John Lustig

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John Lustig

John Lustig (Seattle, 15 gennaio 1953) è un fumettista statunitense.

Giornalista, maestro d'arte, Lustig è uno dei più apprezzati sceneggiatori dell'ultima generazione dei Disney americani. Per lungo tempo, infatti, come un po' per tutta l'industria del fumetto americana, gli europei l'hanno fatta da padroni anche nel mondo Disney (Daan Jippes, Romano Scarpa, Giorgio Cavazzano). Dalla fine degli anni ottanta, però, un gruppo di artisti americani si sono fatti largo nel mercato: ecco quindi spuntare gente come William Van Horn e il figlio Noel, o il grandissimo Don Rosa (nelle cui vene, però, scorre anche sangue italiano) o, appunto, John Lustig.

L'inizio con Duffymodifica | modifica sorgente

Nato nello Stato di Washington, Lustig è un abile sceneggiatore, che resta letteralmente folgorato dalle storie di Carl Barks, il suo cartoonist preferito: infatti una delle sue storie più famose, Paperino - Da qualche parte in mezzo al nulla, nasce proprio da un soggetto dell'Uomo dei Paperi.

Cresciuto a pane e supereroi, Lustig indica come punto chiave per la sua vita l'incontro con le storie di Barks: Paperino e le forse occulte e soprattutto Paperino e il cimiero vichingo sono le avventure che più hanno colpito il giovane John. Avventura, eroismo, supsense, ironia: sono tutti questi elementi ritrovati nelle storie barksiane che lo hanno appassionato al mondo dei Paperi. Tanto che, nel 1977, subito dopo il college, quando inizia a lavorare come free lance, la sua prima storia vede proprio un papero come protagonista: Duffy Duck!

L'approdo ai paperi Disney avverrà solo alcuni anni dopo: nel frattempo, infatti, Lustig viene assunto da un quotidiano della sua città, dove la gran mole di lavoro gli impedirà di continuare ad occuparsi di fumetti.

Solo a metà degli anni ottanta, quando Lustig intervista alcuni fumettisti americani, ricomincia a scrivere storie per i comics: aveva infatti capito che i tempi erano maturi per un nuovo rinascimento americano. In quegli anni importante è l'incontro con William Van Horn, all'epoca impegnato con Nervous Rex, personaggio da questi ideato e con un discreto seguito di fan.

I Paperi Disneymodifica | modifica sorgente

È proprio con Van Horn che Lustig approda ai personaggi Disney. Con il collega americano inizia la sua collaborazione con Donald Duck e Uncle Scrooge.

Dopo una storiella di poche pagine con Paperino e lo Zione, Lustig scrive un'avventura per l'albo Duck Tales, che pubblica storie con i personaggi dell'omonima serie animata: siamo nel 1989.

Successivamente esce, con i disegni di Scarpa, Donald Duck - Remotely Impossible, in Italia Paperino e il disastro telecomandato, su Zio Paperone n. 145 dell'ottobre 2001.

Last Kissmodifica | modifica sorgente

A fianco della sua produzione Disney, Lustig ha anche accostato un impegno nei fumetti di genere romantico, molto in voga negli anni cinquanta. Tra le varie serie romantiche, una in particolare ha attirato le attenzioni del buon John: First Kiss. Ne acquisice i diritti, quindi ne cancella al computer il lettering originale e riscrive in chiave ironica i dialoghi, cambiando il senso delle storie. La serie così cambia nome, Last Kiss, e diventa una parodia del genere romantico.

Lustig e Barksmodifica | modifica sorgente

Come detto Lustig è uno dei pochi fortunati a conoscere e collaborare con Carl Barks. Conosciuto nel 1991 in occasione del suo novantesimo compleanno, verrà successivamente contattato dallo studio del Maestro per realizzare quella che in paratica è l'ultima storia di zio Carl, quella Paperino - Da qualche parte in mezzo al nulla che porta i disegni di Pat Block.

Lustig, però, ha modo di dire del Maestro:

Carl era noto per la sua riservatezza, perciò sono stato molto sorpreso quando ha invitato me e William Van Horn a fargli visita. Giunti a Grant Pass la sera, telefonai a Carl per un appuntamento il mattino seguente, ma Carl e Garé, invece, ci vollero subito da loro. Parlammo di amici comuni e delle esperienze di Carl con i suoi fan. Poi Carl ci condusse nel suo ristorante preferito. Guidando personalmente l'auto, a novant'anni! Ci sembrava impossibile che fosse un comune mortale!
(dal servizio di Luca Boschi su Zio Paperone n. 145)

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