Melizzano

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Melizzano
comune
Melizzano – Stemma
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Benevento-Stemma2.png Benevento
Sindaco Rossano Libero Insogna (lista civica) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 41°10′00″N 14°30′00″E / 41.166667°N 14.5°E41.166667; 14.5 (Melizzano)Coordinate: 41°10′00″N 14°30′00″E / 41.166667°N 14.5°E41.166667; 14.5 (Melizzano)
Altitudine 190 m s.l.m.
Superficie 17,48 km²
Abitanti 1 908[1] (31-12-2010)
Densità 109,15 ab./km²
Frazioni Torello
Comuni confinanti Amorosi, Castel Campagnano (CE), Dugenta, Frasso Telesino, Solopaca, Telese Terme
Altre informazioni
Cod. postale 82030
Prefisso 0824
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 062039
Cod. catastale F113
Targa BN
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona D, 1 461 GG[2]
Nome abitanti melizzanesi
Patrono San Pietro e san Paolo
Giorno festivo 29 giugno
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Melizzano
Posizione del comune di Melizzano nella provincia di Benevento
Posizione del comune di Melizzano nella provincia di Benevento
Sito istituzionale

Melizzano è un comune italiano di 1.922 abitanti della provincia di Benevento in Campania.

Geografia fisicamodifica | modifica sorgente

Melizzano è sito sulla ripa destra del vallone di Prata a 10 km dalla stazione ferroviaria Frasso - Dugenta.

Fa parte della Comunità Montana Zona del Taburno - Regione Agraria n.4 - Colline del Calore Irpino inferiore.

Ha un'escursione altimetrica pari a 907 m s.l.m. con una minima di 33 m ad una massima altitudine di 940 m s.l.m.

Ha una superficie agricola utilizzata di ettari (ha) 1.101,42 (2000).[3]

Dista dal capoluogo di provincia 40 km.

Storiamodifica | modifica sorgente

Il paese sorse nel medioevo al posto dell'antica Melae, insediamento di origine sannita che fu al centro di alcune tristi vicende durante la seconda guerra punica (216 a.C.). Questo villaggio dipendeva dal municipio romano di Telesia.[4]

Nel Catalogus baronum (metà del XII secolo) veniva chiamata Meliczano ed era un feudo di proprietà del conte di Caserta.

Successivamente divenne di proprietà dei Signoretto e, nel 1506, dei Gambacorta.

Nel 1532 contava quarantotto famiglie, diventate cinquantasei nel 1596 e trentotto dopo la peste del 1656.[5]

Nel XVII secolo appartenne ai De Capua e ai Bellucci.

Poco prima dell'abolizione del feudalesimo (1806) appartenne ai Corsi.

Nel 1810 divenne un unico comune con Dugenta che dopo l'Unità d'Italia divenne sua frazione.

Dal 1861 fa parte della provincia di Benevento.

Nel 1943 i bombardamenti americani provocarono ventuno morti.[4]

Monumenti e luoghi di interessemodifica | modifica sorgente

Castellomodifica | modifica sorgente

Di proprietà privata, è un monumento di notevole interesse dato che conserva ancora la sua fisionomia originaria.

Il castello di Melizzano è caratterizzato dalla merlatura ghibellina che corre lungo tutta l'architettura.

Nel cortile interno si possono ammirare delle belle arcate ogivali di gusto gotico.

Architetture religiosemodifica | modifica sorgente

Chiesa di San Pietro

Chiesa parrocchiale e arcipretale, venne citata per la prima volta nel XVI secolo quando risultava essere di patronato dell'Universitas.[5] L'esterno, preceduto da una modesta scalinata, ha tre porte sormontate da due oculi e da una finestra. L'interno, a tre navate, presenta diverse decorazioni a stucco di gusto settecentesco. Vi si conserva una scultura della Madonna, oggetto di profonda venerazione.

Societàmodifica | modifica sorgente

Evoluzione demograficamodifica | modifica sorgente

Abitanti censiti[6]

Amministrazionemodifica | modifica sorgente

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Fonte Camera di Commercio di Benevento, Dati e cifre, maggio 2007.
  4. ^ a b Marrocco, op. cit., p. 96.
  5. ^ a b Pescitelli, op. cit., p. 233.
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Dante B. Marrocco, Guida del Medio Volturno, Napoli, Tipografia Laurenziana, 1986.
  • Renato Pescitelli, Chiesa Telesina: luoghi di culto, di educazione e di assistenza nel XVI e XVII secolo, Auxiliatrix, 1977.

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

Altri progettimodifica | modifica sorgente








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