Luigi Lucchini

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Luigi Lucchini (Casto, 21 gennaio 1919Brescia, 26 agosto 2013) è stato un imprenditore italiano.

Biografiamodifica | modifica sorgente

Figlio di Giuseppe, un artigiano che lavorava il ferro a Casto (BS) e di una tenutaria d'osteria, Rosina Freddi, si diploma maestro elementare.
Entra nell'attività paterna e la trasforma; quella che era una bottega di un fabbro diventa la prima acciaieria di Casto[1]. Nell'immediato dopoguerra fonda il gruppo Lucchini, uno dei più importanti gruppi industriali italiani attivo nella siderurgia. Nel corso degli anni settanta e ottanta il gruppo Lucchini decide di concentrarsi sulle produzioni a maggior valore aggiunto, come quello degli acciai speciali e di alta qualità. Il 15 novembre 1974 una banda composta da veneti rapisce per strada il figlio Beppe, all'epoca ventiduenne. Beppe viene liberato dopo sei giorni e dopo aver pagato il riscatto di un miliardo e duecento milioni di lire[2].

Dal 1984 al 1988 fu presidente di Confindustria, salvo poi lasciare il posto a Sergio Pininfarina. Negli anni novanta e anni duemila il gruppo Lucchini ha avuto la quota di maggioranza dell'importante stabilimento siderurgico di Piombino, che tuttora porta il suo nome e produce prodotti laminati lunghi di qualità (barre, vergella, rotaie). Il 20 aprile 2005 Lucchini vara un aumento di capitale di Lucchini S.p.a. sottoscritto dal gruppo russo Severstal che acquisisce così il 62% di quota azionaria, tenendo per sé e la sua famiglia il 29%.

Il 2 aprile 2007 riacquista una parte del Gruppo Lucchini, ossia il 100% di Lucchini Sidermeccanica S.p.a. (oggi Lucchini RS) per 215 milioni. Contemporaneamente la partecipazione in Lucchini S.p.a. scende al 20%. Nel 2009 è stato pubblicato un libro, ricco di fotografie d'epoca, che ricostruisce sotto forma di intervista la vicenda umana e professionale di Lucchini [3]. Il 4 marzo 2010 Luigi Lucchini e la sua famiglia cedono a Severstal l'ultima quota del 20% di Lucchini S.p.a., rimanendo dunque impegnati nella sola Lucchini RS, di cui il Cav. Lucchini è Presidente Onorario[4].

È scomparso il 26 agosto 2013, all'età di 94 anni[5].

Cariche e riconoscimentimodifica | modifica sorgente

Cavaliere del lavoro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere del lavoro
«Brevetto n. 1840»
— 2 giugno 1975[6]
  • Dal 1978 al 1983 è presidente degli industriali di Brescia e membro della giunta di Confindustria.
  • Dal 1980 al 1982 fa parte del Comitato Consultivo della Comunità Europea in rappresentanza dei produttori siderurgici privati.
  • dal 1984 al 1988 è presidente di Confindustria
Laurea Honoris Causa ad Honorem in Economia e commercio - nastrino per uniforme ordinaria Laurea Honoris Causa ad Honorem in Economia e commercio
— Università di Brescia - 18 giugno 1998

Presidente del consiglio di amministrazione di:

Amministratore unico di:

Vice Presidente di:

Consigliere di Amministrazione di:

Presidente del Sindacato di Blocco di:

Fondatore di:

Controversiemodifica | modifica sorgente

La Segreteria Nazionale della CGIL in una nota ha pubblicato che «Luigi Lucchini nelle relazioni sindacali è stato un interlocutore anche aspro ma attento e rispettoso del ruolo del sindacato»[7].

Marino Gamba, ex esponente della FIM CISL, peraltro, ammette che «a cavallo fra i Settanta e gli Ottanta, anche noi metalmeccanici non avevamo capito l'entità della crisi che stava avanzando e non cogliemmo le esigenze di flessibilità». Ma ciò non toglie che, a suo avviso, «Lucchini fu cinico e spregiudicato fino al punto di far crollare la produzione nei suoi stabilimenti pur di piegare il sindacato e di ripetere spesso che i suoi guadagni migliori li aveva fatti investendo in scioperi»[8].

Due ex dirigenti della FIOM bresciana (Osvaldo Squassina e Umberto Duina) che ebbero rapporti diretti con il Lucchini per rivendicazioni sindacali si sono dissociati da tale giudizio, inviando una lettera aperta a Susanna Camusso, ricordando che «Lucchini perseguì sempre l'obiettivo di eliminare il sindacato dalle aziende del gruppo» e che «la Magistratura eseguì diverse sentenze di condanna per attività anti sindacale»; ricordano gli scontri per la difesa dei diritti e del ruolo sindacale nelle aziende del gruppo; sostengono inoltre che «le stesse norme per la sicurezza venivano sistematicamente disattese e la stessa Magistratura è intervenuta disponendo il fermo degli impianti»[9]. La Segreteria Nazionale CGIL non ha dato alcun seguito ufficiale a tale lettera.

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ E' morto Luigi Lucchini, ex presidente di Confindustria, re dell'acciaio e del tondino. URL consultato il 27/08/2013.
  2. ^ Da Lucchini a Camozzi, venticinque anni di rapimenti. URL consultato il 27/08/2013.
  3. ^ Marsilio Editori
  4. ^ PARTERRE / Severstal disinnesca la mina put su Lucchini
  5. ^ È morto Luigi Lucchini, ex presidente di Confindustria Ilsole24ore.com
  6. ^ Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro
  7. ^ Comunicati CGIL, 26 agosto 2013. URL consultato il 02/09/2013.
  8. ^ I «nemici» sindacalisti: ha ispirato Romiti e anticipato Marchionne.
  9. ^ L'elogio di Lucchini diventa un «caso» nella Cgil, RCS, 31 agosto 2013. URL consultato il 02/09/2013.
Predecessore Presidente di Confindustria Successore
Vittorio Merloni 1984 - 1988 Sergio Pininfarina







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