Media inglese

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La media inglese è un particolare tipo di coefficiente che determina la classifica di una squadra di calcio tenendo conto del fattore campo.

Storiamodifica | modifica sorgente

Di media inglese si cominciò a parlare nel 1930, quando, su iniziativa di un quotidiano sportivo e della Federazione inglese, nacque la necessità di stabilire la media ideale che avrebbe dovuto tenere una squadra di calcio per poter vincere il campionato. Da qui l'attributo "inglese".senza fonte

L’Italia si adeguò subito a questa scelta, anche se, a causa della situazione politica dell'epoca, il parametro prese il nome di media scudetto.

Calcolomodifica | modifica sorgente

La media inglese si fonda sul presupposto che per un piazzamento ad alti livelli in un campionato di calcio, le partite in casa si debbano vincere mentre in trasferta si abbia il compito di perseguire almeno un pareggio. Da qui, la semplificazione su base statistica che una vittoria in casa ed un pareggio in trasferta sarebbero la condizione ideale per poter condurre ai vertici un campionato.

In virtù di ciò, si è convenuto di assegnare:

Vittoria Pareggio Sconfitta
In casa 0 −1 −2
Fuori casa +1 0 −1

Con l'introduzione della classifica che premia con tre punti (anziché due) la squadra vincente, si è giunti ad assegnare:

Vittoria Pareggio Sconfitta
In casa 0 −2 −3
Fuori casa +2 0 −1

Sinossimodifica | modifica sorgente

La media inglese è un indicatore utile per valutare il comportamento effettivo di una squadra fra gare in casa ed in trasferta, assumendo che fra due squadre a pari punti (ad esempio), sia potenzialmente meglio piazzata quella che ha giocato più partite in trasferta. Così, ad esempio, fra le ipotetiche squadre che in classifica hanno totalizzato tre punti dopo una giornata, secondo la media inglese sarebbero in testa quelle vittoriose in trasferta (+2) piuttosto che quelle vittoriose fra le mura amiche (0).

A parità di gare disputate in casa e in trasferta, la classifica stilata con la media inglese coincide (se non nel valore dei punti) con quella reale.
A campionato concluso, infatti, la media inglese rispecchierà la classifica calcolata con i punti tradizionali: la media inglese è incentrata su una media di due punti a partita[1]: alla fine di un campionato come quello attuale di Serie A (a venti squadre, con diciannove partite in casa e diciannove in trasferta), la quota "0" alla media inglese corrisponderà alla quota 76 punti, così come un "+5" equivarrà a un 81 o un "-10" a un 66.

In definitiva la media inglese è incentrata su un ruolino di marcia complessivo fatto di un certo numero (la metà delle partite disputate) di vittorie, altrettanti pareggi e nessuna sconfitta. Equivale cioè all'attuale media di 2 punti a partita (o alla media di 1,5 punti a partita quando ogni vittoria assegnava 2 punti invece di 3).

Può essere però utile, nel corso della stagione, per valutare la classifica in base al diverso numero di partite disputate (e da disputare) in casa e fuori.

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Infatti, come si intende necessario perseguire un cammino fatto da vittorie in casa (0) e pareggi in trasferta (0), si può intendere egualmente efficace un cammino fatto di pareggi in casa (-2) e vittorie in trasferta (+2).

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Marco Sappino, Dizionario biografico enciclopedico di un secolo del calcio italiano, II volume, Baldini Castoldi Dalai, 2000, p. 2136. ISBN 8880898620.
  • Sigfrido Beneyton, Un ritmo da perfetta media inglese in La Stampa, 29 novembre 1994, p. 46.
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