Lia Origoni

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Lia Origoni nel 1961

Lia Origoni (La Maddalena, 20 ottobre 1919) è un'attrice e cantante italiana.

Artista musicale tra le più dotate del suo tempo, Lia Origoni sfruttò la propria voce delicata ed incisiva, nonché il proprio spessore d'interprete, per spaziare dal genere melodico italiano alla canzone romantica francese (dal repertorio di Edith Piaf ai primi successi di Jacques Brel), distinguendosi anche in efficaci interpretazioni di jazz ballad americane (soprattutto Cole Porter).

Biografiamodifica | modifica sorgente

Nasce in una famiglia dove c'era una certa predisposizione per l'arte, infatti lo zio Giacomino Origoni era stato uno dei primi attori del cinema muto italiano. Il suo debutto risale al 1934 quando il tenore Bernardo De Muro, ospite a Caprera della figlia di Giuseppe Garibaldi Clelia, durante una commemorazione cantò di fronte alla tomba di Garibaldi. Dietro consiglio di De Muro e Clelia Lia lasciò lo studio del violino e si dedicò solo al canto. Nel 1938 vinse la borsa di studio del Teatro dell'Opera di Roma.

La carrieramodifica | modifica sorgente

Il 25 dicembre del 1940 Lia debutta al Teatro Valle di Roma nella Rivista Quando meno te l'aspetti di Michele Galdieri con Totò e Anna Magnani. L'anno seguente sempre in un lavoro di Galdieri E' bello qualche volta andare a piedi sarà con Rabagliati, Delia Lodi, Tina Pica e Virgilio Riento. Nel 1940 aveva cantato nella Turandot di Giacomo Puccini con Tito Gobbi e Galliano Masini. Tra il 1942-43 Lia Origoni è a Berlino dove si esibisce nei teatri di Varietà del Wintergarten e della Scala.

Dopo il 25 luglio 1943 Lia, in maniera rocambolesca, dalla Germania rientra in Italia. Torna a Roma, dove nel Quartiere san Lorenzo abitava la sua famiglia, e con questa si trasferisce a Monsummano Basso in provincia di Pistoia presso un suo zio. Ben presto Lia inizia a lavorare all'EIAR di Firenze dove incontra il maestro Pippo Barzizza. Poi viene scritturata all'Olimpia di Milano. Dopo il 1944 sarà a Venezia dove prende lezioni di recitazione da Memo Benassi e da Giulio Stival che gli propone la parte della femme fatale in Addio giovinezza! che va in scena al teatro Goldoni di Venezia. Con Stival a Milano rappresentano Sogni d'amore.

Nel frattempo Lia trasferisce la famiglia a Rapallo e in quel periodo viene contattata da Macario, con il quale debutterà come ditta Macario-Origoni all'Odeon con Follie di Amleto. La ditta durerà molto poco e Lia viene scritturata al Teatro alla Scala di Milano nell'opera La Traviata nella parte di Flora con la regia di Giorgio Strehler. Nel 1948 Lia firmò un contratto con la RAI per una serie di trasmissioni radiofoniche in cui venivano cantate canzoni Folkloristiche di tutto il mondo, in quell'occasione conobbe Giorgio Nataletti che era stato il fondatore dell'Istituto per le ricerche etnografiche dell'Accademia di Santa Cecilia e che era membro dell'UNESCO. Nel 1949 studia le canzoni del cabaret francese dell'Ottocento. Nel 1950 fu alTeatro Sistina di Roma con Totò e nel Teatro San Carlo di Napoli dove interpretò la parte di Polly nell'Opera da tre soldi di Bertold Brecht diretta da Anton Giulio Bragaglia.

Il teatromodifica | modifica sorgente

Programmi radiofonici RAImodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Gian Carlo Tusceri, "Lia Origoni, la Violetera della Scala di Berlino, tra i miti del palcoscenico del Novecento europeo", Paolo Sorba editore, 2013. Tre anni – tanto c’è voluto – per ricostruire nella maniera più attendibile possibile, tra ricordi nitidissimi e documenti alla mano, il profilo di Lia, della cantante e dell’attrice che fu, ma pure la sua personalità e la sua storia, con un vissuto profondamente immerso nel proprio tempo, da Goebbels a re Faruk, a Luigi Einaudi, da Clara Calamai ad Anna Magnani, da Antongiulio Bragaglia a Totò, da Tito Schipa, a Severino Gazzelloni, a Renato Guttuso, a Giorgio Strehler, ai fratelli de Filippo, Renato Rascel, Paolo Poli, a Maurice Chevalier, a Caterina Valente, a Cary Grant e a Mercedes Sosa. Per non parlare dei palcoscenici di fama mondiale, come il Winter-Garten e la Scala di Berlino, il Moulin Rouge e la Salle Pleyel di Parigi, la Scala di Milano, il San Carlo di Napoli, il Sistina e l’Opera di Roma, soltanto per citare i più famosi.
  • Claudia Origoni, Io son l'umile ancella. Lia Origoni:Storia di un'artista sarda tra Opera Lirica, Rivista e Teatro, in Almanacco Gallurese 2003-2004, Sassari, 2003







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