Josef Fritzl

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Josef Fritzl (Amstetten, 9 aprile 1935) è un criminale austriaco.

Nel 2008 è stato incriminato per omicidio, riduzione in schiavitù, sequestro di persona, stupro, coercizione e incesto nei confronti della figlia Elisabeth, da lui tenuta imprigionata per 24 anni in un bunker sotterraneo nel seminterrato della sua abitazione. Il 19 marzo 2009 è stato quindi condannato all’ergastolo e rinchiuso in un istituto psichiatrico.

Biografiamodifica | modifica sorgente

Amstetten in Austria

Nato ad Amstetten, figlio unico di Maria e Josef Sr., Fritzl viene cresciuto dalla sola madre. Suo padre, che nel frattempo aveva abbandonato la famiglia quando il figlio aveva quattro anni, in seguito combatterà come soldato della Wehrmacht durante la seconda guerra mondiale, rimanendo ucciso in azione, nel 1944.

Durante l'infanzia subisce continuamente maltrattamenti e umiliazioni da parte della madre. L'unica manifestazione d'affetto da parte di lei era l'andare insieme in chiesa la domenica. Questi eventi gli hanno causato disturbi alla personalità e, si vedrà poi nel processo a suo carico, anche l'incapacità di comprenderne appieno le conseguenze dei suoi crimini.

Dopo aver completato i suoi studi in ingegneria elettrica, Fritzl, ottiene un lavoro a Linz e, nel 1956, all'età di 21 anni, sposa la diciassettenne Rosemarie, che lo renderà padre di due figli e cinque figlie.

La sua prima condanna risale al 1967 quando viene arrestato e sconta diciotto mesi di carcere per stupro nei confronti di una donna di 24 anni residente nella città di Linz. In quel caso Fritzl aveva fatto irruzione nella casa della donna e, approfittando dell'assenza del marito che era via per lavoro, l'aveva sottoposta a violenza sessuale, minacciandola con un coltello alla gola. Dopo il suo rilascio Fritzl trova lavoro in una ditta di materiale da costruzione per poi diventare venditore di attrezzature tecniche, impiego che lo porta a viaggiare in tutta l'Austria.

Nel 1995, compiuti i 60 anni d'età, si ritira dal servizio.

Il casomodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Caso Fritzl.

Il processomodifica | modifica sorgente

Il 13 novembre 2008 Josef Fritzl, viene incriminato per sequestro di persona, riduzione in schiavitù, stupro, incesto e per l'omicidio del neonato Michael e la perizia psichiatrica attesterà la capacità di intendere dell’uomo, riscontrando però gravi disturbi di personalità.

Il 19 marzo 2009, Fritzl, viene condannato al carcere a vita senza possibilità di libertà condizionale per i seguenti 15 anni. Senza ricorrere in appello, attualmente Fritzl sta scontando la sua pena nella prigione di Garsten Abbey, in una sezione speciale del carcere per pazzi criminali.[1]

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Elisabeth Fritzl, segregata dal padre per 24 anni e madre di 7 figli incestuosi - Cronaca Nera

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

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