Terra dei fuochi

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La terra dei fuochi è una vasta area della provincia di Napoli compresa tra i comuni di Qualiano, Villaricca e Giugliano caratterizzata dallo sversamento illegale di rifiuti, anche tossici, da parte della Camorra. In molti casi, i cumuli di rifiuti, illegalmente riversati nelle campagne, o ai margini delle strade, vengono incendiati dando luogo a roghi i cui fumi diffondono sostanze tossiche, tra cui diossina, nell'atmosfera e nelle terre circostanti.

Il fenomeno è in crescita, ed interessa attualmente anche la provincia di Caserta ed altre aree della Campania e del Sud Italia.

Indice

Origine del nome modifica

La presenza di roghi ha dato origine al nome terra dei fuochi[1]. Questo nome è stato usato da Roberto Saviano nel libro Gomorra come titolo dell'XI ed ultimo capitolo.

Attività di smaltimento illegale dei rifiuti modifica

Tra le attività di sversamenti, vi è l'eliminazione di materiali come copertoni o scarti di abbigliamento[2], o il recupero del rame dai cavi elettrici[3][4]. I roghi sono diventati più frequenti quando potevano essere confusi tra i numerosi roghi appiccati ai cumuli di immondizia durante la crisi dei rifiuti in Campania del 2007-2008. I carabinieri hanno accertato che solo tra gennaio e marzo 2007 sono stati incendiati in terreni agricoli 30.000 chilogrammi di rifiuti con un ricavo di oltre 118.000 euro[3].

Inquinamento dei prodotti agroalimentari modifica

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Mozzarella di bufala campana#Allarme diossina e blocco delle importazioni.

L'inquinamento da diossina dei terreni è estremamente rischioso perché introduce sostanze tossiche nella catena alimentare degli animali da allevamento e può raggiungere anche l'uomo. Nel marzo 2008 furono riscontrate[5] presenze di diossina nel latte di bufale provenienti da allevamenti del casertano, attribuite all'inquinamento ambientale. A seguito di questi riscontri, che comunque riguardavano in maniera limitata gli allevamenti impiegati per produrre la mozzarella di bufala campana DOP[6], alcuni paesi, tra cui Corea del Sud e Giappone, bloccarono temporaneamente l'importazione della mozzarella campana. A seguito della notizia, la vendita di prodotti caseari della Campania è diminuita significativamente, non solo in Italia, ma anche all'estero[7][8][9].

Note modifica

  1. ^ Peppe Ruggiero. La terra dei fuochi a nord di Napoli in Nazione indiana. 29-09-2006. URL consultato in data 06-11-2008.
  2. ^ 'Venti arresti per traffico illecito di riffiuti', articolo dal sito ilmediano.it del 19-12-2008.
  3. ^ a b Rifiuti, i veleni tra i campi verdi di Caivano, Afragola e Casoria in ecostiera on-line. 25-10-2008. URL consultato in data 1-10-2008.
  4. ^ in napolinord. 14-09-2008. URL consultato in data 01-10-2008.
  5. ^ Mozzarella, limitate positività alla diossina. Il Governo dopo l'alt di Tokyo: no a psicoosi in Corriere della sera. 26-03-2008. URL consultato in data 06-10-2008.
  6. ^ Consorzio di tutela del formaggio mozzarella di bufala campana DOP. Comunicato stampa. 20-04-2008. URL consultato in data 06-10-2008.
  7. ^ Mandara: Mozzarella sana, ma vendite in calo in Il Denaro. 23-01-2008. URL consultato in data 06-10-2008.
  8. ^ in Il Denaro. 15-01-2008. URL consultato in data 06-10-2008.
  9. ^ La spesa al tempo dei rifiuti "Prodotti locali? No, grazie" in La Repubblica-Napoli. 16-01-2008. URL consultato in data 06-10-2008.

Voci correlate modifica

Collegamenti esterni modifica