Lepidium sativum

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Lepidium sativum
Gartenkresse.jpg
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Capparales
Famiglia Brassicaceae
Genere Lepidium
Specie Lepidium sativum
Classificazione APG
Ordine Brassicales
Famiglia Brassicaceae
Nomenclatura binomiale
Lepidium sativum
L.

Il crescione dei giardini o crescione inglese (Lepidium sativum) è una pianta annuale, facile da coltivare e di sapore gradevole; è caratterizzata da steli alti (circa 20 cm) e sottili con foglie sottili dalla forma ovale.

Storiamodifica | modifica sorgente

Conosciuto sin dall'antichità, era molto apprezzato dai Persiani i quali ritenevano che le ricchezze nutritive del crescione giovassero notevolmente alla crescita e allo sviluppo dei bambini. I Romani invece ritenevano che il crescione trasmettesse benessere al corpo e che avesse proprietà afrodisiache, la pianta mantenne tale reputazione fino al 1800.

Principi e caratteristichemodifica | modifica sorgente

Il crescione è molto aromatico, ha un sapore acidulo e piccante, molto caratteristico. Si presenta di un colore verde e fiori piccoli e bianchi, quando ancora seme invece è di colore rosso scuro.

Ricco di vitamine e sali minerali (fra cui lo zolfo), aiuta a disintossicarsi dal fumo e smog, inoltre è un diuretico naturale, fa bene per chi soffre di ritenzione idrica e di ipertensione. Ha anche proprietà digestive e cardiovascolari. Il crescione è idonea per uso alimentare, è una pianta aromatica ed è anche definita pianta medicinale.

Uso culinariomodifica | modifica sorgente

In cucina è usato sia cotto (lesso o in zuppa) sia crudo: nelle insalate, antipasti, piadine. In Italia è molto diffuso nella cucina romagnola. Va usato fresco, altrimenti perde le sue proprietà nutritive. Può essere usato anche come pianta aromatica per insaporire purè e formaggi o decorazioni. Si usano sia le foglie che i fiori. Va raccolto poco prima e durante il periodo di fioritura (maggio, giugno), non va raccolto oltre tale periodo.

Giardinaggiomodifica | modifica sorgente

Si semina tendenzialmente in primavera, ma con qualche cura si adatta anche alle stagioni più ostili, nel suo periodo ideale non richiede particolari attenzioni, può essere coltivato anche in vaso. Si consuma non appena è abbastanza sviluppato raccogliendolo con tutta la radice.

In laboratoriomodifica | modifica sorgente

È usato per analisi di fitotossicità (test del crescione), in quanto la sua germinazione richiede solo 24 ore a 27° (o 36 ore a 22°). Indici di germinazione inferiori al 40% del campione di controllo con campioni diluiti al 30% indicano la presenza di sostanze che comportano effetti letali sulle piante, dal 40 al 60% si ha difficilmente letalità ma possono esserci ritardi nello sviluppo, con indici superiori al 60-70% non si hanno danni manifesti alle piante.

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

Fontimodifica | modifica sorgente

Il crescione: su giallozafferano.it

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