La mia generazione

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La mia generazione
Titolo originale La mia generazione
Paese di produzione Italia
Anno 1996
Durata 95 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Wilma Labate
Sceneggiatura Wilma Labate, Paolo Lapponi, Andrea Leoni, Francesca Marciano, Sandro Petraglia
Fotografia Alessandro Pesci
Montaggio Enzo Meniconi
Musiche Nicola Piovani
Scenografia Marta Maffucci
Interpreti e personaggi

La mia generazione è un film diretto dal regista Wilma Labate.

Tramamodifica | modifica sorgente

La storia si svolge nell'arco di ventiquattro ore nella primavera del 1983. Un furgone blindato trasporta Braccio, terrorista arrestato alcuni anni prima, da un carcere della Sicilia a Milano dove egli rivedrà la fidanzata Giulia. Nel furgone ci sono un capitano dei Carabinieri e Concilio, detenuto comune che il capitano, magistralmente interpretato da Silvio Orlando, è costretto a "caricare" a seguito di un blocco del traffico ferroviario causato da manifestanti senza lavoro. Concilio deve essere trasportato al carcere di Bologna e quindi è "di strada". Per Rocco e i suoi fratelli Milano rappresentava solo un luogo di emigrazione che, lungi dall’arrecare reale benessere, mostrava tutta la differenza in negativo di una metropoli settentrionale a confronto con quelle più solari del centro e sud d’Italia. Per Braccio rappresentava il porto di approdo dove ritessere legami umani e ritrovare qualcosa di familiare dopo quattro anni di regime speciale carcerario. Ma niente di tutto questo: all'insaputa di Braccio, il viaggio è una trappola, un sotterfugio psicologico, per indurlo a collaborare con la giustizia. Milano per lui resta fonte di depressione dovendo affrontare una promessa mancata inventata ad arte da un colonnello dei carabinieri, di cui il capitano è solo un emissario, per estorcergli una confessione che non ci sarà. Non si può fare a meno di pensare che quel colonnello avesse in qualche modo a che fare con le stragi di matrice fascista susseguitesi dal '69 (Piazza Fontana a Milano) in avanti, mentre è certo che il capitano che ne realizza il piano è solo una delle tante vittime della disoccupazione, un laureato in economia e commercio che, espulso dal mercato, non ha trovato di meglio che arruolarsi nell'Arma.

Riconoscimentimodifica | modifica sorgente

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