Mario De Sisti

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Mario De Sisti
Mario De Sisti 1990.jpg
Mario De Sisti nel 1990
Dati biografici
Nazionalità Italia Italia
Pallacanestro Basketball pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Allenatore
Carriera
Carriera da allenatore
1975-1977 A.P.U. Udine A.P.U. Udine 15-29
1977-1981 Pall. Treviso Pall. Treviso
1981-1983 Ginn. Goriziana Ginn. Goriziana 39-23
Svizzera Svizzera
1983-1985 Pall. Trieste Pall. Trieste 26-34
1985-1986 Virtus Roma Virtus Roma 13-17
1986-1987 Auxilium Torino Auxilium Torino 8-10
1987-1988 Ginn. Goriziana Ginn. Goriziana 5-13
1988-1989 Dinamo Sassari Dinamo Sassari
1989-1990 Pall. Livorno Pall. Livorno 18-15
1990-1991 Napoli Basket Napoli Basket 10-14
1991-1993 Reyer Venezia Reyer Venezia 26-45
1995-1998 Italia Italia U-18
1999 Olimpia Pistoia Olimpia Pistoia 3-5
2000-2001 Rovereto Basket Rovereto Basket
Uruguay Uruguay
Rep. Centrafricana Rep. Centrafricana
2008 BBC Nyon BBC Nyon
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Mario De Sisti (Ferrara, 3 aprile 1941) è un allenatore di pallacanestro italiano.

Nome storico ed icona della pallacanestro italiana, soprattutto a livello giovanile dove vanta la scoperta di tantissimi talenti, a distanza di anni, è ancora nel cuore dei tifosi romani, per aver portato la Virtus, ad una vittoria insperata nella Coppa Korac del 1986. È stato inoltre, tecnico di sei squadre di Serie A1.

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Mario De Sisti esordisce nella massima serie nel 1975-76 con la Snaidero Udine. La squadra ottiene un sesto posto al termine della stagione regolare e si classifica ottava e ultima nella Poule scudetto. Nel 1976-77 viene confermato, ha la possibilità di disputare anche la Coppa Korać, ma l'8 febbraio è sostituito da Ezio Cernich.

Nel 1977-78 riparte dalla Serie B, sulla panchina della Faram Treviso, che in due anni porta in Serie A2. Ancora due anni in A2, tra il 1979 e il 1981, e Treviso è promossa in Serie A1.

Nel 1981-82 rimane in A2 e conquista la sua seconda promozione consecutiva sulla panchina della San Benedetto Gorizia. Confermato anche nella massima serie, porta la squadra all'ottavo posto e ai quarti dei play-off per lo scudetto. A quel punto, passa alla Bic Trieste, dove si classifica 12º in campionato ed esce alle qualificazioni di Coppa Korać. Nel 1984-85, la sua Stefanel Trieste si conferma al 12º posto.

Nel 1985-86 vince al quarto tentativo il suo unico trofeo internazionale, la Coppa Korać, con il BancoRoma Roma. Malgrado il successo internazionale, in campionato la squadra si classifica appena decima ed esce ai quarti dei play-off scudetto. Per un biennio, De Sisti non riesce ad allenare in continuità: è esonerato alla Berloni Torino nel 1986-87 e alla Segafredo Gorizia nel 1987-88.

Riparte così dalla Serie B d'Eccellenza ed è subito promosso con la Numera Sassari. Torna in Serie A2 grazie alla Pallacanestro Livorno: quarto nel 1989-90, lascia dopo tre partite la stagione successiva per passare alla Filodoro Napoli, in Serie A1, con cui conclude al quindicesimo posto e retrocede.

Poi va per un triennio alla Reyer Venezia: promosso nel 1991-92, mantiene la categoria l'anno dopo e lascia dopo dodici giornate nel 1993-94.

Si riaffaccia alla Serie A nel 1998-99, quando subentra a Massimo Friso sulla panchina della Mabo Pistoia, che non riesce a salvare dalla retrocessione.

Nella sua lunga carriera, De Sisti ha anche allenato le nazionali dell'Uruguay, la nazionale Svizzera e il club Nyon, sempre in Svizzera.

Oggi è il responsabile tecnico della Pallacanestro 4 Torri Ferrara.

Palmarèsmodifica | modifica sorgente

Virtus Roma: 1985-86
Pall. Treviso: 1980-81; Ginnastica Goriziana: 1981-82; Reyer Venezia: 1991-92
Pall. Treviso: 1978-79; Dinamo Sassari: 1988-89

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Almanacco illustrato del basket 1990. Panini, Modena, 1989, p. 14.
  • Daniele Vecchi, Mario De Sisti. Tutto cominciò con un gioco, La Carmelina Edizioni, Ferrara, 2011.

Mario ha scritto un volume di esercizi tecnici di notevole valenza; "Andiamo a canestro" con la collaborazione di altri personaggi del basket romano, eravamo al tempo del "Banco di Roma".

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