Magenta (colore)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Magenta
Coordinate del colore
HEX #FF00FF
RGB1 (r, g, b) (255, 0, 255)
CMYK2 (c, m, y, k) (0, 100, 0, 0)
HSV (h, s, v) (300°, 100%, 100%)
1: normalizzato a [0-255] (byte)
2: normalizzato a [0-100] (%)
Magenta inchiostro
Coordinate del colore
HEX #FF0090
RGB1 (r, g, b) (255, 0, 144)
CMYK2 (c, m, y, k) (3, 100, 0, 0)
HSV (h, s, v) (300°, 100%, 100%)
1: normalizzato a [0-255] (byte)
2: normalizzato a [0-100] (%)

Il magenta è un colore che non fa parte dello spettro ottico: cioè la sua tonalità non può essere generata con luce di una singola lunghezza d'onda.

Un colore magenta può essere ottenuto mischiando quantità uguali di luce rossa e blu. Pertanto il magenta è il colore complementare del verde: il pigmento magenta assorbe la luce verde. Con il giallo e il ciano, costituisce i tre colori sottrattivi primari.

Nella tabella in basso è mostrato il magenta inchiostro, il colore usato per creare le gradazioni di rosso nelle stampanti.

Storiamodifica | modifica sorgente

Il colorante magenta fu messo a punto nel 1859 da François-Emmanuel Verguin ossidando l'anilina grezza con cloruro stannico. Il nome deriva dalla battaglia di Magenta, alludendo al sangue che vi fu sparso.

La differenza tra il magenta e il viola è la quantità di rosso/blu nella formazione del colore.

Una variante del magenta è il fucsia che prende il nome dai fiori dello stesso colore, che ricevettero il nome da Leonhart Fuchs.








Creative Commons License