Massimiliano Randino

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Massimiliano Randino (Pagani, 16 agosto 1977Kabul, 17 settembre 2009) è stato un militare italiano, primo caporal maggiore della Brigata paracadutisti "Folgore", insignito della Croce d'Onore alla memoria.

Biografiamodifica | modifica sorgente

Nato a Pagani, residente fino al 1992 a Cava de' Tirreni, poi a Nocera Superiore, per circa dieci anni presta servizio nell'Esercito Italiano: dal 2001 al 2007 prende parte a diverse missioni di pace internazionali, in Kosovo, in Afghanistan e in Iraq. Dal 31 gennaio 2009 è in forza al 183º Reggimento paracadutisti "Nembo" della Brigata paracadutisti "Folgore" di Pistoia, con cui partecipa alla sua terza missione ISAF in Afghanistan.

Il 17 settembre 2009 è tra le vittime di un attacco suicida a Kabul[1]. Due blindati Lince in servizio di scorta sono affiancati da un’autobomba: nell'esplosione perdono la vita sei militari italiani della Folgore, oltre a numerosi civili afgani.[2].

Il 21 settembre 2009 sono celebrati i solenni funerali di stato nella Basilica di San Paolo fuori le mura a Roma.

Riconoscimentimodifica | modifica sorgente

Il 23 dicembre 2009 con decreto del Presidente della Repubblica è stato insignito della Croce d'Onore alla memoria, che è stata consegnata alla famiglia[3] il 6 maggio 2010 dal Ministro della Difesa Ignazio La Russa, alla presenza del presidente Giorgio Napolitano[4], con la seguente motivazione:

Croce d'Onore alle vittime di atti di terrorismo o di atti ostili impegnate in operazioni militari e civili all'estero - nastrino per uniforme ordinaria Croce d'Onore alle vittime di atti di terrorismo o di atti ostili impegnate in operazioni militari e civili all'estero
«“Paracadutista dalle straordinarie qualità umane e morali, comandato in missione di pace in terra afghana, nell’ambito dell’operazione ISAF, ha contribuito costantemente, con perizia e assoluta dedizione, al conseguimento degli obiettivi della missione. Militare dotato di eccelse virtu professionali, il 17 settembre 2009, nel corso di una attività di scorta all’interno dell’abitato di Kabul, immolava la sua giovane vita nell’adempimento del dovere, a causa dell’esplosione di un ordigno occultato proditoriamente su apposito automezzo che investiva il veicolo su cui era a bordo. Fulgidissimo esempio di sublime coraggio che, con il suo estremo sacrificio, ha contribuito in modo significativo ad accrescere il prestigio dell’Italia e della Forza Armata in ambito internazionale, tenendo alti gli ideali di pace e solidarietà.” Kabul (Afghanistan), 17 settembre 2009»
— (Kabul (Afghanistan), 17 settembre 2009)[5]

Il Comune di Cava de' Tirreni, d'intesa con l'Amministrazione della Provincia di Salerno, ha decretato l'intitolazione a Massimiliano Randino della nuova strada provinciale, nel tratto compreso tra i comuni di Nocera Superiore e Cava de' Tirreni[6][7].

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Articolo su la Repubblica.it
  2. ^ Chi sono i militari morti in Afghanistan, articolo in Corriere della Sera.it
  3. ^ Articolo in Corriere del Mezzogiorno.it
  4. ^ Articolo in Agro24.it
  5. ^ Motivazione della medaglia dal sito del Quirinale
  6. ^ Articolo in Dentro Salerno - quotidiano on line
  7. ^ Articolo nel sito del Comune di Cava de' Tirreni

Voci correlatemodifica | modifica sorgente








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