Mediatore creditizio

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.


Il mediatore creditizio è un soggetto che attraverso l'attività di consulenza sul credito mette in relazione le banche e gli intermediari finanziari con la potenziale clientela interessata alla concessione di finanziamenti, sia questi prestiti personali o mutui per la casa.

Essi svolgono la propria attività in maniera autonoma, con propria organizzazione e mezzi e non sono legati da rapporti di collaborazione, di dipendenza o di rappresentanza anche se possono usufruire di apposite convenzioni con le banche a condizione che non compromettano i propri obblighi di neutralità e di indipendenza.

In Italiamodifica | modifica sorgente

Disciplina normativamodifica | modifica sorgente

L’attività di mediazione creditizia è definita dall’art. 2 del DPR 28 luglio 2000 n. 287 emanato in attuazione dell’art. 16 della legge 7 marzo 1996 n. 108 (Disposizioni in materia di usura.)

L'Ufficio italiano cambi con provvedimento del 4 agosto 2000 dettò le istruzioni per l'iscrizione di tali soggetti nell'albo dei mediatori creditizi previsto dall'art. 16 della predetta legge 108/1996.
La legge prevede l'iscrizione di tutti coloro che svolgono questa professione ad un apposito albo.

Ad oggi la competenza della gestione è affidata alla Banca d'Italia, che è saubentrata nelle competenze del soppresso Ufficio italiano cambi. L'albo dei mediatori creditizi è comunque consultabile sul sito della Banca d'Italia, nella sezione antiriciclaggio dove si trova la parte dedicata agli albi ed elenchi.

Albo dei mediatori creditizimodifica | modifica sorgente

Possono iscriversi all'albo, secondo la legge:

1) I cittadini italiani o di uno Stato membro dell'Unione europea o di uno Stato con il quale esista trattamento di reciprocità in possesso dei seguenti requisiti:

a) domicilio in Italia;

b) diploma di scuola media superiore ovvero iscrizione nei ruoli di cui alla legge 3 febbraio 1989, n. 39;

c) onorabilità ai sensi dell'articolo 109 del testo unico bancario.

2) Le società con sede legale in Italia e le stabili organizzazioni in Italia di società aventi sede legale all'estero che rispondano ai seguenti requisiti:

a) oggetto sociale comprendente la mediazione creditizia;
b) possesso dei requisiti di cui al comma 1, lettera c), da parte dei soci di controllo ai sensi dell'articolo 23 del testo unico bancario;
c) possesso dei requisiti di cui al comma 1, lettera c), da parte dei soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo;
d) svolgimento dell'attività di mediazione creditizia per il tramite di soggetti iscritti all'albo.

Le novità introdotte dal d.lgs 141/2010modifica | modifica sorgente

La riforma delineata dal decreto legislativo 13 agosto 2010 n. 141 prevede la creazione di un organismo di vigilanza dell'operato dei professionisti e una serie di requisiti di accesso alla rete di mediazione creditizia più elevati, nonché l'istituzione di un nuovo elenco.

L'accesso alla professione deve infatti essere attraverso un esame di accesso e periodicamente verificata durante l'iscrizione all'albo.
Il decreto prevede l'istituzione di un albo unico degli intermediari finanziari che esercitano nei confronti del pubblico l'attività di concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma e ne affida la tenuta alla Banca d'Italia.
La Banca d'Italia vigilerà quindi sul predetto l'organismo, che avrà funzioni di supervisione (tenuta degli elenchi, poteri di controllo, accertamento ispettivi e di intervento).

La normativa prevede disposizioni transitorie per cui i mediatori creditizi persone fisiche e società, possono continuare ad iscriversi nell'albo dei mediatori creditizi tenuto dalla Banca d'Italia, in base alle disposizioni vigenti alla data del 4 settembre 2010, fino al 30 giugno 2011 o, se precedente, fino alla costituzione dell'Organismo.

Collaboratorimodifica | modifica sorgente

Il d.Lgs. 141/2010 ha introdotto una nuova figura, il “collaboratore”- entrato nel linguaggio comune di settore anche con il termine di “promotore creditizio”- di cui il mediatore creditizio si avvale per il contatto con il pubblico.
I collaboratori sono equiparati ai dipendenti del mediatori per quanto riguarda i requisiti di accesso alla professione e lo svolgimento dell’attività rivolta al pubblico. Infatti, è compito del mediatore creditizio assicurare che dipendenti e collaboratori posseggano i requisiti previsti per l’accesso alla professione, rispettino le norme loro applicabili, siano in regola con l’aggiornamento professionale obbligatorio.

Il mediatore creditizio risponde in solido dei danni causati da dipendenti e collaboratori, pertanto sia la selezione iniziale sia la verifica del mantenimento degli standard previsti diventa un obbligo essenziale.
I dipendenti e collaboratori delle società di mediazione devono superare una prova valutativa per poter essere inseriti nelle liste che i mediatori forniscono all’OAM e che sono consultabili pubblicamente sul sito dell’organismo.

Notemodifica | modifica sorgente

http://www.organismo-am.it/mediatore/default.aspx

Voci correlatemodifica | modifica sorgente








Creative Commons License