Lorenzo Spadoni

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Lorenzo Spadoni
Nazionalità Italia Italia
Genere

Lorenzo Spadoni (Roma, 27 maggio 1937) è un cantante, doppiatore e attore italiano.

Biografiamodifica | modifica sorgente

Inizia la carriera all'inizio degli anni '60, come cantante nel coro della Rai; quando Nora Orlandi fonda, nel 1964, i "4+4" di Nora Orlandi Spadoni ne entra a far parte, cantando quindi in numerosi dischi di vari artisti e partecipando a molte manifestazioni come il festival di Sanremo, Canzonissima, Un disco per l'estate, il Festival di Napoli, la Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia, il Festival delle Rose e diverse edizioni di Cantagiro.

Negli anni '60 ha effettuato anche alcuni doppiaggi, di cui i più noti sono quello di Re Luigi delle scimmie (nell'originale effettuato da Louis Prima), nel Classico Disney Il libro della giungla, caratterizzando il personaggio anche cantando le canzoni, tra cui la celebre Voglio essere come te, e quello de il gatto siamese (nell'originale effettuato da Paul Winchell), ne Gli Aristogatti.

Entrato poi nella compagnia di Garinei e Giovannini, partecipa ad alcune commedie musicali, tra cui la seconda edizione di Rugantino nella stagione 1978/1979, in cui ha occasione di lavorare con Enrico Montesano, Aldo Fabrizi ed Alida Chelli.

Nel 1980 partecipa al celebre film cult di Renzo Arbore Il pap'occhio: Spadoni è infatti il solista del fantomatico coro a bocca chiusa "Città di Napoli", che esegue una versione del successo di Adriano Celentano (ma scritto da Vito Pallavicini, Michele Virano e Paolo Conte) Azzurro, a base di una serie di pernacchie come accompagnamento.

Discografiamodifica | modifica sorgente

33 girimodifica | modifica sorgente

45 girimodifica | modifica sorgente

Alcuni dei dischi a cui ha collaborato come componente dei 4 + 4 di Nora Orlandimodifica | modifica sorgente

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Dizionario della canzone italiana, di Autori Vari (a cura di Gino Castaldo), ed. Curcio, 1990; alla voce "Orlandi Nora", di Enzo Giannelli, pp. 1232-1233; alla voce "Quartetto due + due", di Enzo Giannelli, pp. 1406-1407

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente








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