Letteratura polacca

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La letteratura polacca è l'insieme di quelle attività indirizzate alla produzione di testi scritti, poetici e in prosa, composte in lingua polacca (della famiglia delle lingue slave).

Dalle Origini al Cinquecentomodifica | modifica sorgente

L'ingresso dei polacchi nella storia europea coincide con la loro conversione al Cristianesimo. I primi scritti polacchi sono di natura ecclesiastica e comprendono agiografie, annali, cronache, scritte per la maggior parte in polacco: un esempio è l'inno religioso Madre di Dio. L'evolversi della cultura latina, sviluppò in Polonia una rigorosa letteratura umanistica, un esempio è il celebre Historia Polacca di Jan Długosz, oppure lo spirito patriottico e religioso di Andrzej Krzycki, Jan Dantyszek e Klemens Janicki. La nascita della stampa incoraggiò le grandi opere letterarie scritte nella lingua madre: Mikołaj Rej fu il primo a elogiare la lingua polacca come lingua letterata evoluta, mentre Łukasz Górnicki, conferì alla prosa polacca un alto grado di duttilità. L'autore più maturo in ambito europeo, fu il poeta Jan Kochanowski, che in Lamentazioni portò la lirica polacca a grandi livelli.

Seicento e Settecentomodifica | modifica sorgente

La letteratura del Seicento risentì delle vicende belliche in Polonia, essa è contrassegnata da una decadenza e dalla prevalenza di forme e contenuti barocchi. L'animo bellico e religioso dei polacchi si rileva nell'opera di Wacław Potocki, la cui Salmodia Polacca è contraddistinta da spirito patriottico. Durante la prima metà del Settecento, la letteratura fu vittima di oscuramento culturale, la sua rinascita avvenne nell'epoca dei lumi, e la nuova cultura europea venne diffusa da diversi periodici (Monito in primis) e Ignacy Krasicki, prosatore e poeta, si cimentò in diversi generi letterari.

Dall'età Romantica al XX secolomodifica | modifica sorgente

Nel XIX secolo con la diffusione del romanticismo in Polonia la poesia divenne nuovamente il centro ideale del sentimento nazionale. A seguito della perdita dell'indipendenza, la cultura polacca si sentì in pericolo. La repressione seguita alla rivolta antirussa nel 1830-1831 provocò la cosiddetta "grande emigrazione", grazie alla quale i maggiori scrittori polacchi conquistarono in Europa posizioni di assoluto rispetto, la loro poesia al servizio degli ideali nazionali mostrò vene romantiche, messe in evidenza dagli scrittori: Adam Mickiewicz, Juliusz Słowacki e Zygmunt Krasiński; il primo rispecchiò la tragedia della patria ne Gli Avi, il secondo espresse in Re Spirito, il martirio della patria e la condanna del suo tempo, anche in Krasinski il dolore e la fede appaiono dominanti. Nella letteratura sviluppatasi in patria sorse il romanzo storico con connotazioni epiche, i cui scrittori di spicco sono: Henryk Rzewuski, Józef Ignacy Kraszewski, creatore del teatro nazionale fu invece Aleksander Fredro. Una nuova repressione colpì la Polonia nel 1863, alimentando una disillusa analisi della realtà, recependo ideali di positivismo. Il misticismo romantico fu dunque abbandonato, mentre fiorirono studi storici. La fine del secolo coincise con il ritorno della poesia e col tramonto delle correnti positivistiche, a cui subentravano le nuove tendenze antirealistiche.

Novecentomodifica | modifica sorgente

All'inizio del XX secolo, attorno al movimento "Mloda Polska", si susseguirono diverse personalità letterarie: Stanisław Przybyszewski romanziere e saggista, Stanisław Wyspiański poeta e drammaturgo, Jan Kasprowicz poeta di umanità profonda; e ancora Stefan Żeromski, Władysław Reymont e Wacław Sieroszewski. Nata la Polonia indipendente, l'impegno culturale della "Mloda Polska", venne continuata dai skamandriti, sensibili all'influsso del futurismo italiano e del simbolismo russo, i maggiori esponenti sono: Julian Tuwim, Leopold Staff, vanno inoltre ricordati Stanisław Ignacy Witkiewicz narratore eclettico e bizzarro e il narratore burlesco Bruno Schulz. Nell'immediato dopoguerra, dopo l'occupazione nazista, vennero distrutte biblioteche e archivi e deportati molti intellettuali polacchi, la Polonia passò a un regime socialista, la letteratura polacca fu caratterizzata da tendenze realistiche e didattiche, i temi trattati erano quelli dell'attualità immediata, e dello sviluppo dalla nuova società socialista. Dopo il 1956, tra gli scrittori polacchi si manifestarono atteggiamenti critici, ed esigenze di autonomia dell'espressione artistica. L'evidente frattura tra rappresentanti del regime e intellettuali si placa verso gli anni settanta fino al dialogo a partire dagli anni ottanta e alle libere elezioni del 1991.

Elenco di scrittori polacchimodifica | modifica sorgente

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Ritratto di Adam Asnyk

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Ritratto di Adam Mickiewicz

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