José Raúl Capablanca

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« Ho conosciuto molti giocatori di scacchi, ma un solo genio: Capablanca »
(Emanuel Lasker[1])
Capablanca nel 1926 in una strada di Mosca

José Raúl Capablanca y Graupera (L'Avana, 19 novembre 1888New York, 8 marzo 1942) è stato uno scacchista cubano. Fu campione del mondo di scacchi dal 1921 al 1927.

Biografiamodifica | modifica sorgente

Un esordio precocemodifica | modifica sorgente

Capablanca gioca con suo padre all’età di quattro anni

José Raúl si interessò agli scacchi già a quattro anni, guardando giocare il padre e avendo anche intravisto nelle strade della città il grande giocatore russo Michail Cigorin, nel 1892 impegnato nell'incontro col campione del mondo in carica Wilhelm Steinitz. A questo proposito scrisse: "La capacità dell’uomo verso una qualunque attività si manifesta normalmente nella prima età, per un fatto eccezionale che lo fa andare oltre i suoi abituali interessi. Così successe a me, durante uno degli storici incontri fra Steinitz e Cigorin..."

A nove anni cominciò a frequentare, ogni domenica, il circolo scacchistico di L'Avana, dove i migliori giocatori erano ancora i vecchi Golmayo e Vázquez, dei quali si ricordano alcune partite giocate con i migliori campioni internazionali del tempo. Nel 1899 campione nazionale cubano divenne Juan Corzo, col quale un talento precoce come quello di José Raúl non poteva non confrontarsi: l'incontro si tenne nel novembre-dicembre 1901 e si concluse con la vittoria del tredicenne Capablanca con 4 vittorie e 2 sconfitte su 12 partite.

Diplomatosi nel 1904, la famiglia lo mandò a New York per imparare l'inglese e prepararsi agli studi universitari; iscritto alla facoltà di ingegneria chimica nel 1906, ammise più tardi di essersi dedicato soprattutto allo sport e, naturalmente, al gioco degli scacchi nel prestigioso circolo di Manhattan, piuttosto che frequentare le aule della Columbia University, tanto da non concludere mai gli studi di ingegneria. Convinto dei propri mezzi, già progettava una carriera scacchistica internazionale, da tenere nella vecchia Europa, dove si concentravano tutti i migliori giocatori del tempo. A questo proposito scrive: "Considerando il mio stile negli anni 1906 - 1908, ci furono grandi progressi: nell’apertura acquisii una forza magistrale, per quanto inferiore al dovuto, perché realizzai spesso piani poco efficaci, quando avrei dovuto invece effettuare movimenti semplici e precisi; migliorai nel mediogioco, con combinazioni più profonde ed esatte e giocai i finali con sufficiente precisione raggiungendo quella maestria che distingue ogni maestro di scacchi".

Nel 1909 venne organizzato l'incontro con lo statunitense Frank Marshall, grande esperto del gioco combinativo, uno dei più importanti giocatori del mondo e il miglior giocatore del continente, vincitore, nel 1904, dell'importante torneo di Cambridge Springs; di fatto, un campionato per stabilire il miglior giocatore americano: Capablanca trionfò con otto vittorie e una sconfitta su ventitré partite. Commentò Capablanca: "La cosa più sorprendente fu che giocai con lui senza conoscere la teoria delle aperture né consultare alcun libro... tutto il mio bagaglio teorico si fondava nella pratica del gioco... questa vittoria mi mise nel gruppo dei maggiori maestri e rivelò i miei difetti nell'apertura e la mia bravura nelle posizioni semplici. La mia forza si manifestò nei finali e nelle combinazioni del mediogioco... per disimpegnarmi bene nei finali dove sono migliore di ogni altro giocatore".

Si sposò nel 1910 con la cubana Gloria Simoni Beautucourt dalla quale avrà una figlia e un figlio che chiamò José Raúl; ne divorzierà nel 1937 per sposare l'anno dopo Olga Clark. Visse soprattutto a New York, e qui partecipò nel 1910 al torneo dello Stato di New York che vinse con sette vittorie su sette partite mentre l'anno dopo, al torneo degli Stati Uniti, si classificò secondo, con otto vittorie e una sconfitta su dodici partite, superato da Marshall. Ma l'anno dopo partecipò per la prima volta, a un grande torneo internazionale europeo, a San Sebastián, in Spagna, a cui partecipavano quasi tutti i migliori giocatori del momento, tranne il campione del mondo Lasker; ottenne il primo posto con 6 vittorie e 1 sconfitta, contro il grande giocatore del gioco di posizione, il polacco Rubinstein, su quattordici incontri.

Il maestro austriaco Rudolf Spielmann così descrisse, in quell'occasione, il maestro cubano: "La sua vita personale dimostra che egli è un maestro di scacchi. Le sue occupazioni preferite sono la politica e la diplomazia (effettivamente Capablanca era un collaboratore del Ministero degli Esteri cubano)... ama gli sport praticati dall'alta società, il tennis in particolare. È un uomo elegante, senza avere i difetti che l'eleganza porta con sé; non fuma, non beve, è un igienista... molto impressionabile nel gioco, si tranquillizza solo quando ottiene una chiara superiorità sull'avversario... dà comunque l'impressione che per lui gli scacchi siano solo un passatempo...".

Pretendente al titolomodifica | modifica sorgente

Alla fine del 1911 invitò ufficialmente il campione del mondo Lasker a disputare un incontro valido per il titolo. Questi impose condizioni inaccettabili - lo sfidante avrebbe dovuto vincere due partite in più per ottenere il titolo - e le trattative si interruppero; a quel tempo, non esisteva una Federazione Internazionale del Gioco degli Scacchi che gestisse lo svolgimento dei campionati mondiali e la messa in palio del titolo era a discrezione del detentore.

Nel 1913 partecipò a un torneo a L'Avana, dove si classificò secondo, superato da Marshall, e a quattro brevi tornei newyorkesi, che vinse facilmente. Nel novembre giunse in Europa per partecipare a incontri non ufficiali e sessioni di simultanee in diverse città finché, fra aprile e maggio del 1914, a San Pietroburgo prese parte a un grande torneo internazionale che vedeva presenti tutti i migliori giocatori del tempo. Il torneo aveva una formula singolare: tutti e undici i partecipanti giocarono un girone all'italiana e successivamente i primi cinque si affrontarono in un doppio girone finale. La classifica finale era data dalla somma dei punti conseguiti nelle due fasi del torneo. Capablanca vinse il girone preliminare con un punto e mezzo di vantaggio su Lasker e Siegbert Tarrasch e incominciò quindi la fase finale nel ruolo di favorito. In vantaggio di un punto e mezzo all'inizio del secondo girone, incontrò per la terza volta Lasker, che, con il Bianco, impiantò una partita tranquilla, una variante di cambio della partita spagnola. Probabilmente convinto di condurre in porto una patta, Capablanca giocò in modo passivo e cadde in una posizione svantaggiosa che lo portò alla sconfitta. Nel turno seguente, contro Tarrasch, commise un grave errore e perse nuovamente, venendo superato da Lasker, che vincendo le ultime due partite conquistò così il primo premio con mezzo punto di vantaggio su Capablanca.

Con lo scoppio della Prima guerra mondiale l'attività scacchistica in Europa si fermò. Capablanca, in America, vinse facilmente i tornei di New York del 1915, 1916 e 1918; nella primavera del 1919 vinse un incontro individuale contro il serbo Kostic e nell’autunno fu ad Hastings, in Inghilterra, per partecipare al torneo che festeggiava la vittoria contro la Germania e i suoi alleati; mancavano naturalmente i giocatori dei paesi vinti e Capablanca si classificò primo con 10 vittorie e una patta su 11 partite.

Campione del mondomodifica | modifica sorgente

Capablanca contro Lasker a Mosca nel 1925

Ai primi del 1920 iniziarono estenuanti trattative con Lasker per organizzare l'incontro valido per il titolo mondiale. Alla fine, ottenuto un ingaggio di 11.000 dollari, il cinquantaduenne Lasker, campione del mondo da ventisette anni, accettò di giocare a La Havana su un limite di ventiquattro partite; il torneo iniziò il 15 marzo 1921 ma bastarono quattordici partite: il 27 aprile Lasker abbandonò il torneo dopo averne perdute quattro, con dieci patte, lamentando problemi di salute. Capablanca era campione del mondo.

Lasker commentò così l’incontro: "Questo match, che mi ha procurato difficoltà quali nessun altro, è stato per me un piacere scacchistico. Circostanze estrinseche mi furono veramente sfavorevoli ma il gioco di Capablanca mi pose legittimi problemi. Le sue mosse sono chiare, logiche e vigorose, non hanno nulla di occulto o di artificioso, vi si avverte il suo pensiero, anche quando vorrebbe essere astuto. Giochi per vincere, per pattare o tema di perdere, le sue mosse lasciano vedere chiaramente quel che sente. Con tutto questo, se le sue mosse sono trasparenti, non sono per niente facili da trovare e a volte sono profonde. Capablanca non ama le complicazioni né le avventure: preferisce sapere prima dove andare. La sua profondità non è quella di un poeta, ma quella di un matematico, il suo spirito è romano, non greco. Le combinazioni di Anderssen e Cigorin furono realizzate in situazioni particolari, in esse si manifestavano i loro caratteri individuali; quelle di Capablanca possono essere previste con varie mosse d’anticipo, perché si basano sui principi generali del gioco".

Nell’agosto 1922 partecipò per la prima volta nella veste di campione del mondo all'importante torneo internazionale di Londra che vinse facilmente, davanti ad Alechin, con undici vittorie e quattro pareggi su quindici partite. Il maestro Tartakover, partecipante al torneo, così lo giudicò: "Capablanca domina meravigliosamente la tecnica scacchistica, grazie al suo focoso carattere cubano, influenzato da un pratico istinto americano. Il suo gioco è impeccabile, la sua mente lavora con una precisione straordinaria, la sua rapida capacità di previsione scopre le sottigliezze di ogni posizione complessa".

Durante il torneo, Capablanca stabilì le regole del futuro campionato mondiale: tra l'altro, si sarebbe giocato fino alle 6 partite vinte e al campione uscente sarebbero stati garantiti 10.000 dollari e i rimborsi di spese di viaggio e alloggio.

Già nel novembre ricevette una sfida da Rubinstein che non riuscì però a raccogliere il denaro sufficiente; l'anno dopo fu Alechin a contattare uomini d’affari americani per ottenere il finanziamento necessario; questi rifiutarono ma finanziarono un torneo che si svolse a New York (vedi Torneo di New York 1924). Vinse il vecchio Lasker, davanti a Capablanca, che collezionò dieci vittorie, nove patte e subì la prima sconfitta dopo otto anni contro il cecoslovacco Richard Reti. Terzo fu Alechin.

L'anno dopo giocò al torneo internazionale di Mosca, il primo organizzato in Unione Sovietica; si classificò terzo, dietro il russo Bogoljubov e l'eterno Lasker, con 9 vittorie e 2 sconfitte contro gli allora pressoché sconosciuti maestri russi Iliyn – Zhenevskij e Verlinskij. In questo torneo si manifestarono i difetti di Capablanca: trascurò la preparazione fisica e teorica, non si allenava giornalmente, studiando e giocando, ma confidava nella sua esperienza e nella sua grande tecnica.

Alechin, qualche anno dopo, diede l'analisi forse più precisa sulle caratteristiche del gioco del campione cubano: "… col passare degli anni, tese alla semplificazione del gioco, utilizzando mezzi strettamente tecnici, che eliminavano quel vivace spirito manifestato nei tornei di San Sebastian e di San Pietroburgo negli anni 1911 e 1914… in una partita, quando il pensiero matematico lascia il posto alla pura arte, si rivela la virtù che diede a Capablanca una fama quasi leggendaria: il suo giudizio strategico pressoché esatto e la sorprendente rapidità con la quale valuta tatticamente la posizione… vi sono pericoli psicologici in questa virtù: la capacità di vedere quasi di colpo una serie di circostanze tattiche, esistenti in ogni posizione complessa, produce una tale fiducia in sé stesso da indurlo a credere erroneamente che le mosse ritenute immediatamente buone siano sicuramente le migliori; in questo modo, il suo gioco perde in profondità quel che acquista in agilità. Questa costante rinuncia a cercare la vera mossa adeguata caratterizzò la sua arte creativa dal 1922 al 1927".

Lo stesso Capablanca se ne rese conto, giustificandosi: nel 1937 scrisse che “lo stile del mio gioco attuale non corrisponde a quello dei miei primi anni. Tendendo alla semplicità, gioco con cautela ed evito ogni rischio. Questo atteggiamento è, secondo me, giusto, perché l'eccesso di audacia è contrario alla natura degli scacchi, che non sono un gioco d’azzardo ma un confronto essenzialmente intellettuale fondato su basi logiche”

Nel 1926 vinse facilmente il modesto torneo di Lake Hopatkong; nel frattempo Alechin ottenne che il governo argentino finanziasse e organizzasse il campionato del mondo da tenersi a Buenos Aires fra lui e Capablanca entro il 1927. Quasi a preparazione dell'imminente campionato, il 19 febbraio 1927 si disputò un torneo a New York fra Capablanca, Alechin, Vidmar, Marshall, Spielmann e Nimzowitsch: Capablanca trionfò, senza subire sconfitte, e battendo nettamente Alechin che si classificò secondo.

La perdita del titolo mondialemodifica | modifica sorgente

Alechin e Capablanca a Buenos Aires (1927)
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato del mondo di scacchi 1927.

Quando, il 16 settembre 1927, i due grandi avversari si sedettero nel circolo degli scacchi di Buenos Aires, le previsioni di vittoria erano tutte per Capablanca che aveva dimostrato nell'ultimo torneo di New York di essere il più forte di tutti mentre Alechin, fino ad allora, non aveva mai vinto una partita con il cubano, anche se aveva ottenuto grandi successi in altri tornei. Il russo si era limitato a commentare: "Non so come potrò vincere sei partite con Capablanca ma non so nemmeno come potrà farlo lui". E la prima partita sembrò dargli ragione, perché Alechin vinse con il Nero; Capablanca recuperò alla terza partita e passò in vantaggio nella settima. Tutto sembrava avviarsi nei binari previsti ma Alechin vinse l'undicesima e, forse demoralizzato per i molti errori commessi, Capablanca perse anche la successiva.

Sul 3 - 2 per Alechin, seguirono otto patte; nella ventunesima Capablanca perse la pazienza, complicò il gioco e finì col perdere; nella ventisettesima commise un clamoroso errore e perse l'occasione di vincere, ma vinse la ventinovesima. Sul 4 – 3 sembrò che l'incontro potesse riequilibrarsi ma dopo due patte Alechin vinse la trentaduesima e Capablanca crollò: pattata la successiva, perse la trentaquattresima e il titolo, e non ebbe più l'occasione di una rivincita, perché Alechin non gliela concesse mai.

Anni dopo, Capablanca affermò che fu stordito dall'enorme forza di resistenza di Alechin; questi, poche settimane prima della morte, dirà: "Perché Capablanca perse il titolo? Confesso che fino a oggi non ho potuto rispondere a questa domanda, dal momento che, nel 1927, non credevo di poter vincere. Forse sopravvalutò le sue forze, dopo la sua travolgente vittoria nel torneo di New York, e sottovalutò le mie".

Alla ricerca della corona perdutamodifica | modifica sorgente

Dal 1928 al 1929 giocò con una frequenza come mai gli era accaduto: nel 1928 fu secondo a Kissingen, dietro a Bogoljubov, e primo a Berlino e a Budapest; nel 1929 fu primo a Ramsgate, Barcellona, Budapest ed Hastings e secondo a Karlsbad (dove fu in testa per quasi tutto il torneo, ma, a causa di una sconfitta con Spielmann al penultimo turno, fu superato sul filo di lana da Nimzowitsch); chiese la rivincita ad Alechin che gli rispose di aver già organizzato un incontro con Bogoljubov e che poi commentò: "A Kissingen, Capablanca ha giocato come a Buenos Aires; sono convinto che non può far meglio".

Nimzowitsch – che non vinse mai una partita contro il cubano - nel commento al torneo di Karlsbad scrisse: "In generale, il risultato ottenuto da Capablanca non è quello che lui sperava. E non torneranno i tempi dorati in cui si potevano evitare le complicazioni e conseguire in questo modo i primi premi. Giochi, signor Capablanca, le sue partite col profondo contenuto con cui giocò la sua con me; allora uscirà certamente vincitore nelle competizioni perché, ai giorni nostri, non si ottiene nulla pretendendo di semplificare rapidamente il gioco". Per Alechin invece, "Capablanca rivelò spirito combattivo e ricchezze di idee, ma ebbe poca fantasia tattica... egli difetta di un'importante condizione che, con altre, determina la potenza scacchistica: l'inflessibile attenzione che isola completamente il giocatore dall'esterno".

Dal 1931 al 1934 non giocò alcuna partita ma si dedicò allo studio delle nuove aperture. Forse con nuove speranze, alla fine del 1934 giunse in Inghilterra per partecipare al tradizionale torneo di Capodanno di Hastings; su 10 partecipanti si classificò solo quarto, con quattro vittorie e due sconfitte; un risultato modesto che si ripeté nel 1935, a Mosca, ancora quarto, con due sconfitte subite dal giovane russo Riumin e dal sessantacinquenne Lasker, che si classificò terzo. I due modesti tornei di Margate, in Inghilterra, a cui partecipò nel 1935 e 1936, lo videro al secondo posto.

Capablanca-Botvinnik, Mosca 1936

L'inattesa perdita del titolo mondiale da parte di Alekhine a favore dell'olandese Euwe, nel 1935, sembrò rianimare le sue speranze tanto che nel 1936 vinse brillantemente il torneo di Mosca, imbattuto con otto vittorie su diciotto partite e, nell'agosto, quello di Nottingham, a pari merito con la grande speranza russa Botvinnik, prendendosi anche la grande soddisfazione di battere Alechin, che incontrava per la prima volta dai tempi del campionato di Buenos Aires.

Ora giocava con maggiore aggressività, ma solo con gli avversari più deboli; tuttavia era nuovamente ritenuto in grado di poter aspirare al massimo titolo: doveva solo aspettare il risultato dell’incontro di rivincita fra Euwe e Alechin. Se l'olandese avesse vinto… ma non fu così: Alechin si riprese il titolo nel 1937 e le speranze di Capablanca di poter ancora disputare un incontro mondiale tramontarono definitivamente.

Gli ultimi annimodifica | modifica sorgente

Nel novembre 1938, la AVRO, l'emittente radiofonica olandese, organizzò un grande torneo a cui parteciparono gli otto migliori giocatori del momento: vinsero i giovani Keres e Fine; nel giorno del suo cinquantesimo compleanno, Capablanca perse con Alechin in quella che resterà l'ultima partita giocata fra i due grandi campioni; il suo risultato finale nel torneo fu solo un deludente settimo posto.

Si manifestarono i primi sintomi di sclerosi cerebrale; nel 1939 fu secondo nel piccolo torneo di Margate e a Buenos Aires fu capitano della squadra cubana alle Olimpiadi di Buenos Aires, dove vinse sei partite su undici senza sconfitte e ottenne il miglior risultato sulla prima scacchiera. Durante le Olimpiadi scoppiò la Seconda guerra mondiale e naturalmente ogni attività scacchistica si arrestò.

La sera del 7 marzo 1942, mentre si trovava nel circolo di scacchi di Manhattan, si sentì male: trasportato nell'ospedale del Monte Sinai, lo stesso dove l'anno prima era morto Lasker, morì la mattina dopo di ictus cerebrale. I suoi resti riposano a L'Avana nel cimitero di Colon. Sulla tomba, posta nel viale principale, c'è una sola scritta "Capablanca".

Alechin, che gli sopravviverà quattro anni, morendo alla stessa età di cinquantaquattro anni, avendo giocato con lui quarantasette partite, con sette vittorie e sette sconfitte, scriverà di lui che con la sua morte abbiamo perduto un grande genio quale mai ci fu e mai più ci sarà.

In tutta la sua carriera Capablanca ha giocato oltre 600 partite ufficiali, in tornei e incontri, contro avversari di livello magistrale, perdendone soltanto 35. Non considerando gli anni della sua estrema giovinezza, da quando divenne un affermato maestro solo quattro giocatori (Alechin, Lasker, Spielmann e Marshall) sono stati capaci di vincergli più di una partita. Se escludiamo i russi Iliyn–Zhenevskij e Verlinskij e il pakistano Sultan Khan (che sconfissero il cubano nell'unica partita disputata con lui), l'unico giocatore con cui Capablanca ha uno score negativo è Paul Keres (una sconfitta e cinque pareggi); il suo bilancio è in parità con Alechin, Botvinnik, Spielmann, Rubinstein, Samuel Reshevsky, Ruben Fine, Andor Lilienthal e Erich Eliskases. Con tutti gli altri maggiori giocatori del suo tempo, Capablanca ha un bilancio nettamente positivo.

Dal 1962 si gioca annualmente a Cuba un grande torneo internazionale in suo onore, il Capablanca Memorial.

Un'interpretazione psicanaliticamodifica | modifica sorgente

L'ex giocatore di scacchi e psicanalista freudiano Reuben Fine ha tracciato nel suo libro La psicologia del giocatore di scacchi una breve analisi delle personalità di una decina fra i migliori giocatori di scacchi dall'Ottocento fino a Robert Fischer.

A proposito di Capablanca scrive:" … è stato il dongiovanni del mondo scacchistico… dopo il fallimento del primo matrimonio fatto in età giovanile, fu un susseguirsi di esperienze sessuali occasionali, finché a cinquant'anni si sposò per la seconda volta con una principessa russa (in realtà georgiana). Fisicamente era piuttosto attraente e lo si vedeva sempre circondato da uno stuolo di donne in ammirazione: l'alibi che circolava… dopo molte sue sconfitte, era che la notte precedente l'avesse passata con una donna… Capablanca mostrava grande agonismo anche in altri giochi: abile giocatore di bridge, tennista competente, membro della squadra di baseball della Columbia University.

Lo scopo della sua vita era chiaramente quello di vincere in qualsiasi impresa. Nella terminologia analitica sarebbe classificato un carattere fallico – narcisista… il cui fine inconscio della vita sessuale è la lotta per la conquista; al pari di don Giovanni, anche Capablanca cessava di provare interesse per una donna, una volta conquistata sessualmente…dopo aver vinto il campionato mondiale, fu chiaro che perse interesse per gli scacchi… s’illudeva di aver conquistato gli scacchi e che perciò fosse inutile darsi da fare ulteriormente…

Allorché riuscì a sconfiggere il padre – Lasker – il suo interesse si esaurì: questo significa che andava rivivendo la sua fantasia di onnipotenza infantile. Questa regressione alla fase di onnipotenza infantile spiegherebbe quelle strane distrazioni che a volte sciupavano le sue partite…in quei momenti doveva essere immerso nel suo sogno di onnipotenza.

Lo stile di Capablanca potrebbe essere definito materialistico: guadagnare un pedone od ottenere un certo vantaggio di posizione e confidare poi nella propria tecnica infallibile…a quel che sembra, Capablanca non attraversò mai la fase romantica dell'attacco a tutti i costi, tipica di tanti giovani giocatori. L'approccio materialistico sorge dalla sua tendenza fallico – narcisistica: guadagna qualcosa e otterrai il premio…Una volta in vantaggio non doveva più pensare: poteva ritirarsi nel suo paese di Cuccagna".

Analisi di una partitamodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Capablanca - Bernstein, San Sebastián, 1911.

Tornei e competizioni individualimodifica | modifica sorgente

Torneo Città Punteggio Classifica
1902
Campionato Nazionale Cubano contro Juan Corzo y Príncipe L'Avana (+4 -3 =6) Capablanca vince 7 - 6
1906
Competizione contro Robert Raubitschek New York (+2 -0 =0) Capablanca vince 2 - 0
Campionato universitario New York (+4 -0 =1) Capablanca gioca per la Columbia University.
1909
Competizione contro Frank James Marshall New York (+8 -1 =14) Capablanca vince 15 - 8
1910
Campionato dello Stato di New York New York (+7 -0 =0) 1. posto
1911
Campionato dello Stato di New York New York (+8 -1 =3) 2. posto
Torneo internazionale San Sebastián (+6 -1 =7) 1. posto
1913
Competizione contro Charles Jaffé New York (+2 -0 =1) Jaffé abbandona dopo 3 partite
Campionato dello Stato di New York New York (+10 -1 =7) 1. posto
Torneo internazionale L'Avana (+8 -2 =4) 2. posto
Torneo Memorial Rice New York (+13 -0 =0) 1. posto
1914
Torneo internazionale San Pietroburgo (+10 -2 =6) 2. posto
1915
Campionato dello Stato di New York New York (+12 -0 =2) 1. posto
1916
Torneo Memorial Rice New York (+12 -1 =4) 1. posto
1918
Torneo Manhattan Chess Club New York (+9 -0 =3) 1. posto
1919
Competizione contro Boris Kostić L'Avana (+5 -0 =0) Capablanca vince 5 - 0
Torneo internazionale Hastings (+10 -0 =1) 1. posto
1921
Campionato mondiale contro Emanuel Lasker L'Avana (+4 -0 =10) Lasker abbandona dopo 14 partite. Capablanca è campione del mondo
1922
Torneo internazionale Londra (+11 -0 =4) 1. posto
1924
Torneo di New York 1924 New York (+10 -1 =9) 2. posto
1925
Torneo internazionale Mosca (+9 -2 =9) 3. posto
1926
Torneo internazionale Lake Hopatcong (+4 -0 =4) 1. posto
1927
Torneo internazionale New York (+8 -0 =12) 2. posto
Campionato mondiale contro Aleksandr Aleksandrovič Alechin Buenos Aires (+3 -6 =25) Alechin vince 18,5 - 15,5 ed è campione del mondo
1928
Torneo internazionale Bad Kissingen (+4 -1 =6) 2. posto
Torneo internazionale Berlino (+5 -0 =7) 1. posto
Torneo internazionale Budapest (+5 -0 =4) 1. posto
1929
Torneo internazionale Gran Bretagna - Resto del Mondo Ramsgate (+4 -0 =3) Capablanca gioca per il Resto del Mondo
Torneo internazionale Budapest (+8 -0 =5) 1. posto
Torneo internazionale Karlsbad (+10 -2 =9) 2.-3. posto con Rudolf Spielmann
Torneo internazionale Barcellona (+13 -0 =1) 1. posto
1929/1930
Torneo internazionale Hastings (+4 -0 =5) 1. posto
1930/1931
Torneo internazionale Hastings (+5 -1 =3) 2. posto
1931
Competizione contro Max Euwe Amsterdam (+2 -0 =8) Capablanca vince 6 - 4
Torneo magistrale New York (+9 -0 =2) 1. posto
1934/1935
Torneo internazionale Hastings (+4 -2 =3) 4. posto
1935
Torneo internazionale Mosca (+7 -2 =10) 4. posto
Torneo internazionale Margate (+6 -1 =2) 2. posto
1936
Torneo internazionale Margate (+5 -0 =4) 2. posto
Torneo internazionale Mosca (+8 -0 =10) 1. posto
Torneo internazionale Nottingham (+7 -1 =6) 1. - 2. posto con Michail Botvinnik
1937
Torneo internazionale Semmering (+2 -1 =11) 3. - 4. posto con Samuel Reshevsky
1938
Torneo magistrale Parigi (+6 -0 =4) 1. posto
Torneo AVRO Amsterdam, L'Aia, Rotterdam, Groninga, Zwolle, Haarlem, Utrecht, Arnhem, Breda e Leida (+2 -4 =8) 7. posto
1939
Torneo internazionale Margate (+4 -0 =5) 2. - 3. posto con Salo Flohr
Olimpiadi Buenos Aires (+7 -0 =9) Capablanca è capitano della squadra cubana

Curiositàmodifica | modifica sorgente

Capablanca è più volte nominato nel romanzo Auto da fé di Elias Canetti, ove l'ebreo nano, malvivente, scacchista e millantatore Fischerle vuole recarsi in America per battere l'allora campione mondiale ad una partita a scacchi.[2]

Librimodifica | modifica sorgente

Capablanca scrisse anche alcuni libri che ebbero larga diffusione e traduzioni in più lingue:

  • Il primo libro degli scacchi. Milano, Mursia, 1998.
  • I fondamenti degli scacchi. Milano, Mursia, 1999.
  • La mia carriera scacchistica. Roma, Prisma Editori, 1990.

Da alcune sue conversazioni alla radio di New York fu tratto:

  • Ultime lezioni. L'Italia scacchistica, 1950.

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Garri Kasparov, Gli scacchi, la vita, Mondadori, 2007, p. 86.
  2. ^ Elias Canetti, Auto da fé, traduzione di Luciano e Bianca Zagari, Adelphi, 1981, pp. 216-219-364-377-378-382-385-394.

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

Altri progettimodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

Predecessore Campione del mondo di scacchi Successore
Emanuel Lasker 1921 - 1927 Aleksandr Alekhin

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