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Marche


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Marche - Wikipedia

Marche

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bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Marche (disambigua).
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Regione Marche
Marche - Bandiera
Marche - Stemma
Stato: bandiera Italia
Zona: Italia Centrale 
Capoluogo: Ancona
Superficie: 9.365,86[1] km²
Abitanti: 1.552.968[1]  (28-02-2009)
Densità: 165,81 ab./km²
Province: stemma Ancona
stemma Ascoli Piceno
stemma Fermo
stemma Macerata
stemma Pesaro e Urbino
Comuni: Elenco dei 239 comuni
Politica
Presidente: Gian Mario Spacca (Partito Democratico)
(dal 2005)
Giunta:
Consiglio
({{{seggi}}} seggi):
Ultime elezioni: 28-29 marzo 2010
Prossime: 2015
Economia
PIL: 41.612,2 milioni di €
PIL procapite: 26.652,3 €
Note: {{{note}}}

Map Region of Marche.svg

Sito istituzionale
« ... così benedetta da Dio di bellezza di varietà di ubertà, tra questo digradare di monti che difendono, tra questo distendersi di mari che abbracciano, tra questo sorgere di colli che salutano, tra questa apertura di valli che arridono... »
(dal discorso tenuto da Giosuè Carducci a Recanati il 29 giugno 1898 in occasione del 1° centenario della nascita di Giacomo Leopardi)
« ... di essere marchigiani bisogna meritarselo. »

Le Marche sono una regione dell'Italia centrale di 1.552.968 abitanti[2][1] con capoluogo Ancona. Confinano con l'Emilia-Romagna (provincia di Rimini), la Repubblica di San Marino, la Toscana (provincia di Arezzo), l'Umbria (provincia di Perugia), l'Abruzzo (provincia di Teramo), il Lazio (provincia di Rieti) e il Mar Adriatico.

Indice

modifica Geografia

Le Marche per zone altimetriche.

Le Marche si collocano sul versante del medio Adriatico e occupano circa 9.365,86 km²[1] di territorio italiano che si estende tra il fiume Conca a nord e il Tronto a sud; a ovest la regione è limitata dall'Appennino. Essa presenta una forma caratteristica di pentagono irregolare e si sviluppa perlopiù longitudinalmente da nord-ovest a sud-est.

Le Marche sono una delle regioni più collinari d'Italia: le colline comprendono il 69% del territorio (6.462,90 km²). Il 31% (2.902,96 km²) è invece montuoso. Le pianure, non rilevabili percentualmente, sono limitate ad una stretta fascia costiera e alla parte delle valli più vicine alla foce dei fiumi.[3][4]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Zone altimetriche d'Italia.

L'Appennino che attraversa le Marche è chiamato umbro-marchigiano, e comprende quattro pieghe, o catene, incurvate e parallele, con la convessità diretta verso la costa. La prima catena è quella che fa da confine con l'Umbria; in essa si trova il Monte Catria (m 1701). La seconda catena è quella del San Vicino e comprende il monte omonimo e la quinta maestosa dei Monti Sibillini, con il massimo rilievo regionale, il Monte Vettore. In queste prime due pieghe si trovano importanti complessi carsici, tra cui le notissime grotte di Frasassi. La terza piega è quella su cui sorge Cingoli, non a caso chiamato "il balcone delle Marche". L'ultima piega arriva a lambire il mare: è quella costituita da Monte Conero o Monte d'Ancona, che dà origine ad un promontorio posto a metà della costa marchigiana. A nord del passo di Bocca Trabaria c'è un limitato, ma importante settore appartenente all'Appennino tosco-emiliano. Il gruppo montuoso più elevato è la pittoresca catena dei Sibillini, a cavallo delle province di Fermo, Ascoli Piceno e Macerata, in cui il già ricordato Monte Vettore (2478 m) padroneggia. Altri monti importanti della regione sono: Monte Nerone (1526 m), Monte Catria (1702 m), Monte San Vicino (1479 m), Monte Pennino (1570 m), Monte Rotondo (2103 m), Monte Fema (1575 m), Monte Priora (2334 m), Monte Bove (2143 m), Monte Sibilla (2175 m), Monte Vallelunga (2221 m), Monte Porche (2335 m), Monte Argentella (2201 m).

Il litorale, lungo 173 km,[5] ha un andamento rettilineo, con lunghe spiagge sabbiose o ghiaiose. La costa bassa è interrotta però dal Monte San Bartolo, nei pressi di Pesaro e dal promontorio del Conero, che dà origine ad alte e spettacolari falesie calcaree e rappresenta il punto più alto della costa. Questo monte protegge a nord il Golfo di Ancona, nella cui parte più interna è situato il porto di Ancona. Guardando la carta regionale risulta evidente che il promontorio del Conero divide la costa marchigiana in due tratti con andamento diverso: quello settentrionale è orientato da nord-ovest a sud-est, il meridionale da nord-nord-ovest a sud-sud-est. Un'altra breve zona di costa alta è nei pressi di Grottammare; il colle dell'Ardizio, invece, a sud di Pesaro, pur essendo vicinissimo al mare, non lo tocca. Secondo il Ministero della Salute, il 98,2% della costa è balneabile.[6]

I fiumi, dal carattere torrentizio, hanno un tipico andamento parallelo e formano quella struttura di valli che spesso è chiamata "a pettine". Caratteristica dei fiumi marchigiani è il fatto che essi nascono quasi tutti nella catena appenninica che fa da confine con l'Umbria e che dunque per giungere al mare devono attraversare la catena del San Vicino con pittoresche gole come quella del Furlo, di Frasassi, della Rossa, di Pioraco, di Arquata. Il fiume più lungo è il Metauro. Il centro di alcune città è attraversato dal corso di fiumi. Nei pressi della foce del fiume Foglia sorge Pesaro; il fiume Misa, prima di giungere al mare, attraversa Senigallia; il centro di Ascoli Piceno è circondato da due corsi d'acqua: il Tronto e il Castellano, che ivi confluiscono. Alcune foci di fiumi sono state utilizzate per ricavare dei porti-canale (Pesaro, Fano e Senigallia).

I confini amministrativi coincidono in genere con quelli geografici, ma esistono alcune eccezioni.

Il territorio è soggetto a terremoti: infatti, il 97,3% della regione, pari a 230 comuni,[7] è stato classificato a rischio medio o alto.

modifica Clima

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Stazione meteorologica di Ancona Falconara e Stazione meteorologica di Frontone.

Nella zona litoranea il clima è subcontinentale a nord di Ancona con sbalzi di temperatura da stagione a stagione: estati calde, ma rinfrescate dalla benevole brezza marina, inverni freddi (a Pesaro la temperatura media di gennaio è di 3,8 °C) con regolari piogge di stagione. A sud di Ancona la subcontinentalità si attenua per lasciare posto a un clima sublitoraneo che assume caratteri più spiccatamente mediterranei nella Riviera delle Palme (a Grottammare la temperatura media di gennaio è di 7,6 °C).[8] Nelle zone montuose vi sono estati fresche e inverni rigidi con ampia possibilità di neve; l'inverno risulta altresì rigido nelle zone collinari interne dove si possono verificare basse temperature.

modifica Evoluzione demografica

Abitanti censiti (migliaia)

Nel 2006[9] i nati sono stati 13.757 (9,0‰), i morti 15.809 (10,3‰) con un incremento naturale di -2.052 unità rispetto al 2005 (-1,3‰). Le famiglie contano in media 2,5 componenti. Il 31 dicembre 2007 su una popolazione di 1.520.636 abitanti e una densità di 157 abitanti per km² si contavano 81.890 stranieri (5,4%).

modifica Cittadini stranieri

Nella seguente tabella sono riportati gli stranieri residenti in regione al 31 dicembre di ogni anno.[10]

Nazionalità 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008
bandiera Albania 10939 13352 15316 16952 18183 19701 21531
bandiera Romania 2748 4728 6158 7494 8504 15400 19602
bandiera Marocco 8120 9354 10416 11034 11635 12597 14070
bandiera Macedonia 5472 7014 7547 8320 9409 9730 10409
bandiera Cina 1762 2582 3710 4678 5499 6288 7279
bandiera Tunisia 3081 3424 3872 4098 4361 4625 5067
bandiera Ucraina 665 2245 2917 3179 3456 3851 4394
bandiera Polonia 1097 1843 2412 2950 3616 4503 4946
bandiera Pakistan 1287 1671 1999 2226 2366 2651 3010
bandiera Moldavia 272 1058 1328 1629 1868 2599 3286
bandiera Senegal 1096 1464 1648 1707 1830 1923 2172
bandiera Serbia e Montenegro 1315 952 1252 1360 1076 1360 -
bandiera Serbia - - - - - - 1275
Totale 54660 70557 81890 91325 99285 115299 131033

modifica Storia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Storia delle Marche e Variazioni amministrative e territoriali delle Marche.

Le Marche nascono come unità etnica e culturale nell'età del ferro, quando furono abitate per la loro interezza dai Piceni, con gli importanti centri di Novilara (nei pressi di Pesaro), Ancona, Belmonte Piceno, Ascoli Piceno. Nel IV secolo avanti Cristo, il Piceno settentrionale venne invaso dai Galli Senoni, mentre i Greci di Siracusa fondarono la colonia di Ancona.

Dopo la battaglia del Sentino, nel 295 a.C., i Galli vennero sconfitti da una coalizione tra Romani e Piceni. Quando gli alleati romani divennero troppo invadenti, con la fondazione di colonie in territorio piceno, i Piceni si ribellarono, vennero sconfitti e dopo entrarono nello stato romano. Due importanti strade collegavano le Marche a Roma: la Flaminia (che arrivava a Fano) e la Salaria (che arrivava a Porto d'Ascoli). Inoltre durante il periodo imperiale, Ancona venne scelta da Traiano come porto di Roma verso Oriente, come prova anche l'iscrizione dell'arco di Traiano di Ancona, nella quale il capoluogo marchigiano è chiamato "accessum Italiae", cioè "ingresso d'Italia".

Alla caduta dell'Impero Romano d'Occidente, le Marche, dopo aver fatto parte del regno di Odoacre, come il resto d'Italia, entrarono nell'orbita dell'Impero Romano d'Oriente, mentre il vecchio nome, "Piceno", si perde. Nell'alto Medioevo il territorio regionale acquista il nome di Marca di Ancona, nata dall'unificazione di varie marche, ossia "territori di confine" del Sacro Romano Impero.

In epoca comunale fiorirono i comuni di Pesaro, Fano, Ancona, Jesi, Fermo e Ascoli Piceno. In particolare Ancona ebbe momenti di splendore artistico e culturale grazie ai suoi rapporti marittimi con l'Oriente; è infatti una delle repubbliche marinare che non compaiono nello stemma della marina militare. Nel Rinascimento celebre in tutta Europa è la signoria di Urbino, che fu un vero e proprio faro dell'arte italiana. Altre città importanti economicamente e culturalmente nel periodo delle signorie sono state quella di Camerino, Fano, Pesaro, Senigallia, Fabriano, San Severino. Ancona, invece, alla pari con le altre città marinare italiane, mantenne il suo regime repubblicano.

Tra la metà del 1500 e i primi decenni del 1600 le città marchigiane entrarono nello Stato della Chiesa, che, come tutti gli stati regionali italiani, annullò le entità politiche più piccole. Seguì un periodo di recessione, condiviso da gran parte d'Italia, rischiarato solo dal pontificato di Clemente XII che nel 1700 tracciò la strada oggi detta Vallesina e diede respiro all'economia regionale dichiarando Ancona porto franco.

Con l'arrivo delle truppe francesi le Marche si diedero ordinamento repubblicano costituendosi in Repubblica Anconitana, poi assorbita dalla Repubblica Romana. Durante il periodo risorgimentale le Marche parteciparono alle lotte per l'unificazione con i moti di Macerata e con l'eroica resistenza di Ancona alle truppe austriache nel 1849, in contemporanea con Roma e Venezia. La battaglia finale dell'unificazione italiana si combatté nelle Marche: fu la celebre battaglia di Castelfidardo, che permise l'unione dei territori conquistati da Garibaldi al sud con quelli redenti da Vittorio Emanuele II al nord.

Con l'annessione all'Italia la Marca di Ancona cambiò nome e venne ufficialmente chiamata "Marche" con un plurale che ne sancisce l'unità fondamentale pur nella ricchezza di aspetti locali. Nella storia più recente si ricorda la settimana rossa, la rivolta dei Bersaglieri, e la partecipazione alla Resistenza, partecipazione massiccia e popolare tra le più forti d'Italia. Vedasi al riguardo la resistenza a Tolentino

Nell'Italia unita la regione includeva originariamente il territorio dell'alta valle del fiume Marecchia, già parte del Ducato di Urbino ed annesso alla delegazione di Urbino e Pesaro con motu proprio di Pio VII il 6 luglio 1816. Nel 2009 esso venne però distaccato dalle Marche e aggregato all'Emilia-Romagna. Le Marche proposero ricorso alla Corte costituzionale, ritenendo che il parlamento avesse indebitamente ignorato il parere negativo della regione; nel luglio 2010 la Corte si pronunciò sul ricorso giudicandolo infondato.[11]

modifica Economia

L'economia marchigiana è costituita maggiormente da una fiorente piccola-media industria ad alta specializzazione distribuita equamente in tutto il suo territorio, ma concentrata soprattutto nel litorale e nelle valli. Tra i settori di spicco possiamo trovare: l'industria pellettiera e delle poltrone di Tolentino, l'industria delle calzature, in numerosi centri delle province di Fermo e Macerata, l'industria mobiliera e meccanica pesarese, quelle meccaniche, di stampi e vitivinicole dei Castelli di Jesi, patria del vino Verdicchio; la grande industria navale di Fano e Ancona; l'industria di elettrodomestici e della carta di Fabriano e poi quella turistica, ogni anno sempre più florida grazie ai tanti centri balneari e artistici, i quali attirano tanti turisti dall'Italia e dall'Europa. È importante anche la pesca: le Marche sono la terza marineria italiana per catture, dietro Sicilia e Puglia, regioni che peraltro hanno uno sviluppo costiero notevolmente maggiore. In rapporto quindi allo sviluppo costiero sono la prima regione italiana. Ogni anno questo settore fornisce più di 30.000 tonnellate di pesce per un valore di circa 115 milioni di euro.

Di seguito la tabella che riporta il PIL ed il PIL procapite[12] prodotto nelle Marche dal 2000 al 2008:

2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008
Prodotto Interno Lordo
(Milioni di Euro)
30.527,8 32.291,3 33.912,9 34.794,0 36.170,9 36.994,1 38.542,6 40.929,7 41.612,2
PIL ai prezzi di mercato per abitante
(Euro)
20.898,0 22.002,8 22.946,7 23.278,2 23.925,7 24.277,5 25.150,1 26.166 26.652

Di seguito la tabella che riporta il PIL[12], prodotto nelle Marche ai prezzi correnti di mercato nel 2006, espresso in milioni di euro, suddiviso tra le principali macro-attività economiche:

Macro-attività economica PIL prodotto % settore su PIL regionale % settore su PIL italiano
Agricoltura, silvicoltura, pesca € 598,0 1,55% 1,84%
Industria in senso stretto € 8.967,9 23,27% 18,30%
Costruzioni € 2.006,3 5,21% 5,41%
Commercio, riparazioni, alberghi e ristoranti, trasporti e comunicazioni € 7.166,9 18,59% 20,54%
Intermediazione monetaria e finanziaria; attività immobiliari ed imprenditoriali € 8.711,1 22,60% 24,17%
Altre attività di servizi € 6.753,5 17,52% 18,97%
Iva, imposte indirette nette sui prodotti e imposte sulle importazioni € 4.338,9 11,26%% 10,76%
PIL Marche ai prezzi di mercato € 38.542,6

modifica Turismo

Lo slogan scelto dalla regione Marche per la promozione turistica è Le Marche: l'Italia in una regione, tratto dal libro di Guido Piovene Viaggio in Italia (1957)[13]. Nel 2007 è stato commissionato al musicista ascolano Giovanni Allevi l'Inno delle Marche.[14] Nel gennaio 2010 è stato prodotto uno spot televisivo e cinematografico della regione dal titolo Marche: le scoprirai all'Infinito, in cui Dustin Hoffman legge L'infinito del poeta recanatese Giacomo Leopardi.[15]

modifica Città importanti

Comuni della regione con più di 15.000 abitanti, secondo la stima dell'ISTAT (31 dicembre 2009).

Pos. Comune Provincia Abitanti
1 Ancona stemma Ancona 102.499
2 Pesaro stemma Pesaro e Urbino 98.431
3 Fano stemma Pesaro e Urbino 63.922
4 Ascoli Piceno stemma Ascoli Piceno 51.203
5 San Benedetto del Tronto stemma Ascoli Piceno 48.036
6 Senigallia stemma Ancona 44.673
7 Macerata stemma Macerata 43.002
8 Jesi stemma Ancona 40.502
9 Civitanova Marche stemma Macerata 40.400
10 Fermo stemma Fermo 37.869
11 Osimo stemma Ancona 32.798
12 Fabriano stemma Ancona 31.781
13 Falconara Marittima stemma Ancona 27.879
14 Porto Sant'Elpidio stemma Fermo 25.452
15 Recanati stemma Macerata 21.699
16 Tolentino stemma Macerata 20.372
17 Castelfidardo stemma Ancona 18.600
18 Sant'Elpidio a Mare stemma Fermo 17.000
19 Porto San Giorgio stemma Fermo 16.339
20 Urbino stemma Pesaro e Urbino 15.566

modifica Vie di comunicazione

modifica Aeroporti civili

modifica Porti

modifica Strade principali

Distanze stradali (minime)[16]
in km Ancona Ascoli Piceno Fermo Macerata Pesaro Urbino
Ancona - 119 63 50 62 90
Ascoli Piceno 119 - 60 87 177 192
Fermo 63 60 - 39 120 148
Macerata 50 87 39 - 102 116
Pesaro 62 177 120 102 - 35
Urbino 90 192 148 116 35 -

modifica Linee ferroviarie

modifica Nodi logistici

modifica Piste ciclabili

modifica Sport

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Sport nelle Marche.

modifica Politica

Sede e uffici della Regione Marche ad Ancona

modifica Istituzioni

Sono organi della Regione il Consiglio regionale, la Giunta e il suo Presidente. Tutti gli organi della regione sono ad Ancona.

modifica Presidente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Presidenti delle Marche.

Il Presidente della Giunta regionale è eletto a suffragio universale e diretto in concomitanza con l'elezione del Consiglio regionale e fa parte dell'organo consiliare. Nella prima seduta del nuovo Consiglio regionale il Presidente della giunta espone il programma del governo regionale e presenta gli assessori, tra i quali indica il Vicepresidente chiamato a sostituirlo in caso di assenza o impedimento temporaneo. Il Presidente della giunta regionale può sostituire il Vicepresidente e gli assessori previa comunicazione al Consiglio regionale.

Il Presidente della giunta regionale ha le seguenti funzioni:

  • Rappresenta la Regione.
  • Nomina e revoca gli assessori, fra i quali il Vicepresidente, attribuisce le deleghe agli assessori e può revocarle.
  • Può conferire incarichi particolari a singoli consiglieri regionali.
  • Dirige la politica della Giunta e ne è responsabile.
  • Promulga le leggi, emana i regolamenti, indice i referendum previsti dallo Statuto
  • Sovrintende all'azione amministrativa regionale.
  • Partecipa ai lavori della Conferenza Stato-Regioni e della Conferenza unificata, tenuto conto degli indirizzi generali del Consiglio.
  • Promuove, su deliberazione della Giunta, la questione di legittimità costituzionale e i conflitti di attribuzione dinanzi alla Corte Costituzionale e ne dà immediata comunicazione al Consiglio.

modifica Giunta regionale

La Giunta regionale è l'organo esecutivo della Regione ed è composta dal Presidente e da non più di dieci assessori, compreso il Vicepresidente. La Giunta opera collegialmente, in armonia con le direttive impartite dal Presidente della Giunta. La Giunta adotta, su proposta del suo Presidente, un regolamento interno che ne disciplina il funzionamento. Le deliberazioni della Giunta non sono valide se non è presente la maggioranza dei suoi componenti e se non sono assunte a maggioranza dei presenti. Le sedute della Giunta non sono pubbliche, salvo diversa decisione della Giunta stessa. La Giunta Regionale pubblica periodicamente il Notiziario della Giunta Regionale Marche[17], che può essere sia letto direttamente on line in versione digitale, che in versione cartacea facendone richiesta gratuita dal suddetto sito. Data la varietà e la facilità di fruizione dei servizi offerti, il sito è visitato periodicamente dai marchigiani residenti all'estero, in particolare da quelli che si trovano negli Stati Uniti e in Argentina. Il Notiziario, sia in versione cartacea che in digitale, e la newsletter permettono infatti loro di restare in contatto con la Regione Marche e con ciò che vi avviene.

modifica Consiglio regionale

Il Consiglio regionale è l'organo legislativo e della rappresentanza democratica della Regione ed è eletto a suffragio universale e diretto; esso svolge la funzione di indirizzo e di controllo politico del governo regionale.

Il Consiglio della regione Marche è formato da quarantadue consiglieri regionali. Il Consiglio elegge il proprio presidente e l'ufficio di presidenza. Il Consiglio approva a maggioranza assoluta dei componenti il proprio regolamento di organizzazione e funzionamento interno ed il regolamento interno di amministrazione e contabilità.

Il Consiglio organizza i suoi lavori in commissioni permanenti per l'esame, in sede referente, delle proposte di legge regionale e di altre deliberazioni consiliari e per l'esercizio delle funzioni di indirizzo e di controllo sull'amministrazione regionale, nelle materie di rispettiva competenza. Il Consiglio può inoltre istituire Commissioni speciali e di inchiesta.

modifica Stemma e gonfalone

Stemma della Protezione Civile Regione Marche

Con legge regionale n. 13 del 15 marzo 1980[18] e pubblicata sul bollettino regionale n. 28 del 22 marzo 1980, vengono definiti lo stemma ed il gonfalone della regione.

« Lo stemma della regione Marche è costituito dal disegno stilizzato di un picchio che si sovrappone in parte alla lettera maiuscola m, di colore nero, in campo bianco delimitato da una striscia verde in forma di scudo. »
(Art. 1)
« Il gonfalone della regione è di colore bianco con la scritta "Regione Marche" in colore verde e reca al centro lo stemma di cui all'articolo precedente. il gonfalone si completa con il nastro tricolore (verde, bianco, rosso) annodato al di sotto del puntale. »
(Art. 2)

Il simbolo del picchio deriva dal totem dei Piceni, il popolo che nell'Età del Ferro diede unità all'attuale territorio regionale.

modifica ZPS - Zone di Protezione Speciale

Questi sono, per quanto concerne la Regione Marche, i siti delle Zone di Protezione Speciale.
Le località - definite Zone di Protezione Speciale, e spesso indicate con l'acronimo ZPS - sono state proposte sulla base del Decreto 25/3/2005 - pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 168 dell'21 luglio 2005 - predisposto dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ai sensi della direttiva 79/409/CEE.

modifica Suddivisione amministrativa

Le province marchigiane

La regione Marche è suddivisa in 5 province e 239 comuni.

Stemma Provincia Comuni
Stemma della provincia di Ancona Ancona 49 (elenco)
Stemma della provincia di Ascoli Piceno Ascoli Piceno 33 (elenco)
Stemma della provincia di Fermo Fermo 40 (elenco)
Stemma della provincia di Macerata Macerata 57 (elenco)
Stemma della provincia di Pesaro e Urbino Pesaro e Urbino 60 (elenco)

modifica Galleria immagini

modifica Note

  1. ^ a b c d Dopo lo scorporo dei sette comuni dell'Alta Valmarecchia ceduti alla regione Emilia-Romagna nel 2009.
  2. ^ Bilancio demografico mensile 2009, dati ISTAT
  3. ^ Dei comuni dell'Alta Valmarecchia distaccati nel 2009 Casteldelci e Pennabilli sono considerati montani, gli altri collinari.
  4. ^ Zone altimetriche ISTAT della provincia di Pesaro e Urbino
  5. ^ Franco Bertini (a cura di). Storia delle Marche. Bologna, Poligrafici editoriale, 1995. pagg. 12-13
  6. ^ «Costa marchigiana? Tra le più balneabili.», Il Resto del Carlino, 4 agosto 2009. URL consultato in data 5 agosto 2009.
  7. ^ Classificazione sismica 2003 dei comuni italiani
  8. ^ I.S.T.A.T., Statistiche Meteorologiche, Roma, 1967-1977 (11 anni rilevati). Dati estratti dagli 11 annuari meteorologici relativi agli anni 1967-1977 e successivamente rielaborati
  9. ^ Fonte dal sito: demo.istat.it
  10. ^ demo.istat.it
  11. ^ La Valmarecchia rimane in Romagna
  12. ^ a b Dati Istat - Tavole regionali
  13. ^ L'Italia in una regione
  14. ^ L'Inno delle Marche
  15. ^ Elsa Muschella. Dustin e le Marche, flop su Leopardi.. Corriere della Sera, 30 dicembre 2009. URL consultato il 12 gennaio 2010.
  16. ^ Itinerari ViaMichelin (più brevi)
  17. ^ http://giornale.regione.marche.it/
  18. ^ Adozione dello stemma e delle insegne della regione Marche ai sensi dell'art. 2 dello Statuto.

modifica Voci correlate

modifica Altri progetti

modifica Collegamenti esterni

Bandiera della regione Marche Italia | Province della regione Marche Bandiera della regione Marche
Ancona | Ascoli Piceno | Fermo | Macerata | Pesaro e Urbino
Aiuto per le ricerche:

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