Matteo Bonechi

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Cupola di San Jacopo Sopr'Arno

Matteo Bonechi (Firenze, 8 novembre 1669Firenze, 27 febbraio 1756) è stato un pittore italiano.

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Matteo Bonechi fu un pittore d'affresco di scuola fiorentina del primo Settecento, lo ritroviamo, in gioventù allievo di Francesco Botti, ma una maggiore influenza la subì da Giovanni Camillo Sagrestani, forse il più importante frescante fiorentino della generazione precedente. Il Lanzi invece, data la vicinanza dello stile, lo indica proprio come alunno di Sagrestani.

« ...Matteo Bonechi di lui [il Sagrestani] scolare, il Bonechi avea sortito ingegno eccellente, ma non ugual fondamento d'arte, la qual dicono che apprendesse quasi a dettatura, operando in vista del maestro e diretto dalla sua voce... »
(Luigi Lanzi, Storia pittorica dell'Italia dal risorgimento delle Belle Arti fin quasi al fine del secolo XVIII)
Affresco della cupola di San Jacopo Sopr'Arno

Fra i suoi primi affreschi quelli della Chiesa di San Domenico di Fiesole, in collaborazione coi quadraturisti Lorenzo del Moro e Rinaldo Botti del 1706.

Fra i suoi affreschi vanno citati quelli per la cupola del Santuario di Santa Verdiana a Castelfiorentino (1716 - 1717), mentre a Firenze affrescò la Chiesa di San Jacopo Sopr'Arno, dove si trovano anche due sue tondi su tela con Abramo e i tre angeli e Storie della vita di San Francesco, del 1718. Ancora a Firenze suoi affreschi si trovano nel Conservatorio di Sant'Agnese, nella chiesa della Compagnia di Sant'Agostino a Legnaia datati 1724, nella chiesa di Santa Maria del Suffragio al Pellegrino con affreschi del 1734 - 1735 e quelli della chiesetta di Sant'Egidio interna dell'antico Ospedale di Santa Maria Nuova decorato dal quadraturista Giuseppe Tonelli.

Fu chiamato ad affrescare anche palazzi nobiliari fiorentini come Palazzo Gondi, Palazzo Capponi all'Annunziata, insieme al Sagrestani, Palazzo Buondelmonti, dove operò con in quadraturisti Benedetto Fortini e Dionisio Predellini. In seguito affrescò anche Palazzo Guicciardini-Altoviti, detto dei "Visacci".

Nel suo periodo maturo si staccò dalla pittura del Sagrestani trovando una sua dimensione personale più protesa al classicismo. Fra le sue opere mature ci sono gli affreschi per il Capitolo dell'Annunziata del 1722 e quello per Palazzo Cerretani datato 1730. Del 1722 è l'affresco dell'altare maggiore della Collegiata di San Lorenzo a Montevarchi, imbiancati alla fine del '700 e recuperati con un restauro nel 1968. Nella chiesa di San Frediano in Cestello dipinse nei pennacchi della cupola le figure delle Virtù, sotto l'affresco di Anton Domenico Gabbiani.

Fra i suoi allievi ricordiamo Sigismondo Betti. Il Bonechi morì ottuagenario come ci riferisce l'Inghirami:

« ...dopo la morte del Maestro fu riconosciuto il suo merito [...] e continuò sempre a dimostrarsi tale fino all'ultimo della sua vita: ebbe il suo termine, di pura vecchiezza quasi ottuagenario »
(Francesco Inghirami, Storia della Toscana (1843))

Altre operemodifica | modifica sorgente

Firenzemodifica | modifica sorgente

Fuori Firenzemodifica | modifica sorgente

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • C. Pizzorusso, Per Matteo Bonechi. La decorazione del Pellegrino in "Kunst des Barock in Toskana", Monaco, 1976.
  • Riccardo Spinelli, Note su Matteo Bonechi e sulla decorazione della chiesa di Santa Maria del Suffragio in "Bollettino dell'Accademia degli Euteleti di San Miniato", 1996.
  • Sandro Bellesi, Catalogo dei pittori fiorentini del ’600 e ’700. Biografie e opere, Polistampa, 2009
    • Affreschi di Matteo Bonechi nel palazzo dei Visacci a Firenze, in "Nuovi Studi. Rivista di Arte antica e moderna" VOL.3
  • M. Chiarini, Note sul Bonechi in “Antichità Viva”, X, 1971, 6, pp. 7-11.







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