Letizia Battaglia

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Letizia Battaglia e Franco Zecchin a Mondello (1987)

Letizia Battaglia (Palermo, 5 marzo 1935) è una fotoreporter, giornalista e politica italiana.

Biografiamodifica | modifica sorgente

Inizia la sua carriera di giornalista nel 1969 lavorando per il giornale palermitano L'Ora. Nel 1970 si trasferisce a Milano dove incomincia a fotografare collaborando con varie testate. Nel 1974 ritorna a Palermo e crea, con Franco Zecchin, l'agenzia "Informazione fotografica", frequentata da Josef Koudelka e Ferdinando Scianna. Qui si formano i fotografi Luciano del Castillo, Ernesto Bazan, Fabio Sgroi. Nel 1974 si trova a documentare l'inizio degli anni di piombo della sua città, scattando foto dei delitti di mafia per comunicare alle coscienze la misura di quelle atrocità.[1]

Suoi sono gli scatti all'hotel Zagarella che ritraevano gli esattori mafiosi Salvo insieme ad Andreotti e che furono acquisiti agli atti per il processo.
Diviene una fotografa di fama internazionale[2].
Ma Letizia Battaglia non è solo "la fotografa della mafia". Le sue foto, spesso in un vivido e nitido bianco e nero, si prefiggono di raccontare soprattutto Palermo nella sua miseria e nel suo splendore, i suoi morti di mafia ma anche le sue tradizioni, gli sguardi di bambini e donne (la Battaglia predilige i soggetti femminili), i quartieri, le strade, le feste e i lutti, la vita quotidiana e i volti del potere di una città contraddittoria. Negli anni '80 crea il "laboratorio d'If", dove si formano fotografi e fotoreporter palermitani: la figlia Shobha, Mike Palazzotto, Salvo Fundarotto.

Letizia Battaglia è stata la prima donna europea a ricevere nel 1985, ex aequo con l'americana Donna Ferrato, il Premio Eugene Smith, a New York, riconoscimento internazionale istituito per ricordare il fotografo di Life. Un altro premio, il Mother Johnson Achievement for Life, le è stato tributato nel 1999.

Ha esposto in Italia, nei Paesi dell'Est, Francia (Centre Pompidou, Parigi), Gran Bretagna, America, Brasile, Svizzera, Canada. Il suo impegno sociale e la sua passione per gli ideali di libertà e giustizia sono descritti nella monografia delle edizioni Motta: Passione, giustizia e libertà (lo stesso titolo di una sua mostra recente).

Dal 2000 al 2003 dirige la rivista bimestrale realizzata da donne Mezzocielo, nata da una sua idea nel 1991.

Nonostante le sue radici profondamente siciliane, la Battaglia si era trasferita nel 2003 a Parigi, delusa per il cambiamento del clima sociale e per il senso di emarginazione da cui si sentiva circondata, ma nel 2005 è tornata nella sua Palermo.

Nel 2008 appare in un cameo nel film di Wim Wenders Palermo Shooting.

La politicamodifica | modifica sorgente

Nel 1979 è cofondatrice del Centro di Documentazione "Giuseppe Impastato". Si è occupata anche di politica a cavallo tra la fine degli anni '80 e i primi anni '90. È stata consigliere comunale con i Verdi, assessore comunale a Palermo con la giunta Orlando. Nel 1991 è eletta deputato all'Assemblea Regionale Siciliana con La Rete, nell'XI Legislatura. In questa legislatura è vice presidente della Commissione Cultura. Nel 1996 non si ricandida.

Nei mediamodifica | modifica sorgente

Nel 2006, in occasione del Festival Sguardi altrove, Milano, è stato proiettato il film-documentario per la Tv svizzera di Daniela Zanzotto Battaglia - una donna contro la mafia, a lei dedicato.

Nel 2014 è stato proiettato su Sky Arte il documentario "Letizia Battaglia - Amoreamaro" per la regia di Francesco Raganato.

Mostremodifica | modifica sorgente

  • Palermo amore amaro, 1986, Palermo.
  • Fotografie dalla Sicilia, 2002, Cantieri Culturali della Zisa, Palermo.
  • Sorelle, 2003.
  • Passione, giustizia e libertà Metis-nl Amsterdam, Olanda.
  • Omaggio a Letizia Metis-nl, Amsterdam, Olanda.
  • Expo Fotografe Italiane, Hasseblad center, Germania.
  • Passione, giustizia e libertà, 2006, Torino.
  • Siciliana, Galleria Belvedere, Milano, 2006.
  • Dovere di cronaca, con Franco Zecchin, Festival Internazionale di Roma.
  • Letizia Battaglia 1974 - 2011, palazzo Chiaramonte, Palermo pride 2011[3][4]
  • Attraverso le tenebre: Goya, Battaglia, Samorì, 2010, Raccolta Lercaro, Bologna.

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ commento su Winners of the W.E. Smith... (1985)
  2. ^ L.Battaglia su Lifetime Achievement, 1999
  3. ^ Repubblica: le foto di Letizia Battaglia allo Steri
  4. ^ Letizia Battaglia per il Palermo pride 2011

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Giovanna Calvenzi, Letizia Battaglia. Sulle ferite dei suoi sogni, Bruno Mondadori 2010, ISBN 9788861594678

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

Controllo di autorità VIAF: 114882242 LCCN: n93037165








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