Lettera di Giuda

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Lettera di Giuda
Colophon Alexandrinus Jude.JPG
Colofone alla Lettera di Giuda del Codex Alexandrinus (V secolo)
Datazione 50-140 circa
Attribuzione Giuda (tradizionale) o pseudoepigrafa (critica moderna)
Fonti Assunzione di Mosè, Libro di Enoch, forse Lettera di Giacomo
Manoscritti \mathfrak{p}72 e \mathfrak{p}78 (300 circa)

La Lettera di Giuda è uno dei libri del Nuovo Testamento. Il testo viene datato tra il 70 e il 120 circa.[1][2][3] Tradizionalmente viene attribuita all'apostolo Giuda Taddeo. La lettera è lo scritto più breve contenuto nella Bibbia:[4] comprende, in tutto, 25 versetti.

Composizionemodifica | modifica sorgente

Autoremodifica | modifica sorgente

Nel primo versetto l'autore si presenta come «Giuda, servo di Gesù Cristo, fratello di Giacomo» (1); nel testo della lettera non si identifica come un apostolo e farebbe riferimento agli apostoli come ad un gruppo di cui non fa parte (17-18).[5] Tuttavia il versetto 1,17-18, secondo altri autori, non sarebbe sufficiente ad escludere Giuda dal circolo dei dodici apostoli[6][7].

Secondo diversi autori si potrebbe trattare del Giuda riportato come fratello di Gesù dalle fonti evangeliche[8][9][10], dell'apostolo Giuda Taddeo[11], o ancora di altri personaggi con lo stesso nome.

Alcuni studiosi ritengono inoltre lo scritto pseudoepigrafico: l'autore sarebbe un anonimo ebreo cristiano a conoscenza della Lettera di Giacomo e di altre opere ebraiche, come l'Assunzione di Mosè e l'Apocalisse di Enoch,[12], che avrebbe voluto dare maggiore credibilità allo scritto associandogli il nome di uno dei fratelli di Gesù.[3]

Datazionemodifica | modifica sorgente

La data di composizione è incerta. Nella lettera la fine del mondo e il giudizio universale sono peraltro attesi come imminenti e gli insegnamenti degli apostoli sono tramandati come orali;[13] questi elementi, insieme alla mancanza di riferimenti alla distruzione del Tempio,[13] farebbero risalire la datazione al tempo del cristianesimo primitivo, con date proposte oscillanti tra il 50 e il 90.[1][13][14] D'altro canto vi sono indizi anche per una datazione più tarda, tra il 90 e il 140[15], successiva all'età apostolica: nel versetto 3 l'autore parla dell'età degli apostoli come del passato e nei versetti 17,18 ricorda ai destinatari della lettera le parole dette loro dagli apostoli riguardo alla venuta di impostori «alla fine dei tempi».[3] Ai fini della datazione può essere utile considerare che da una parte l'autore forse conosceva la Lettera di Giacomo, dall'altra che la Seconda lettera di Pietro (3:3) cita Giuda 18.

Canonicitàmodifica | modifica sorgente

La lettera è stata inserita presto nel canone della Bibbia, anche se con diverse incertezze. È elencata nel canone muratoriano ed Eusebio di Cesarea la pone tra i libri discussi anche se accettati da molti. L'elemento che più ha prodotto incertezze circa la canonicità è l'uso di fonti apocrife.

L'autore fece infatti ampio uso di fonti considerate non canoniche, l'Assunzione di Mosè e il Libro di Enoch, e forse anche il Testamento di Naphtali (6) e il Testamento di Asher (8). Il Libro di Enoch è un testo ebraico composto con una lunga storia compositiva, inclusa tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C.; il versetto Enoch 1.9 è citato letteralmente in Giuda (14,15), il riferimento ad Enoch come il «settimo da Adamo» (14) è ripreso da Enoch 40.8 e la descrizione degli angeli caduti contenuta in Giuda 6,13 si basa su Enoch. La citazione dell'Assunzione di Mosè (9) è riconosciuta come tale da autori patristici come Origene, Clemente e Didimo, e fanno riferimento a un'edizione dell'Assunzione di Mosè differente da quella più tarda conservatasi.[16]

Struttura e contenutomodifica | modifica sorgente

La breve lettera usa in tutto 465 vocaboli[13], oggi raccolti in 25 versetti. Si caratterizza, rispetto ad altri testi del Nuovo Testamento, per il lessico molto ricco e vario[13]. L'obiettivo di Giuda è avvisare i destinatari dei pericoli portati da falsi dottori che mettono in pericolo la fede cristiana (Giuda 4):

« Si sono infiltrati infatti tra voi alcuni individui - i quali sono già stati segnati da tempo per questa condanna - empi che trovano pretesto alla loro dissolutezza nella grazia del nostro Dio, rinnegando il nostro unico padrone e signore Gesù Cristo »

Lo scritto prosegue minacciando loro una punizione divina, illustrandola con precedenti della tradizione giudaica.

La lettera si conclude invitando i cristiani a rimanere fedeli (Giuda 20-21):

« Ma voi, carissimi, costruite il vostro edificio spirituale sopra la vostra santissima fede, pregate mediante lo Spirito Santo, conservatevi nell'amore di Dio, attendendo la misericordia del Signore nostro Gesù Cristo per la vita eterna. »

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ a b Giuliano Vigini, Lettere e Apocalisse, 1998
  2. ^ Un arco temporale più ristretto, tra il 75 e l'80 viene proposto in Michele Mazzeo, Lettere di Pietro, Lettera di Giuda, 2002.
  3. ^ a b c William Bruce Prescott, «Jude, Letter of», in Mercer dictionary of the Bible, Mercer University Press, 1990, ISBN 9780865543737, p. 479.
  4. ^ John Phillips, Exploring the Epistle of Jude: an expository commentary, 2004.
  5. ^ Paul V. Harrison, Robert E. Picirilli, James, 1, 2 Peter, Jude, Randall House Publications, 1992, ISBN 9780892651450, p. 327.
  6. ^ Thomas R. Schreiner, "First, Second Peter, Jude" Volume 37 di New American Commentary New Testament, B&H Publishing Group, 2003, p.429. Scrive Schreiner: "Giuda 17 non comporta di per se la dimostrazione che Giuda non sia un apostolo. Il confronto con la Seconda Lettera di Pietro è istruttivo. Abbiamo già visto che Pietro si è identificato come un apostolo nella sua Seconda Lettera (2Pt 1:1). Ma nella Seconda Lettera, nei versetti 3,2-3 dice: “Voglio ricordarvi le parole pronunciate in passato dai Profeti e dei comandamenti dati dal nostro Signore e Salvatore attraverso gli apostoli”. Questo linguaggio è notevolmente simile a quello di Giuda, eppure le parole di Pietro non lo escludono dal circolo apostolico".
  7. ^ Cfr. anche James Macknight, "A New Literal Translation, from the Original Greek of All the Apostolical Epistles: With a Commentary, and Notes", Longman, Hurst, 1806, p.188 e p. 209
  8. ^ Su questo cfr., ad esempio, Giuliano Vigini, Lettere e Apocalisse, 1998. Nel Vangelo secondo Marco 6:3, Giacomo e Giuda sono citati come due dei quattro fratelli di Gesù.
  9. ^ Thomas R. Schreiner, First, Second Peter, Jude, B&H, 2003.
  10. ^ Daniel Keating, First and Second Peter, Jude, Baker Academic, 2011.
  11. ^ Enciclopedia Cattolica
  12. ^ Norman Perrin, The New Testament: An Introduction, p. 260; citato in Kirby, Peter. "Epistle of Jude." Early Christian Writings. 2006. 2 Feb. 2006 <http://www.earlychristianwritings.com/jude.html>.
  13. ^ a b c d e Michele Mazzeo, Lettere di Pietro, Lettera di Giuda, 2002.
  14. ^ 50-90 è l'intervallo proposto da Daniel Keating, in First and Second Peter, Jude, Baker Academic, 2011.
  15. ^ 65-140 è l'intervallo proposto in Mercer Dictionary of the Bible (a cura di Watson E. Mills,Roger Aubrey Bullard), Mercer University Press, 1990
  16. ^ Michael Green, The second epistle general of Peter, and the general epistle of Jude: an introduction and commentary, Wm. B. Eerdmans Publishing, 1987, ISBN 9780802800787, p. 57.

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente








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