La rabbia giovane

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La rabbia giovane
Rabbia giovane 01.jpg
Martin Sheen in una scena del film
Titolo originale Badlands
Paese di produzione USA
Anno 1973
Durata 93 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1,85:1
Genere drammatico
Regia Terrence Malick
Soggetto Terrence Malick
Sceneggiatura Terrence Malick
Produttore Terrence Malick
Fotografia Tak Fujimoto, Steven Larner, Brian Probyn
Montaggio Robert Estrin
Musiche Mickey Baker, Howard Barnes, Harold Cornelius, Dominic John, Sylvia Robinson, Ethel Smith, James Taylor, George Aliceson Tipton
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

La rabbia giovane è un film del 1973 diretto da Terrence Malick, al suo debutto nella regia, qui anche sceneggiatore, produttore ed interprete in un piccolo ruolo.

Presentato in concorso al Festival di San Sebastian 1974, ha vinto la Concha de Oro come miglior film.

La storia è vagamente ispirata a un fatto di cronaca nera degli anni cinquanta, la serie di omicidi in Nebraska e Wyoming commessi dalla coppia dei giovani Charles Starkweather e Caril Ann Fugate.

Nel 1993 il film è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[1]

Tramamodifica | modifica sorgente

1959, Fort Dupree, Dakota del Sud. L'insoddisfatto venticinquenne Kit Carruthers (Martin Sheen), che si atteggia a James Dean ma deve adattarsi ai lavori più sgradevoli (spazzino, manovale in un macello), inizia una relazione con la quindicenne Holly (Sissy Spacek), affascinato dal suo sguardo innocente sulla realtà. Il padre di lei (Warren Oates) esprime tutta la propria disapprovazione per questo sconveniente rapporto prima uccidendo il cane della figlia adolescente, poi affrontando direttamente Kit: il ragazzo, senza alcuna esitazione, lo uccide in presenza di Holly, che accoglie con totale indifferenza la morte dell'unico genitore.

In un primo momento i due provano a vivere in solitudine, in mezzo alla natura selvatica, ma l'idillio ha breve durata, quando vengono scoperti dalla polizia iniziano una fuga per le praterie di Dakota del Sud e Montana, durante la quale Kit lascia dietro di sé una scia di sangue, uccidendo con totale distacco emotivo chiunque sembri rappresentare una minaccia.

Quando Holly decide di non seguirlo più in quella che aveva affrontato come una romantica avventura per poi scoprire una realtà ben diversa, Kit continua la fuga da solo, ma presto si lascia catturare, senza neppure tentare di superare il confine con il Canada. Lui viene condannato a morte, lei dopo aver scontato una pena leggera sposa il figlio del proprio avvocato.

Commentomodifica | modifica sorgente

Definito dal Dizionario Mereghetti, che gli attribuisce il massimo voto possibile, «uno dei film più insoliti e preziosi del cinema americano»,[2] questo primo film di Malick evidenzia già i peculiari elementi stilistici di tutto il suo cinema: l'uso di una voce fuori campo introspettiva (in questo caso quella di Holly, che sembra narrare la storia leggendo brani del proprio diario adolescenziale) e di musiche suggestive creano un senso di sospensione e di distacco dagli eventi, mentre la macchina da presa alterna splendide immagini di grande fascinazione per la natura alla cruda rappresentazione della violenza dei comportamenti umani. Per quanto riguarda la natura, comuni alla cinematografia successiva sono sia le notevoli riprese panoramiche, sia le riprese macro di insetti, sia il ricorrente amore per alberi ed erba, ben rivelato dallo scambio tra Holly e Kit: "Bellissimo questo posto!" - "È merito degli alberi".

Curiositàmodifica | modifica sorgente

  • Il budget del film è stato di soli 450.000 dollari.
  • Le riprese si sono svolte prevalentemente in Colorado: La Junta, Otero County, Rocky Ford e Las Animas tra il luglio e l'ottobre 1972.
  • Il film è uscito in un'anteprima a New York il 13 ottobre 1973.
  • Il cantautore statunitense Bruce Springsteen, ha tratto ispirazione dal film di Malick per incidere il singolo "Nebraska".
  • Il Killer dello Zodiaco ha citato questo film in una lettera del 8 maggio 1978 mandata al Chronicle, definendolo una "glorificazione all'omicidio" e sconsigliando il giornale di pubblicizzarlo.

Colonna sonoramodifica | modifica sorgente

La colonna sonora è contraddistinta da brani di Carl Orff e da canzoni di James Taylor e Nat King Cole.

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ (EN) Librarian of Congress Names 25 More Films to National Film Registry, Library of Congress, 14 dicembre 1993. URL consultato il 5 gennaio 2012.
  2. ^ Il Mereghetti - Dizionario dei Film 2000, p. 1483

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

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