Luigi Zunino

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Luigi Zunino (Nizza Monferrato, 24 aprile 1959) è un imprenditore italiano.

Biografiamodifica | modifica sorgente

Sul finire degli anni Ottanta era iscritto alla Coldiretti come vitivinicoltore. Si dedica in seguito alle tenute agricole. Alla fine degli anni Ottanta si dedica allo sviluppo di aree immobiliari commerciali nel nord Italia, quindi alla riqualificazione di tessuti urbani in grandi città italiane. Nascono così molteplici ipermercati, costruiti chiavi in mano per conto di Esselunga e Unes.[1]

Entra in Borsa nel 1998, acquisendo in successione le due quotate Bonaparte Spa, a cui conferisce il suo patrimonio di aree di sviluppo, e Aedes, poi ceduta alla De Benedetti & C. Nel 2000 ottiene la maggioranza di Risanamento Napoli e compra l’area di Montecity/Rogoredo, ridenominata poi Milano- Santa Giulia, un’estensione di 1.200.000 m2.

Risanamento SpAmodifica | modifica sorgente

Nel 2002, attraverso la fusione di Bonaparte in Risanamento Napoli, sorge Risanamento SpA di cui diviene azionista di maggioranza (74% circa). Nel 2003:

  • Risanamento ottiene dal Gruppo Fiat il controllo di IPI SpA (nel 2004 tratta la cessione della maggioranza di Ipi a Ricucci.

A 44 anni, Zunino diventa il più giovane cavaliere del lavoro. Nel settembre 2004, Risanamento si avventura in una campagna di investimenti in immobili rilevati da SFL, Unibail, gruppo Arnault, gruppo Pinault. Stabilisce la sede della Risanamento francese a Parigi, nell’ottavo Arrondissement, in Avenue Montaigne 17-19, contornata dalle più note firme dell’alta moda e del lusso e dalle grandi società internazionali. Ad inizi 2005 Risanamento, a seguito della dismissione del 65% di IPI SpA e dell’area di Porta Vittoria, rileva l’Area Falck, un sito industriale dismesso di 1.500.000 m2, situato a Sesto San Giovanni, il cui progetto di riqualificazione viene conferito a Renzo Piano.

Zunino viene chiamato «il più furbo dei furbetti», passando indenne dalle inchieste per le scalate su Antonventa-Bnl-Rcs, che abbattono Danilo Coppola e Stefano Ricucci. Da quella stagione esce più forte e ricco di prima, con un pacchetto di azioni Mediobanca e, quindi, un posto nel consiglio di sorveglianza del tempio della finanza italiana. A differenza di altri immobiliaristi rampanti, gli viene attribuita più furbizia e meno rampantismo. È veloce nell’approfittare delle occasioni, anche quando c’è da riposizionarsi.

Nel 2006, all’apogeo della propria crescita nell’ambito dei progetti architettonici e urbanistici (Zunino, li definisce "i progetti urbanistici più ambiziosi mai visti in Italia dal dopoguerra"), Risanamento è sponsor principale della 10ª Biennale di Architettura di Venezia. Nel 2007, coltivando l’ambizione di investire nelle più prestigiose location internazionali, Risanamento entra in possesso un prestigioso immobile in 660 Madison Avenue, la zona più esclusiva di Manhattan.

A fine 2007, Zunino al culmine del suo successo risulta:

Già dal 2007, dietro a questo grande successo cominciano però a manifestarsi alcune ombre: la sua nomina alla Presidenza del Banco di Sicilia, con il consenso di Totò Cuffaro e le congratulazioni di Francesco Musotto, viene salutata come un evento. Ma di lì a poco dovrà dimettersi. Il 2 dicembre 2007, il GUP, accogliendo la tesi dell'accusa, lo rinvia a giudizio e per essere processato il 22 maggio 2008 per truffa nei confronti della Regione Piemonte, per fatti risalenti al 2004, allorquando l'immobiliarista ha acquistato da Fiat l'area dell'ex Fiat Avio per 26,2 milioni di euro per rivenderla dopo poco all'ente pubblico per 51,4 milioni. Gli illeciti sarebbero:

  • aver fornito alla Regione Piemonte copie del rogito precedente con il prezzo cancellato e dichiarato invece che il valore era di 46 milioni;
  • in sede di contratto preliminare avere indicato a carico dell'ente i costi della bonifica del sito industriale, di circa 20 milioni.

Sempre a Pavia, è proprietario diretto di 44.000 m2 all'area ex Snia Viscosa, tramite la società Tradital spa interamente controllata da Risanamento, la sua ammiraglia. In particolare, Tradital ha la proprietà gli edifici di archeologia industriale della ex Snia vincolati dal PRG, uno dei quali è stato abbattuto, su ordinanza del Sindaco Capitelli, il 25 luglio 2007. Seguiranno ancora vari problemi relativi alla bonifica dell’area.[2] I grandi risultati appartengono ormai al passato, alla megalomania di un uomo che dopo tanti sogni, si sveglia e si rende conto che i debiti sono troppi: il giocattolo si è rotto, bisogna salvare il salvabile e cosa più importante evitare la bancarotta.

Tra i vari segnali premonitori, nei primi mesi del 2008, la moglie di Luigi Zunino, Stefania Maria Cossetti cede titoli di Mediobanca pari allo 0,38% per un controvalore di 33,7 milioni[3]. Emerge infine la triste realtà: la crisi finanziaria di un gruppo gestito da un consulente come il finanziere Salvatore Mancuso - «amministratore di fatto» ed espressione delle banche creditrici, dovuta in pratica palazzi che non trovano un compratore e troppi debiti da onorare, con un passo azzardato: il sogno del cavalier Zunino si chiama Milano Santa Giulia [4]

La situazione è drammatica: 3 miliardi di debiti di Risanamento, più quelli delle sue società personali, da 500 a 1000 milioni. Le banche creditrici non intendono assistere passivamente al fallimento (la richiesta di fallimento presentata dai Pm Roberto Pellicano e Laura Pedio). Dall’ aprile 2008 Risanamento perde 225 milioni di liquidità dovuta alle principali banche italiane:

Per tentare di salvare la Società dalla crisi che l’ha investita è in preparazione il terzo piano di ristrutturazione in poco più di un anno con annesso prestito di altri 50 milioni, quando arriva la convocazione del tribunale fallimentare del 29 luglio 2009, richiesta dalle suddette banche. Nel frattempo lavora alacremente per presentarsi con un piano credibile all’udienza ed evitare così la dichiarazione di fallimento, grazie a 50 o 100 milioni di nuovi prestiti.

Dimissioni da Cda di Risanamentomodifica | modifica sorgente

Il 28 luglio 2009, Luigi Zunino rassegna le dimissioni dal consiglio di amministrazione di Risanamento "al fine di agevolare il processo in corso", dopo aver già rinunciato dalla presidenza del gruppo di cui è fondatore.[5] La società annuncia che il Cda di Risanamento, convocato il successivo 3 agosto definirà alcuni aspetti della governance, valutando la cooptazione di un nuovo consigliere.

Nella stessa nota si chiarisce che il tutto il Cda potrà però essere rinnovato in occasione della prima assemblea, convocata una volta fissati accordi definitivi con i principali gruppi bancari creditori del gruppo.[6] Le dimissioni di Zunino arrivano alla vigilia dell'udienza in Tribunale del 29 luglio e sono state richieste dagli istituti creditori: Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco Popolare, Bpm, Montepaschi. In cambio le stesse banche danno il via libera a un piano di salvataggio di Risanamento da 500 milioni: un aumento di capitale complessivo da 150 milioni (130 milioni cash e 20 milioni tramite la conversione di crediti) e un prestito in convertendo per 350 milioni la cui scadenza è indicata al 2014.

Vicende giudiziariemodifica | modifica sorgente

Il 28 maggio 2011 viene condannato (2 anni e 8 mesi) nel processo per la tentata scalata Bpi ad Antoveneta. Il 30 maggio 2012 la pena viene ridotta dalla Corte d'Appello a 1 anno e 6 mesi[7].

Onorificenzemodifica | modifica sorgente

Cavaliere del lavoro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere del lavoro
— 31 maggio 2003[8]

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Castrenze Sciambra: Zunino Studia Offerta
  2. ^ EcoProgetti: Di quella volta che Luigi Zunino ha venduto l'ex Fiat-Avio
  3. ^ http://www.intopic.it/tag/stefania-cossetti/
  4. ^ [1]
  5. ^ Risanamento, Luigi Zunino ha rassegnato dimissioni da Cda | Business | Reuters
  6. ^ Luigi Zunino, dopo le dimissioni per l'inchiesta su Risanamento, indagato per la bonifica dell'area Santa Giulia - Milano 2.0
  7. ^ Processo Antonveneta, pene ridotte per tutti. Due anni e mezzo per Fazio – Il Fatto Quotidiano
  8. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente








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