Luigi XIII di Francia

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Luigi XIII di Borbone
Luigi XIII di Borbone
Luigi XIII re di Francia.
Ritratto da Philippe de Champaigne
Re di Francia e Navarra
Stemma
In carica 14 maggio 1610 – 14 maggio 1643
Incoronazione 17 ottobre 1610, Reims
Predecessore Enrico IV
Successore Luigi XIV
Altri titoli Delfino di Francia
Duca di Viennos
Nascita Fontainebleau, Francia, 27 settembre 1601
Morte Saint-Germain-en-Laye, Francia, 14 maggio 1643
Luogo di sepoltura Basilica di Saint-Denis
Casa reale Borbone
Padre Enrico IV
Madre Maria de' Medici
Consorte Anna d'Austria
Figli Luigi XIV
Filippo I, Duca d'Orléans

Luigi XIII di Borbone, detto il Giusto (Fontainebleau, 27 settembre 1601Saint-Germain-en-Laye, 14 maggio 1643), fu Re di Francia e Navarra dal 1610 alla sua morte.

Luigi XIII in un ritratto di Frans Pourbus il Giovane (1611), Palazzo Pitti.

Biografiamodifica | modifica sorgente

Nato nel Castello di Fontainebleau, Luigi fu il primo figlio di Enrico IV e di Maria de' Medici. Ascese al trono all'età di nove anni dopo l'assassinio del padre. La madre diventò reggente per il figlio minorenne finché questi non compì i sedici anni e le subentrò nel governo

La reggenza e gli inizi al governomodifica | modifica sorgente

La politica della Reggente, ispirata da Concino Concini, fu fieramente avversata dalla nobiltà, specialmente dai Condé che si sollevarono in armi fra il 1614 ed il 1616. L'assassinio, forse ordinato dallo stesso Luigi XIII, di Concino Concini (24 aprile 1617), che aveva avuto una grande influenza nella politica di Maria, tolse effettivamente alla Regina Madre la sua posizione di potere. Da allora, per circa quattro anni, il governo fu nelle mani del favorito del nuovo re, Carlo, duca di Luynes.

Dopo una guerra contro la madre durata un paio di anni, Luigi si riconciliò con lei nel 1621.[1] Nel 1624 iniziò la collaborazione con Armand-Jean du Plessis, il cardinale Richelieu, che durò fino alla morte di quest'ultimo (1642). Pur pretendendo che ogni decisione fosse sottoposta alla sua approvazione, Luigi XIII lasciò di fatto il governo al brillante ed energico cardinale che giocò un ruolo prevalente nell'amministrazione del suo regno e cambiò decisamente il destino della Francia per i venticinque anni successivi, identificando con sé la politica francese di quel periodo. Richelieu ebbe due scopi preminenti in politica interna ed uno in quella estera: in politica interna, ridurre l'influenza ugonotta sulla monarchia e ridimensionare fortemente l'arroganza della nobiltà francese sottomettendola al potere regale; in politica estera, lottare contro l'impero austriaco.

Luigi XIII nel 1629

La lotta contro gli ugonottimodifica | modifica sorgente

Luis XIII

Già con la pace di Montpellier (1622), a conclusione di una rivolta protestante, i diritti dei protestanti emergenti dall'Editto di Nantes furono decisamente ridimensionati. Richelieu continuò poi a perseguire la sua politica attaccando le roccaforti protestanti ed in particolare quella di La Rochelle, la cui posizione sull'Atlantico (era allora il primo porto francese sull'oceano) consentiva ad essi di ricevere armi e viveri dalla flotta inglese. Dopo 14 mesi di assedio, spesso curato personalmente dal cardinale (fu sua l'idea dello sbarramento che avrebbe impedito l'attracco alle navi inglesi), La Rochelle cadde (ottobre 1628), segnandone il declino commerciale, e la Pace di Alais (1629), pur confermando agli ugonotti la libertà di culto, tolse loro il sostegno militare delle piazzeforti.

La lotta contro gli Asburgo e contro la nobiltà internamodifica | modifica sorgente

Luigi XIII in un ritratto di gioventù.

Sistemata la questione del potere protestante, la Francia di Luigi XIII e del Richelieu si rivolse contro l'Austria ed il pretesto fu la successione del duca di Mantova, rimasto privo di eredi maschi, per la quale Richelieu prese le parti del duca di Nevers. Ne conseguì l'invasione del Ducato di Savoia, alla quale partecipò lo stesso re Luigi, con la quale Carlo Emanuele fu costretto (pace di Susa, 11 marzo 1629) a schierarsi con la Francia contro l'impero.

La Francia entrò poi nella Guerra dei trent'anni che, dopo un inizio incerto, consentì alla corona francese di incorporare nel regno l'Artois ed il Rossiglione. Nel frattempo furono fronteggiate vittoriosamente le rivolte della nobiltà quali la cospirazione di Chalais del 1626, la ribellione del Montmorency del 1632 e quella del fratello del re, Gastone d'Orleans, nel 1642.

Lo sviluppo della potenza francesemodifica | modifica sorgente

Luigi XIII

Come risultato dell'opera di Richelieu e della sua raison d'Etat, Luigi XIII diventò uno dei primi esempi europei di monarca assoluto. Sotto Luigi XIII gli Asburgo furono costretti alla difensiva, fu costruita una potente flotta, la nobiltà francese fu fermamente tenuta sotto l'autorità del re ed i privilegi speciali garantiti dal padre agli Ugonotti furono decisamente ridotti. Furono compiute numerose opere fra le quali la modernizzazione del porto di Le Havre. Il re fece anche tutto il possibile per cambiare la tendenza dei promettenti artisti francesi a studiare ed a lavorare in Italia. Luigi commissionò ai grandi artisti Nicolas Poussin e Philippe de Champaigne la decorazione del Palazzo del Lussemburgo.

Nel 1629 fu varato il Codice Michau e nel 1635 Luigi, su ispirazione del Richelieu, creò l'Accademia di Francia. In politica coloniale Luigi XIII organizzò lo sviluppo e l'amministrazione della Nuova Francia, espanse gli insediamenti del Quebec occidentale lungo il fiume San Lorenzo dalla città di Québec a Montréal, in Africa e nelle Antille. Nel 1640 intervenne in Catalogna con l'esercito, il cui sostegno fu sollecitato dai promotori della rivolta esplosavi contro il regno di Spagna, il che portò all'annessione alla Francia della città di Perpignano (1642) e della regione del Rossiglione (1652).

Famigliamodifica | modifica sorgente

Il 24 novembre 1615 Luigi XIII sposò una principessa asburgica, Anna d'Austria (22 settembre 1601 - 20 gennaio 1666), figlia del re Filippo III di Spagna. Il loro matrimonio non fu mai felice e per la gran parte i due regali sposi vissero come estranei. Tuttavia, dopo vent'anni anni di matrimonio e quattro aborti, Anna diede finalmente alla luce un figlio nel 1638, cui ne seguì un secondo due anni dopo:

Le amicizie del Remodifica | modifica sorgente

Luigi XIII fu legato da amicizia a uomini cui diede molta fiducia: il primo, che conobbe ancora da ragazzo, fu duca di Luynes, l'amico più fidato e suo consigliere, più anziano di lui di ventitré anni, mentre l'ultimo dei suoi favoriti (1632-1642) fu il Enrico Coiffier de Ruzé, marchese di Cinq-Mars, figlio del maresciallo d'Erriat, che era stato il braccio destro di Richelieu. Luigi XIII sentiva una forte "inclinazione" verso Enrico di Cinq-Mars molto più giovane di lui, tant'è che nel novembre del 1639 lo nomina gran scudiero.

Luigi è appena uscito dalle delusioni arrecategli da Marie d Hautefort e da Louis de La Fayette, che lui disprezza in quanto donne e perché manipolate dai suoi nemici. Cinq-Mars diventa così confidente del re, e acquisì tanto potere da essere chiamato "Monsieur Le Grand" e tale è rimasto fino alla morte, quando venne giustiziato per cospirazione contro il re e perché sospettato di rapporti con il nemico spagnolo.senza fonte

Luigi XIII nella letteraturamodifica | modifica sorgente

Luigi XIII, sua moglie Anna, e il cardinale Richelieu sono i personaggi centrali nel romanzo di Alexandre Dumas, I tre moschettieri. A Luigi XIII e a sua madre, Giambattista Marino dedicò il suo L'Adone (1620), composto nel suo periodo parigino proprio in un soggiorno alla corte di Maria de' Medici e di suo figlio.

Ascendenzamodifica | modifica sorgente

Regno di Francia
Borbone di Francia

Grand Royal Coat of Arms of France & Navarre.svg

Enrico IV (1589-1610)
Luigi XIII (1610 - 1643)
Luigi XIV (1643 - 1715)
Luigi XV (1715 - 1774)
Luigi XVI (1774 - 1792)
Luigi XVII de jure
Luigi XVIII (1814 - 1824)
Carlo X (1824 - 1830)
Luigi XIII di Borbone Padre:
Enrico IV di Francia
Nonno paterno:
Antonio di Borbone-Vendôme
Bisnonno paterno:
Carlo IV di Borbone-Vendôme
Trisnonno paterno:
Francesco di Borbone-Vendôme
Trisnonna paterna:
Maria di Lussemburgo-Saint-Pol
Bisnonna paterna:
Francesca d'Alençon
Trisnonno paterno:
Renato di Valois
Trisnonna paterna:
Margherita di Lorena
Nonna paterna:
Giovanna III di Navarra
Bisnonno paterno:
Enrico II di Navarra
Trisnonno paterno:
Giovanni III di Navarra
Trisnonna paterna:
Caterina di Navarra
Bisnonna paterna:
Margherita d'Angoulême
Trisnonno paterno:
Carlo di Valois-Angoulême
Trisnonna paterna:
Luisa di Savoia
Madre:
Maria de' Medici
Nonno materno:
Francesco I de' Medici
Bisnonno materno:
Cosimo I de' Medici
Trisnonno materno:
Giovanni dalle Bande Nere
Trisnonna materna:
Maria Salviati
Bisnonna materna:
Eleonora di Toledo
Trisnonno materno:
Pedro Álvarez de Toledo y Zúñiga
Trisnonna materna:
María Osorio y Pimentel
Nonna materna:
Giovanna d'Austria
Bisnonno materno:
Ferdinando I d'Asburgo
Trisnonno materno:
Filippo I di Castiglia
Trisnonna materna:
Giovanna di Castiglia
Bisnonna materna:
Anna Jagellone
Trisnonno materno:
Ladislao II di Boemia
Trisnonna materna:
Anna di Foix-Candale

Onorificenzemodifica | modifica sorgente

Gran Maestro dell'Ordine dello Spirito Santo - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine dello Spirito Santo
Gran Maestro dell'Ordine di San Michele - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine di San Michele

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Mediatore in questa riconciliazione fu proprio il Richelieu, che ne ebbe in premio la nomina a cardinale.

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Luigi XIII, Relazione su un viaggio a Bruxelles e a Coblenza, Pavia-Como, Ibis, 1996.
  • André Castelot, Maria de' Medici: un'italiana alla corte di Francia, Milano, Rizzoli, 1996. ISBN 88-17-84496-9
  • André Castelot, Regina Margot: una vicenda umana tra fasto, amore, crudeltà, guerre di religione e esilio, Milano, Fabbri Editore, 2000. (ISBN non esistente)
  • (FR) Pierre Chevallier, Louis XIII, roi cornélien, Paris, Fayard, 1979. (ISBN non esistente)
  • Benedetta Craveri, Amanti e regine. Il potere delle donne, Milano, Adelphi, 2008. ISBN 978-88-459-2302-9
  • Antonia Fraser, Gli amori del Re Sole. Luigi XIV e le donne, Milano, Mondadori, 2007. ISBN 88-459-1999-4
  • Janine Garrisson, Enrico IV e la nascita della Francia moderna, Milano, Mursia, 1987.
  • Guido Gerosa, Il Re Sole. Vita privata e pubblica di Luigi XIV, Milano, Mondadori, 1998. ISBN 88-04-47181-6
  • Charlotte Haldane, Regina di Cuori: Margherita di Valois, Verona, Gherardo Casini editore, 1975. (ISBN non esistente)
  • Maria Luisa Mariotti Masi, Maria de' Medici, Milano, Mursia, 1994. ISBN 88-425-3520-6
  • Marcello Vannucci, Caterina e Maria de' Medici regine di Francia, Roma, Newton&Compton Editori, 2002. ISBN 88-8289-719-2
  • Éliane Viennot, Margherita di Valois. La vera storia della regina Margot, Milano, Mondadori, 1994. ISBN 88-04-37694-5

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

Altri progettimodifica | modifica sorgente



Predecessore Conte di Barcellona Successore
Filippo IV di Spagna 16411643
Luigi I
Luigi XIV
Predecessore Re di Francia Successore Blason France moderne.svg
Enrico IV 16101643 Luigi XIV
Predecessore Re di Navarra Successore Blason Royaume Navarre.svg
Enrico IV 16101620 (1643) unito al Regno di Francia
Predecessore Coprincipe di Andorra Successore
Enrico IV 16101620 (1643) incorporato alla Francia
Predecessore Delfino di Francia Successore
Francesco II 16011610 Luigi XIV

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