunto lo score europeo di quattro reti in dieci gare. Al termine del campionato, il Lione si laureò per la quinta volta consecutiva campione di Francia.

Il Lione ebbe così l'opportunità di giocare nuovamente la Supercoppa di Francia, stavolta contro il Paris Saint-Germain: il match si concluse soltanto ai calci di rigore, con Carew che segnò il primo in favore della sua squadra (l'OL vinse poi per 5-4).[147] Per il norvegese, comunque, la stagione non iniziò positivamente, complici anche alcuni problemi fisici che lo tennero fuori squadra per diverso tempo.[112] Il 29 ottobre siglò la sua unica rete stagionale nella Ligue 1, sancendo il successo per 1-0 sul Nancy.[148] Il 20 novembre furono riportate delle sue dichiarazioni, in cui esprimeva la possibilità di lasciare il Lione nel mese di gennaio, poiché asserì di aver già avuto altri contatti con importanti club europei.[149] Il presidente dei francesi Jean-Michel Aulas espresse parole positive sul norvegese, sostenendo di essere felice di averlo in squadra; Carew ritrattò così le sue parole già il giorno seguente, annunciando di voler rimanere al Lione anche dopo la finestra di mercato invernale.[150] Il 21 novembre fu schierato titolare nella sfida di Champions League in casa del Real Madrid: fu lui a portare in vantaggio il club francese, sfuggendo a Fabio Cannavaro e battendo Iker Casillas.[151] A fine gara, il suo ex-allenatore ai tempi della Roma e allora tecnico degli spagnoli, Fabio Capello, gli fece i complimenti per la prestazione, mentre il tecnico del Lione, Gérard Houllier, colse l'occasione per criticare la decisione dei giornalisti di France Football per l'assegnazione del Pallone d'Oro al difensore italiano Cannavaro, che ebbe problemi nel marcare il centravanti norvegese per tutto il corso dell'incontro.[152][132] Il minutaggio dello scandinavo fu comunque esiguo, con 487 minuti giocati e distribuiti in 9 partite di campionato, così l'Olympique Lyonnais e l'Aston Villa perfezionarono lo scambio che portò il norvegese a Birmingham e Milan Baroš a Lione.[146][153]

Aston Villamodifica | modifica sorgente

« Carew non ha nemmeno idea di quanto è forte, ha le potenzialità per essere un bomber da minimo 20 gol a stagione. »
(Martin O'Neill, durante un'intervista.[154])
John Carew, accanto a
Agbonlahor e dietro a Cole, prima della partita contro il Chelsea.

Carew è arrivato a Birmingham su richiesta esplicita di Martin O'Neill, che ha visto in lui il giocatore che mancava ai Villans. Il centravanti ha scelto il numero 10, lasciato libero dalla partenza di Milan Baroš.[155] Il suo trasferimento è stato ufficializzato il 22 gennaio 2007, e il suo esordio in Premier League è avvenuto il 31 gennaio, contro il Newcastle United,[156] mentre il primo gol è arrivato il 3 febbraio al Villa Park contro il West Ham.[157] Grazie anche agli altri acquisti dell'Aston Villa durante il mercato di riparazione, il club di Birmingham ha giocato un girone di ritorno positivo, che lo ha portato a una posizione di metà classifica. Per Carew, le partite giocate al termine della stagione sono state 11, con 3 gol all'attivo.

John Carew, in una foto durante la stagione 2007-2008.

Nella stagione 2007-2008 ha segnato il primo gol stagionale nella terza giornata di campionato contro l'Everton.[158] Nella stessa gara ha rimediato un infortunio che lo ha tenuto fuori fino all'11 novembre 2007, quando è rientrato per il derby di Birmingham.[159] Nel 2007, inoltre, ha vinto il titolo di "Miglior calciatore norvegese dell'anno" per la seconda volta in carriera, grazie soprattutto alle prestazioni in Nazionale.[129] Il 9 febbraio 2008 ha segnato una tripletta contro il Newcastle United, davanti a 80 tifosi norvegesi,[160] arrivati per assistere alla prestazione del loro compatriota. La prestazione gli ha fatto ottenere i complimenti di diversi addetti ai lavori, tra cui il tecnico O'Neill[154] e l'ex attaccante del club, Stan Collymore.[161] Il 3 marzo 2008, in una intervista, ha dichiarato di aspettare una chiamata da Randy Lerner, proprietario dell'Aston Villa, per discutere il rinnovo contrattuale.[162] Ha terminato la sua prima stagione completa in Inghilterra con lo score finale di 13 reti in 32 partite.

La stagione 2008-2009 è iniziata presto per i Villans, con la qualificazione in Intertoto da onorare: la squadra ha affrontato l'Odense e Carew ha segnato il primo gol della stagione sul campo della squadra danese, in una sfida terminata con pareggio per 2-2.[163] Dopo la vittoria casalinga per 1 a 0, l'Aston Villa ha ottenuto quindi la qualificazione per il secondo turno preliminare della Coppa UEFA. Il 14 agosto 2008 ha rinnovato il contratto che lo legava al club fino al 2011.[164] Nella partita contro il Sunderland, disputata il 27 settembre 2008, ha realizza il gol della vittoria con un colpo di tacco, guadagnandosi nuovamente i complimenti di Collymore.[165] Il 23 ottobre 2008, giorno della sfida tra Aston Villa e Ajax, è stato visto da alcuni tifosi mentre usciva da uno strip club, dopo avervi trascorso la notte. Non è stato poi impiegato nella partita per un problema fisico, ma O'Neill ha iniziato ad indagare sulla presunta notte brava.[166] È stata poi confermata, sia da Carew stesso che da O'Neill, la rottura del coprifuoco: l'allenatore ha aggiunto che il calciatore ha ammesso di aver sbagliato e che l'incidente è stato dimenticato.[167] Il 5 novembre 2008 Carew si è aggiudicato per la terza volta il premio Kniksen, raggiungendo così Rune Bratseth, precedentemente detentore del record di vittorie nel trofeo.[129] Dopo la partita contro il Manchester United del 22 novembre, ha accusato dei problemi alla schiena che lo hanno tenuto fuori per diverse settimane.[168] Il 25 novembre ha dichiarato di voler chiudere la carriera con la maglia dell'Aston Villa.[169] Dopo più di un mese d'assenza, i media hanno riportato deelle voci riguardo alla possibilità che la sua stagione fosse finita, ma è stato lo stesso Martin O'Neill a escludere questa eventualità, garantendo invece che il norvegese stesse facendo progressi nella fase di recupero.[170] È tornato disponibile per la partita del 31 gennaio 2009 tra Aston Villa e Wigan Athletic, anche per la contemporanea assenza di Marlon Harewood.[171] Ha siglato la prima rete in campionato dal suo rientro il 1º marzo 2009, nel pareggio casalingo per 2-2 contro lo Stoke City.[172] Proprio questo gol verrà successivamente premiato, dai suoi tifosi, come il più bello della stagione.[173] Al termine del campionato, sono state 11 le marcature in 27 apparizioni.

Nell'estate 2009 Carew ha partecipato con la sua squadra alla Coppa della Pace 2009: il norvegese è andato in rete nella sfida contro l'Atlante.[174] I Villans hanno poi ottenuto la vittoria finale nella competizione. Il calciatore ha saltato però le prime partite stagionali a causa di un virus.[175] È tornato in squadra il 27 agosto, nella partita valida per l'Europa League 2009-2010 contro il Rapid Vienna, in cui è andato in rete. L'Aston Villa è stato in seguito eliminato dalla competizione. Dopo una lunga astinenza dal gol, è tornato a segnare realizzando la prima marcatura in campionato in casa dell'Everton, nel pareggio per 1-1 tra Toffees e Villans.[176] Nel corso della stagione gli viene spesso preferito Emile Heskey, che è riuscito ad imporsi come titolare. Il norvegese, quindi, ha trovato un maggior spazio partendo dalla panchina. Il 7 marzo 2010 ha segnato una tripletta ai danni del Reading nei quarti di finale di FA Cup: la partita si è conclusa col punteggio di 2-4 in favore del Villa.[177] Il 20 marzo, nel derby di campionato contro il Wolverhampton, ha siglato una doppietta, che però non ha permesso alla sua squadra di ottenere i tre punti: la partita si è infatti conclusa con un 2-2.[178] Ha concluso la stagione con un bottino di 17 reti complessive, tra campionato e coppe.

Il 22 agosto 2010, ha fallito un rigore contro il Newcastle, calciando il pallone in curva.[179] Ad ottobre 2010, in un'intervista, ha espresso la possibilità di lasciare l'Aston Villa al termine della stagione, con la scadenza del suo contratto.[180] Secondo il Daily Mirror, alla fine proprio di questo mese, il norvegese ha rifiutato la proposta di rinnovo del club, non accettando l'offerta di 3.500.000 di sterline nette a stagione.[181] A novembre il manager Houllier ha posto un aut aut al calciatore, sostenendo che considerato il contratto in scadenza, questo sarebbe stato il momento per decidere se rinnovare o meno.[182] Carew ha risposto a queste dichiarazioni considerandole una mancanza di rispetto nei suoi confronti e dei tifosi.[182] Il tecnico francese lo ha apostrofato come "stupido" e gli ha ricordato come non fosse ancora andato a segno in campionato, nonostante il minutaggio a disposizione.[183] Successivamente a queste frizioni, Houllier ha organizzato un confronto privato per cercare un chiarimento.[184] La questione, secondo il Daily Mail, è stata poi risolta internamente,[185] e il calciatore non è stato multato.[186] Contemporaneamente, il calciatore si è infortunato al polpaccio e la prognosi è stata di un periodo dalle tre alle quattro settimane lontano dai campi.[187] È tornato in campo il 22 novembre, giocando un'ora con la squadra riserve.[188] Il 28 dicembre, non è andato neanche in panchina per la partita contro il Manchester City: Houllier ha dichiarato, piuttosto incredulo, come il calciatore gli avesse riferito di essere rimasto bloccato dalla neve in Norvegia, mentre i media hanno alimentato i dubbi sulla veridicità dell'affermazione del centravanti.[189]

Il 6 giugno 2011 è stato inserito nella lista dei 50 migliori calciatori ad aver indossato la maglia dell'Aston Villa, pubblicata sul sito ufficiale, al 50º posto.[190]

Stoke Citymodifica | modifica sorgente

Il 21 gennaio 2011 è stato ufficializzato il suo trasferimento in prestito per quattro mesi allo Stoke City.[191] Carew ha scelto la maglia numero 22.[191] Il trasferimento del norvegese è stato facilitato dall'arrivo di Darren Bent all'Aston Villa.[191] Il calciatore non ha escluso la possibilità che il trasferimento potesse diventare definitivo, poiché in scadenza di contratto con i Villans.[192] Il giorno seguente debuttò per i Potters, quando subentrò a Danny Collins nella sconfitta per 2-0 in casa del Fulham.[193] Il 5 febbraio è arrivata la sua prima rete, nella sfida contro il Sunderland: la sua squadra si è imposta per 3-2.[194] Il suo nuovo manager, Tony Pulis, ha dichiarato di essersi consultato con Martin O'Neill prima di acquistare il centravanti, con il tecnico nord-irlandese che gli ha consigliato di procedere nel trasferimento.[195] Il 23 aprile avrebbe dovuto giocare contro l'Aston Villa, ma le regole della Premier League impediscono ad un calciatore in prestito di essere schierato in campo contro la squadra proprietaria del cartellino.[196] Pulis ha dichiarato però che il contratto del calciatore è stato rescisso dall'Aston Villa e che quindi Carew sarebbe stato convocato.[197] Il procuratore di Carew, Per Arne Flod, ha invece smentito la rescissione dell'accordo con i Villans.[198] L'Aston Villa ha poi chiarito la situazione, negando la risoluzione del contratto con il calciatore, che sarebbe stato quindi impossibilitato a scendere in campo nella partita.[196] Nella stessa stagione, lo Stoke City ha raggiunto la finale di FA Cup 2010-2011, persa per 1-0 contro il Manchester City: Carew fu in campo per uno spezzone dell'incontro.

Il 27 maggio, l'Aston Villa ha ufficializzato la decisione di non rinnovare il contratto a Carew, che si è ritrovato così svincolato.[199]

West Hammodifica | modifica sorgente

Il 6 agosto 2011 è stato ufficializzato il suo accordo con il West Ham.[200] Il calciatore ha scelto la maglia numero 11.[200] L'attaccante non ha potuto effettuare il debutto il giorno seguente, poiché non registrato in tempo per l'incontro con il Cardiff City.[200] Il suo nuovo manager, Sam Allardyce, ha comunque dichiarato che ci sarebbero volute due o tre settimane prima di vederlo in campo.[201] Ha iniziato ad allenarsi con la nuova squadra l'8 agosto e per il giorno successivo è stata fissata la sua presentazione, in occasione della sfida valida per l'edizione stagionale della Football League Cup contro l'Aldershot Town.[202] L'incontro fu però rinviato.[203] Ha debuttato in squadra il 21 agosto, sostituendo Carlton Cole nel pareggio per 2-2 contro il Leeds United.[204] Il 1º ottobre ha segnato la prima rete per la squadra, permettendo al West Ham di raggiungere il pareggio in casa del Crystal Palace, con il punteggio finale di 2-2.[205] Il 31 dicembre 2011, Sam Allardyce critica pubblicamente il rendimento di Carew e dell'altro attaccante Piquionne, a cui chiede di giustificare il proprio elevato salario segnando di più (entrambi i calciatori erano fermi a quota 2 reti).[206] Il club ha centrato la promozione nella Premier League, attraverso i play-off, mentre Carew ha chiuso la stagione con 21 presenze e 2 reti. Il 23 maggio 2012, il West Ham ha reso noto che a 6 calciatori non sarebbe stato rinnovato il contratto: il norvegese figura tra questi,[207] svincolandosi.[208]

Il periodo da svincolatomodifica | modifica sorgente

In seguito allo svincolo dal West Ham, Carew ha continuato ad allenarsi.[209] Senza contratto, si è dedicato ad altri progetti, come moda e cinema.[210][211] Nonostante questo, il suo procuratore ha garantito comunque che Carew fosse intenzionato a continuare l'attività agonistica, a patto di ricevere offerte interessanti.[212] A febbraio 2013, a causa dell'infortunio di Diego Milito durante la sfida valida per l'edizione stagionale dell'Europa League contro il Cluj, l'Inter gli ha offerto un provino di due settimane per valutarne l'ingaggio, con l'idea di sostituire il centravanti argentino fino al termine della stagione;[209][213] il calciatore non ha superato però le visite mediche.[214]

Il 31 luglio 2013 ha partecipato ad una partita tra celebrità in Norvegia, al termine della quale ha dichiarato che, pur non avendo preso ancora una decisione definitiva, i suoi tempi da calciatore fossero probabilmente giunti alla conclusione.[215] Carew ha lasciato però una porta aperta per un ritorno al Vålerenga.[216] Nel mese di ottobre 2013, ha annunciato il ritiro.[217]

Nazionalemodifica | modifica sorgente

Maglia di John Carew della Norvegia, dagli spogliatoi dell'Ullevaal Stadion.

Doveva essere incluso tra i convocati per il campionato europeo Under-21 1998, ma dovette saltare la rassegna continentale per via della mononucleosi.[218] Carew debuttò nella Nazionale norvegese il 18 novembre 1998, nell'amichevole a Il Cairo contro l'Egitto, finita in pareggio per 1-1: sostituì infatti Alf-Inge Håland all'inizio della ripresa.[219] Diventò il primo calciatore di colore a rappresentare la selezione maggiore norvegese.[36]

Nel 1999 diventò titolare della Norvegia e segnò la sua prima rete durante un'altra partita amichevole, questa volta contro l'Estonia, terminata 3-3.[220] Il 3 giugno 2000, segnò con un colpo di testa una rete all'Italia in amichevole, che permise ai norvegesi di battere gli azzurri.[221] Proprio nel tentativo di evitare la rete di Carew, Gianluigi Buffon colpì il palo con la mano, fratturandosela, e fu costretto a saltare il successivo campionato europeo.[222] Gli scandinavi si qualificarono per il campionato europeo, dove la Norvegia totalizzò un punto, arrivato nel pareggio a reti inviolate contro la Slovenia.[223] Carew fu impiegato in tutte le partite della selezione norvegese nel torneo.

Il 5 settembre 2001, nel giorno del suo ventiduesimo compleanno, gli fu riconosciuto il premio Gullklokka, onorificenza attribuita a tutti i calciatori norvegesi che raggiungono le 25 apparizioni in Nazionale: quel giorno, infatti, la selezione scandinava avrebbe affrontato il Galles. Il 6 ottobre 2001 arrivò la sua prima doppietta in Nazionale, realizzata sul campo dell'Armenia, in occasione delle qualificazioni al campionato del mondo 2002.[224] Nonostante il successo contro gli armeni, la Norvegia mancò la qualificazione per la rassegna mondiale del 2002.

Nel settembre del 2003 venne sospeso dalla Nazionale per una rissa con John Arne Riise, episodio diventato famoso in Norvegia con il nome slagene i Drammen (in italiano, battaglia di Drammen).[225] I due, dopo un litigio in allenamento, vennero alle mani sul pullman della squadra, con Carew che colpì con un pugno Riise e gli fratturò il setto nasale, proprio nei giorni che precedevano l'amichevole con il Portogallo.[226] In seguito rifiutò di scusarsi, sostenendo di non essere l'unico responsabile dell'accaduto. Nonostante il parere dei tifosi norvegesi, che lo avrebbero rivoluto immeditamente in Nazionale, il CT Nils Johan Semb rimase sulle sue posizioni, non convocandolo. Il "perdono" arrivò con il cambio di allenatore della Nazionale, quando Åge Hareide prese il posto di Semb sulla panchina norvegese e anche Riise, nello stesso periodo, dichiarò di essersi chiarito con Carew.[227] Tornò quindi a disposizione per l'amichevole del 31 marzo 2004 contro la Serbia e Montenegro, quando il suo nome venne inserito nuovamente nella lista dei convocati.

Il 9 settembre 2004 realizzò la rete del momentaneo vantaggio sull'Italia, in occasione della partita valida per le qualificazioni al campionato del mondo 2006, battendo Buffon dopo un minuto di gioco, prima del pareggio di Daniele De Rossi, arrivato pochi istanti più tardi, e la rete della vittoria di Luca Toni.[228] La Norvegia, ancora una volta, mancò l'appuntamento con il Mondiale, non riuscendo a qualificarsi.

Il 22 agosto 2007 siglò una doppietta durante una amichevole giocata a Oslo tra Norvegia e Argentina, vinta per 2-1 dagli europei.[229] Durante le qualificazioni al campionato d'Europa 2008, la Norvegia arrivò a giocarsi la qualificazione nell'ultima e decisiva partita contro la Turchia. Furono però i turchi ad imporsi per 1-2 ad Oslo, scavalcando gli scandinavi, che non poterono così partecipare all'Europeo.

Nelle qualificazioni per il campionato del mondo 2010, Carew non riuscì ad andare in rete, complice un infortunio che gli fece saltare qualche gara. Nonostante questo, la Norvegia riuscì ad ottenere un secondo posto nel suo girone, che non bastò però per accedere agli spareggi in quanto peggiore seconda classificata dei nove gruppi di qualificazione.[230]

Nel settembre 2010 sono iniziate le qualificazioni per il campionato d'Europa 2012: Carew ha giocato la sua prima gara contro il Portogallo, quando ha intercettato un rinvio errato del portiere avversario Eduardo e ha così servito Erik Huseklepp che ha realizzato la rete dell'1-0 finale.[231] Il 7 ottobre 2010 ha siglato la rete del momentaneo 0-2 su Cipro, con la selezione norvegese che si è poi imposta 1-2 a Larnaca.[232] Il 4 giugno ha giocato nella sfida contro il Portogallo, per circa 60 minuti: il giocatore, evidentemente fuori forma a causa dello scarso numero di minuti giocati negli ultimi mesi, è stato poi momentaneamente messo da parte dal ct Olsen.[233] Carew non è stato così schierato nella partita giocata pochi giorni dopo, ossia un'amichevole contro la Lituania.[233]

Al 7 febbraio 2013, è al 5º posto della classifica di presenze della Nazionale norvegese e al 4° di quella delle marcature.

Statistichemodifica | modifica sorgente

Presenze e reti nei clubmodifica | modifica sorgente

Statistiche aggiornate al 18 aprile 2012.

Stagione Club Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Supercoppe Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1997 Norvegia Vålerenga 1D 10 5 CN  ?  ? - - - - - -  ?  ?
1998 ES 18 7 CN  ? 0 CC 6 4 - - -  ? 11
1999 ES 15 7 CN 3 1 - - - - - - 18 8
Totale Vålerenga 43 19  ?  ? 6 4 - -  ?  ?
1999 Norvegia Rosenborg ES 7 10 CN 2 0 UCL 12 5 - - - 21 15
2000 ES 10 8 CN 0 0 - - - - - - 10 8
Totale Rosenborg 17 18 2 0 12 5 - - 31 23
2000-2001 Spagna Valencia PD 37 11 CR 2 0 UCL 18[234] 3 - - - 57 14
2001-2002 PD 15 1 CR 1[235] 0 CU 8 0 - - - 24 1
2002-2003 PD 32 8 CR 1 0 UCL 13 5 SS 1 0 47 13
Totale Valencia 84 20 4 0 39 8 1 0 128 28
2003-2004 Italia Roma A 20 6 CI 3 1 CU 6 1 - - - 29 8
2004-2005 Turchia Beşiktaş SP 24 13 CT 1 0 CU 3 1 - - - 28 14
2005-2006 Francia Lione L1 26 8 CdF+CdL 2+1 0+0 UCL 10 4 SF 1 3 40 15
2006-gen. 2007 L1 9 1 CdF+CdL 0+1 0+0 UCL 2 1 SF 1 0 12 2
Totale Lione 35 9 4 0 12 5 2 3 53 18
gen.-giu. 2007 Inghilterra Aston Villa PL 11 3 FA+LC 0 0 - - - - - - 11 3
2007-2008 PL 32 13 FA+LC 1+0 0 - - - - - - 33 13
2008-2009 PL 27 11 FA+LC 2+1 1+0 CI+CU 2+2 1+2 - - - 34 15
2009-2010 PL 33 10 FA+LC 6+2 6+0 UEL 1 1 - - - 42 17
2010-gen. 2011 PL 10 0 FA+LC 0+1 0 UEL 0 0 - - - 11 0
Totale Aston Villa 113 37 13 7 5 4 - - 131 48
gen.-giu. 2011 Inghilterra Stoke City PL 10 1 FA+LC 3+0 1+0 - - - - - - 12 2
2011-2012 Inghilterra West Ham FLC 19 2 FA+LC 1+1 0 - - - - - - 21 2
Totale 365 125  ?  ? 83 28 3 3  ?  ?

Cronologia presenze e reti in Nazionalemodifica | modifica sorgente

Palmarèsmodifica | modifica sorgente

Clubmodifica | modifica sorgente

Competizioni nazionalimodifica | modifica sorgente

Vålerenga: 1997
Rosenborg: 1999
Rosenborg: 1999
Valencia: 2001-2002
Olympique Lione: 2005, 2006
Olympique Lione: 2005-2006

Individualemodifica | modifica sorgente

2005, 2007, 2008
2001

Notemodifica | modifica sorgente

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  225. ^ (NO) Eirik Borud e Øyvind Brenne, Iversen i ny bok: Forstår Carews Riise-vold, vg.no. URL consultato il 9 novembre 2012.
  226. ^ (EN) Nina Berglund, Carew's punch left Riise unconscious, aftenposten.no. URL consultato il 26 novembre 2008.
  227. ^ (EN) Jonathan Tisdall, Riise looking forward to seeing Carew, aftenposten.no. URL consultato il 9 marzo 2008.
  228. ^ (NO) Italia - Norge 2 - 1 (1 - 1), fotball.no. URL consultato il 26 novembre 2008.
  229. ^ (NO) Norge - Argentina 2 - 1 (1 - 0), Norges Fotballforbund. URL consultato il 26 novembre 2008.
  230. ^ Nove squadre andranno direttamente in Sudafrica, 8 ai playoff., repubblica.it. URL consultato il 1° novembre 2009.
  231. ^ La Norvegia beffa il Portogallo, uefa.com. URL consultato il 9 ottobre 2010.
  232. ^ John Leonidou, Norvegia corsara a Cipro, uefa.com. URL consultato il 9 ottobre 2010.
  233. ^ a b (EN) Nina Berglund, Carew forced to sit out match, newsinenglish.no. URL consultato l'8 giugno 2011.
  234. ^ Una presenza e zero gol nel Terzo turno preliminare.
  235. ^ Il Valencia è stato automaticamente estromesso dalla competizione per aver schierato quattro calciatori extracomunitari, perdendo a tavolino.

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Bernd Rohr, Günter Simon (2006). Fotbal: velký lexikon: osobnosti, kluby, názvosloví. ISBN 80-247-1158-3.
  • Richard Witzig (2006). The Global Art of Soccer. ISBN 0-9776688-0-0.

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