Magia nera

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La magia nera è una credenza secondo la quale il mago nero cercherebbe di sottomettere le entità spirituali di carattere demoniaco al proprio volere, in contrapposizione alla magia bianca la quale, sempre secondo una diffusa credenza, opererebbe in armonia con gli spiriti del macrocosmo e del microcosmo. Più precisamente è un'espressione della hýbris greca, ovvero della volontà di ottenere conoscenze e potere superiori a quelli permessi al proprio livello di sviluppo, attraverso una prevaricazione delle leggi dell'armonia universale.

Secondo alcune credenze, la magia nera sarebbe un tentativo di opposizione al giusto sviluppo dell'umanità previsto nei piani divini; nella pratica, il mago nero cercherebbe un accordo con quegli ambiti spirituali identificati proprio con le potenze dell'opposizione Satana, Lucifero (vale a dire le schiere demoniache) che, in cambio di alcuni atti specifici, gli fornirebbero quanto richiede, come conoscenza, potere, ricchezza, e anche recare danno a cose, animali o persone. Secondo alcune interpretazioni, per ottenere tutto ciò, il mago nero, può fare uso di rituali specifici, spesso cruenti, che possono prendere anche la forma di perversioni di rituali religiosi, come le messe nere.


Il colore nero è collegato all'oscurità, in contrasto con il bianco (magia bianca), collegato alla luce.

Una figura di mago nero è quella Landolfo II principe di Capua, scomunicato per questa ragione nell'anno 875 e archetipo del Klingsor nel Parsifal wagneriano.

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