Maria Cosway

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Maria Cosway, nata Maria Luisa Caterina Cecilia Hadfield (Firenze, 11 giugno 1760Lodi, 5 gennaio 1838), è stata un'artista ed educatrice inglese.

Biografiamodifica | modifica sorgente

Nata a Firenze dal commerciante inglese Charles Hadfield e da una donna italiana, si trasferì a Londra nel 1779 e sposò il 18 gennaio 1781 William Richard Cosway (1742-1821) famoso miniaturista "primarius pictor" del principe di Galles.

Nel 1796 muore, a soli sei anni, la figlia Luisa Paolina Angelica e la Cosway si trasferisce temporaneamente a Maleo dalla sorella Bettina. Dal 1803 al 1812 opera a Lione nel campo educativo e fonda il primo collegio. Il 18 febbraio 1812 apre a Lodi il suo Collegio (prima allieva Giuseppina Menrisi) ristrutturando il convento dei frati Minimi (Paolotti) e con l'aiuto di Francesco Melzi d'Eril, duca di Lodi.

Le sue convinzioni pedagogiche escludono imposizioni e metodi troppo autoritari e si rifanno alle teorie di Jean-Jacques Rousseau e Johann Heinrich Pestalozzi. Nelle fanciulle si studiavano i caratteri e le disposizioni naturali e si cercava di sfruttare al massimo il talento che possedevano; si incoraggiano le alunne con premi o sconti sulla retta scolastica; l'obiettivo era formare "buone madri di famiglia, in grado di educare i figli e di fare buona figura in società". (cfr. P. Rescalli, Il Cittadino, 18 marzo 2006).

Maria Cosway chiama Elena Solera, (raccomandata dal Vescovo di Pavia Luigi Tosi; nata a Edolo nel 1812) e affida così il destino del proprio Collegio alle Dame Inglesi, congregazione il cui nome reale è Istituto della Beata Vergine Maria, nato nella prima metà del XVII secolo ad opera di Mary Ward originaria dello Yorkshire (Inghilterra settentrionale). Mary e le sue compagne indossavano un vestito uniforme ed austero (non propriamente religioso) e la gente cominciò a chiamarle Dame Inglesi.

Elena Solera compì i voti solenni di povertà, castità, obbedienza il 10 aprile 1836, lo stesso giorno dell'insediamento delle Dame Inglesi nel Collegio di Lodi. (cfr. A. Provetti, Il Cittadino, 13 maggio 2006). Nel 1948 il collegio è passato alle suore di carità di Maria Bambina fino al 1978.

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Alberto Macchi, Irene Parenti, pittrice e poetessa fiorentina vissuta nella seconda metà del XVIII secolo: atto unico teatrale fra realtà e ipotesi / prefazione di Angela Sołtys, Aetas, Roma 2006 (Note)

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

Controllo di autorità VIAF: 69199414








Creative Commons License