Melchiorre Cesarotti

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Melchiorre Cesarotti

Melchiorre Cesarotti (Padova, 15 maggio 1730Padova, 4 novembre 1808) è stato un poeta e scrittore italiano.

Biografiamodifica | modifica sorgente

Figlio di Giovanni (Zanne) e Medea Bacuchi, Cesarotti nacque da una famiglia di antica origine nobile ma da tempo entrata nel "ceto civile". Studiò nel seminario della sua città, dove ottenne il titolo e il privilegio di abate, e dove fu poi accolto come giovanissimo professore di retorica e belle lettere nei primi anni cinquanta del Settecento. Nel novembre 1760 lasciò Padova per trasferirsi a Venezia come precettore presso la famiglia Grimani. Matura in questo ambiente l'esperienza che gli darà una fama europea, ovvero la traduzione in italiano dei Poems of Ossian da poco pubblicati dallo scozzese James Macpherson.

Nel 1768 venne nominato professore di lingua greca ed ebraica presso l'Università di Padova: cattedra che mantenne fino al 1797 quando passò, sempre nella stessa Università a quella di belle lettere, ovvero di eloquenza. Appartengono a questo periodo le sue opere più note: come traduttore dal greco (Demostene, Omero), e dalle lingue moderne (ancora l'Ossian, Gessner, Young), e come teorico dell'estetica (Saggio sulla filosofia del gusto) e della lingua (Saggio sopra la lingua italiana).

Da sempre sostenitore delle idee illuministe, fu come molti spiazzato dall'esito violento della Rivoluzione francese. All'arrivo delle truppe napoleoniche in Italia si schierò in favore di Bonaparte: per lui scrisse nel 1797 un sonetto encomiastico, e fece anche parte della delegazione inviata ad accogliere il generale vittorioso. Allo stesso Napoleone Cesarotti dedicherà, dieci anni più tardi, anche un discusso poema celebrativo, la Pronea (1807), duramente commentato dal Foscolo ("misera concezione, frasi grottesche, e per giunta, gran lezzo di adulazione").

Ispirati alle nuove idee portate dai francesi sono i suoi lavori Saggio sopra le istituzioni scolastiche, Il patriottismo illuminato, L'Istruzione d'un cittadino a' suoi fratelli meno istruiti.

Nella sua villa a Selvazzano da lungo tempo di proprietà della sua famiglia, ospitò amici come Madame de Stael, Vittorio Alfieri, Ippolito Pindemonte, e forse anche Foscolo, e impiantò uno dei primi giardini all'inglese in Italia.

Le traduzioni letterariemodifica | modifica sorgente

Cesarotti è noto per la sua opera di traduttore di Omero (pubblicò una versione in prosa dell'Iliade ed un rifacimento in versi endecasillabi sciolti dal titolo La morte di Ettore, 1795); tradusse anche due tragedie di Voltaire, la Morte di Cesare e il Maometto, nonché le opere di Demostene e quelle di altri oratori greci (nel Corso ragionato di greca letteratura, 1781).

Ma la traduzione che gli diede una fama europea gli capitò tra le mani quando Charles Sackville incontrato a Venezia, gli fornì tutte le informazioni riguardanti l'attività di James Macpherson intorno al mitico bardo Ossian.[1]. Dei Poems of Ossian pubblicati da Macpherson nel 1762-63, Cesarotti diede alle stampe una prima traduzione parziale nel 1763, intitolata Poesie di Ossian cui fece seguito nel 1772 la traduzione dell'intero corpus di canti. La sua versione, stilisticamente innovativa e di grande suggestione letteraria, attrasse l'attenzione dei letterati in Italia e Francia, suscitando numerosi imitatori. Fu per suo tramite che Goethe entrò in contatto con l'Ossian; e lo stesso Napoleone apprezzava l'opera al punto da portarla con sé anche in battaglia. [2] . Nelle Poesie di Ossian, Cesarotti riesce nell'intento di convertire tutti gli elementi e i principi della nascente lirica incentrata sulla natura e sui sentimenti, mantenendo una saldatura tra tradizione e nuovi temi poetici, di fatto dando il la al Romanticismo italiano.[1]

Il Saggio su la filosofia delle linguemodifica | modifica sorgente

Pubblicato dapprima nel 1785 con il titolo di Saggio sopra la lingua italiana, poi mutato nell'edizione definitiva (1800) in Saggio sulla filosofia delle lingue applicato alla lingua italiana, il trattato di Cesarotti costituisce una delle voci più autorevoli e intelligenti del dibattito linguistico italiano del Settecento. Scritto in un periodo di contatti linguistici con la Francia, il trattato affronta il tema del prestito linguistico, teorizzando la possibilità che esso possa portare ad un arricchimento della lingua, inserendosi nel dibattito sorto fra i tradizionalisti impegnati a conservare la purezza della lingua e dei principi letterari ed i rinnovatori ansiosi di liberare la lingua dai modelli tipici della Crusca.

Cesarotti critica, nella prima parte, i pregiudizi vigenti sulla purezza della lingua e tende ad evidenziarne il collegamento con la storia della civiltà, poi nella seconda sezione distingue il genio grammaticale, ovvero la norma linguistica immutabile, ed il genio retorico, che essendo legato alla contingenza può mutare. Infine, sostiene che i prestiti linguistici come i francesismi si possano accettare nella lingua italiana, a condizione però che essi non vadano in contrasto con le norme del genio grammaticale, ossia che nella lingua di destinazione non sia già presente un termine equivalente.

Tra le altre sue opere di saggistica, anche i saggi Sopra il diletto della tragedia e Sopra l'origine e i progressi dell'arte poetica (1762).

L'edizione completa della sua opera, in 42 volumi in ottavo, iniziò ad uscire a Pisa nel 1800 e fu completata postuma nel 1813.

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ a b "Le muse", Novara, De Agostini, 1965, Vol. III, p. 215.
  2. ^ Thiesse, Anna-Marie, La creation des identites nationales. Europe XVIII-XX siècle, Paris, Éditions du Seuil, 1999, p. 52. ISBN 2020342472.

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Gennaro Barbarisi e Giulio Carnazzi (a cura di), Aspetti dell'opera e della fortuna di Melchiorre Cesarotti, 2 volumi, Milano, Cisalpino, 2002. ISBN 88-323-4611-7.
  • Valentina Gallo, Cesarotti da Padova a Selvazzano, Padova, Provincia di Padova, 2008.
  • Antonio Daniele (a cura di), Melchiorre Cesarotti, Atti del convegno Padova 2008, Padova, Esedra, 2011. ISBN 978-88-6058-041-2.
  • Claudio Chiancone, La scuola di Cesarotti e gli esordi del giovane Foscolo, Pisa, Edizioni ETS, 2012. ISBN 978-88-467-3449-5.

Altri progettimodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

  • Guido Mazzoni, «CESAROTTI, Melchiorre» la voce nella Enciclopedia Italiana, Volume 9, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1931.
  • Giorgio Patrizi, «CESAROTTI, Melchiorre» in Dizionario Biografico degli Italiani, Volume 24, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1980.

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