Michele Arditi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Il marchese Michele Arditi (Presicce, 13 settembre 1746Napoli, 23 aprile 1838) è stato un antiquario, avvocato e archeologo italiano, zio del celebre storico Giacomo.

Divenne, per le sue spiccate attitudini all'archeologia, direttore degli scavi del regno di Napoli contribuendo ad ampliare ulteriormente gli scavi di Ercolano e di Pompei. Portò, inoltre, alla luce l'Anfiteatro Campano, le rovine del quarto tempio di Pesto e salvò dalla rovina il tempio di Venere in Baia. Per le sue opere ricevette, oltre ai titoli ereditari della sua famiglia, di marchese di Castelvetere e degli antichi Baroni di Valentino, un altro titolo personale di Marchese, una commenda di Napoli e un'altra dell'Aquila Rossa di Prussia, nonché sei decorazioni cavalleresche italiane e straniere.

Operemodifica | modifica sorgente

Tutte le opere di Michele Arditi furono elencate dal nipote Giacomo nella Corografia fisica e storica della Provincia di Terra d'Otranto alla voce Presicce. Tra queste vi sono:

  • Illustrazioni archeologiche sopra gli scavi di Pompei, Ercolano e Stabia;
  • Memoria sul vaso di Locri;
  • L'Epifania degli Dei

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Giacomo Arditi, Corografia fisica e storica della Provincia di Terra d'Otranto (voce Presicce, paragrafo monografico riguardante la vita e tutte le opere di Michele Arditi), Tipografia Scipione Ammirato (Lecce), 1879 (2ª ed. 1885).







Creative Commons License